Engagement con la ricerca: i laboratori di RAISE grazie al Festival della Scienza

Durante il progetto RAISE, nell’ambito di Spoke 5, grazie alla collaborazione con il Festival della Scienza, sono state ideate nuove esperienze per coinvolgere i cittadini – in particolare famiglie e scuole – nella ricerca sulla robotica e sull’AI e, più in generale, sulle tematiche di RAISE.

I ricercatori e le ricercatrici di RAISE, con il supporto del team dell’Associazione Festival della Scienza e degli animatori e delle animatrici, si sono cimentati nella proposta e nella realizzazione di nuove esperienze coinvolgenti in occasione del RAISE Village 2023, 2024 e 2025.

Se nella prima edizione del 2023 sono stati presentati soprattutto obiettivi e attività ancora in fase iniziale, nel 2025 i laboratori sono diventati sempre più coinvolgenti e un’occasione per presentare i risultati del progetto in modo semplice e interattivo.

Un altro evento per mettere in dialogo ricercatori, ricercatrici e pubblico attraverso attività di laboratorio è stato Robot Valley, nelle edizioni del 2024 e 2025.

Il pubblico ha sempre risposto con grande interesse e partecipazione, in particolare scuole e famiglie: tutti i laboratori legati alle tematiche di RAISE sono risultati completamente prenotati.

Come emerso anche da uno studio pilota del 2024 con i visitatori e visitatrici, condotta dallo Spoke 5 (Patrizia Schettino, Grazia Biorci, Adriana Ferrari, Ilaria Schizzi), anche grazie al supporto degli animatori e animatrici del Festival della Scienza, questi laboratori sono riusciti ad entusiasmare persone da 5 agli oltre 80 anni, con la possibilità ad esempio di poter per la prima volta interagire con un robot sociale o comprendere le applicazioni della robotica e AI in campo medico, nella sicurezza portuale o di cura dell’ambiente con l’ecorobotica.

In occasione dell’ultimo RAISE Village 2025, Andrea Sessarego (Associazione Festival della Scienza, Spoke 5) ha così commentato: “un grandissimo successo delle attività, molto apprezzate dalle scuole, che hanno cominciato a conoscere il progetto RAISE dal Festival del 2023. Nel 2023 è stata l’occasione di presentarsi ai cittadini, finalmente arriviamo alla fine del percorso in cui, durante le attività di laboratorio, gli studenti, ma anche le famiglie e i cittadini, hanno potuto testare in prima persona, in modalità laboratoriale, quanto RAISE ha prodotto e sta continuando a produrre”.

I laboratori didattici di RAISE rappresentano un esempio di come l’ecosistema sia riuscito a coinvolgere ricercatori e ricercatrici insieme al pubblico, offrendo occasioni di engagement per i cittadini grazie alla grande esperienza del team dell’Associaizione Festival della Scienza: dal supporto nell’ideazione delle attività didattiche fino alla conduzione dei laboratori sul campo, durante i giorni del RAISE Village e di Robot Valley, dal 2023 al 2025.

InspAIr 25: premiati i progetti

Il 30 gennaio 2026 si è svolta online la premiazione finale dell’Hackathon InspAIr ’25 “2050: la storia comincia adesso”, momento culminante del percorso laboratoriale “InspAIr – educare al pensiero critico in visione prospettica nell’era dell’IA”, progettato e condotto dall’Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche nell’ambito dell’ecosistema RAISE – Robotics and AI for Socio-economic Empowerment. L’iniziativa ha coinvolto studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado in un’esperienza formativa che ha intrecciato intelligenza artificiale, robotica e sostenibilità.

L’Hackathon ha rappresentato il Laboratorio 3 del percorso InspAIr, fase applicativa e conclusiva di un lavoro avviato nei mesi precedenti. Dopo aver immaginato scenari ambientati nel 2050 e averne esplorato le implicazioni sociali, ambientali e politiche, le classi partecipanti hanno affrontato una sfida ulteriore: riconoscere nel presente gli aspetti critici emersi nelle narrazioni future, con particolare attenzione al ruolo dell’AI e della robotica.

La challenge 2025 ha invitato i gruppi a partire da una criticità individuata negli scenari del 2050 e a mostrarne la presenza già oggi, analizzandola alla luce della non neutralità della tecnologia. Libertà e controllo, identità e intersezionalità, ambiente e giustizia climatica, oppressione ed emancipazione hanno costituito alcune delle cornici tematiche entro cui ragazze e ragazzi hanno sviluppato le proprie proposte. Ogni team ha realizzato un prodotto comunicativo capace di dialogare con il pubblico dei 14–19 anni attraverso podcast, narrazioni originali e contenuti multimediali, dimostrando creatività, profondità di analisi e consapevolezza critica.

All’Hackathon hanno partecipato quattro scuole, per un totale di sessanta studentesse e studenti. Una giuria composta da esperte ed esperti di sostenibilità, speculative design, comunicazione e tecnologie dell’AI e della robotica ha valutato i lavori secondo criteri trasversali: rigore nell’approfondimento del rapporto tra tecnologia e sostenibilità, capacità di problematizzare rischi e dilemmi, qualità ed efficacia comunicativa rispetto al target di riferimento.

Il Premio InspAIr – RAISE 2025 è andato a un podcast realizzato da un gruppo di studentesse del Liceo San Vitale di Parma. Il progetto ha affrontato il tema dell’uso bellico delle tecnologie avanzate nella contemporaneità, con un focus sul racconto di Gaza. Le autrici hanno collegato in modo rigoroso le dinamiche geopolitiche attuali al ruolo dell’intelligenza artificiale e dei sistemi automatizzati, evidenziando l’impatto che tali strumenti esercitano negli scenari di conflitto. Il lavoro ha unito sensibilità, chiarezza narrativa e solidità argomentativa, offrendo una riflessione attuale e consapevole.

La giuria ha inoltre assegnato due menzioni speciali a gruppi della stessa classe del Liceo Copernico Luxemburg di Torino. Una menzione ha valorizzato l’approfondimento sul rapporto tra tecnologia e sostenibilità in un podcast ambientato in un futuro distopico segnato da rigide gerarchie sociali, capace di mettere in luce il legame tra scelte tecnologiche e disuguaglianze. L’altra menzione ha premiato l’originalità del format: un podcast costruito attorno a una misteriosa chiamata dal futuro, espediente narrativo che ha reso accessibile e coinvolgente una riflessione complessa.

L’Hackathon InspAIr ha confermato il valore di un percorso educativo che ha integrato speculative design e problem framing per promuovere una cultura critica dell’innovazione digitale. Lavorare con il futuro per interpretare il presente ha offerto alle nuove generazioni strumenti concreti per comprendere come intelligenza artificiale e robotica incidano sulla vita sociale, economica e ambientale. Studentesse, studenti, docenti e giurati hanno contribuito con impegno e competenza a un’esperienza che ha rafforzato il dialogo tra scuola, ricerca e cittadinanza attiva.

Tecnologie immersive per coinvolgere community e pubblico di RAISE nei risultati della ricerca

Le tecnologie immersive rappresentano oggi uno strumento strategico per coinvolgere il pubblico e gli attori di un progetto nella valorizzazione dei risultati della ricerca. L’immersione è una qualità di alcune esperienze culturali ed espositive e può essere definita come la combinazione di più elementi.

Se l’interattività può essere presente in misura variabile, non possono invece mancare una narrativa coinvolgente – capace di catturare e trasportare il visitatore all’interno di una storia (transportation into a narrative) – e una multimedialità progettata con competenze solide di regia e design, in grado di generare una sensazione di embodiment, ovvero un coinvolgimento multisensoriale.

Nell’ambito dello Spoke 5 di RAISE, CNR-IAS ed ETT (industria digitale creativa parte di Dedagroup e partner di progetto) hanno realizzato diversi ambienti immersivi finalizzati alla divulgazione scientifica.

La sfida principale è stata quella di costruire storie capaci di raccontare i risultati di un ecosistema dell’innovazione attraverso narrazioni coinvolgenti, multimediali, da proiettare su una, tre o quattro pareti.

In questo quadro si collocano tre installazioni: RAISE Cube, EXPOsing RAISE e RAISE More than human.

La chiave comunicativa scelta ha affidato il racconto a uno dei protagonisti dell’ecosistema RAISE, il robot umanoide, e ha valorizzato i modelli 3D e 4D, oggetti di comprensione e raffigurazione scientifica che possiedono anche una propria qualità estetica.

La focalizzazione su robotica e intelligenza artificiale del progetto viene così presentata dal punto di vista di due robot sociali e delle ricercatrici e dei ricercatori che li progettano e li programmano.

Fin dalla prima installazione del RAISE Cube, allestito nei porticati di Palazzo Ducale, i robot Pepper ed R1 hanno presentato a visitatori e visitatrici – in particolare giovani e famiglie – i principali risultati del progetto attraverso foto, video e modelli 3D. Un ruolo centrale è stato svolto anche dalle grafiche e dalle parole chiave, inserite come filo conduttore visivo e concettuale del racconto.

Pepper e R1, simbolicamente rappresentativi rispettivamente di un robot giapponese e di un robot made in Italy, sono poi diventati ambasciatori di RAISE a Expo 2025 Osaka, con EXPOsing RAISE, una narrazione adattata a un unico schermo per rispondere alle esigenze espositive e di percorso di visita del Padiglione Italia.

L’ultimo progetto, RAISE More than human, mette in evidenza un aspetto essenziale dell’ecosistema: un modello che include non solo le persone, ma anche piante, animali ed ecosistemi naturali e urbani, insieme a tecnologie innovative a supporto del benessere, della cura, dell’inclusione, della sostenibilità, della sicurezza, dell’efficenza.

RAISE More than human è un’installazione immersiva site specific, progettata per la Inspiration Room del Blue District, concepita sia come contenuto principale dell’esperienza sia come contesto per le demo robotiche, ovvero presentazioni dal vivo con ricercatrici, ricercatori e tecnologie.

RAISE si distingue, quindi, per un approccio alla divulgazione che unisce coinvolgimento emozionale e rigore informativo: accanto alla dimensione narrativa e sensoriale, le installazioni mantengono una forte attenzione ai numeri e alle parole chiave del progetto, grazie anche all’impiego di apposite infografiche. Tecnologia, scienza e arte si fondono in un’esperienza non didascalica, ma esperienziale e memorabile, costruita attraverso immagini e suoni ad alto impatto.

Le tre installazioni hanno, inoltre, rappresentato un’opportunità – e al tempo stesso una sfida – per utilizzare i robot come veri e propri attori, mettendone in luce le potenzialità comunicative in ambito cinematografico, teatrale e nella valorizzazione del digital heritage.

La sceneggiatura è stata specificamente adattata per essere interpretata da robot; parallelamente, è stato necessario un accurato lavoro di ricerca estetica e di montaggio per far apprezzare correttamente i contenuti e la loro presenza scenica. Ricercatrici e ricercatori hanno sviluppato app dedicate e definito metodologie puntuali per l’impiego efficace dei robot in scena.

I modelli 3D e 4D sono stati valorizzati anche nella loro componente estetica, oltre che scientifica.

I tre progetti costituiscono, così, un racconto corale. In particolare, in RAISE More than human, in meno di quattro minuti si sviluppano armoniosamente su quattro pareti i contenuti relativi a tutti gli Spoke: video, modelli 3D/4D e immagini di laboratorio si compongono in un mosaico dinamico, sostenuto da un ritmo narrativo incalzante ma equilibrato.

Il lavoro collettivo ha coinvolto oltre 100 ricercatrici e ricercatori di RAISE, insieme ai referenti della comunicazione, che hanno contribuito mettendo a disposizione contenuti scientifici e materiali di ricerca, trasformati in un’esperienza immersiva condivisa e ad alto impatto per il pubblico.

RAISE si posiziona in questo modo come ecosistema capace di innovare anche nel modo in cui i risultati vengono condivisi con il pubblico e all’interno della propria community di ricerca, grazie all’utilizzo delle tecnologie immersive.

Immagine di copertina
L’installazione immersiva RAISE More than human
Autore: Adriana Ferrari (ETT, Spoke 5)
Crediti: RAISE

AI e Robotica per Porti Intelligenti e Sostenibili, all’interno del Training Program di RAISE, Spoke 5

Il 30 gennaio presso il Talent Garden Genova, ai Giardini Baltimora, si è svolto il seminario “AI e Robotica per Porti Intelligenti e Sostenibili”, un evento del progetto P7 – Advanced AI & Robotics Applications4SMEs, all’interno del Training Program di RAISE, coordinato dallo Spoke 5.

Il progetto RAISE e in particolare le attività di ricerca e trasferimento tecnologico dello Spoke 4 sono state presentate dallo spoke leader, Davide Giglio (UniGe).
Nell’intervento successivo, Francesca Garaventa (CNR-IAS) ha introdotto le attività svolte da CNR nell’ambito dello Spoke 4, che poi Filippo Castelli (CNR-IAS) ha presentato in dettaglio.

In particolare, il tecnologo del CNR ha parlato dell’uso delle tecnologie innovative di RAISE in due ambiti: nell’analisi e pulitura del biofouling sullo scafo delle navi e poi dell’analisi della presenza delle specie invasive sulle carene delle navi.
Castelli ha mostrato come la robotica (in questo caso i ROV), combinata con una rete neurale e IA può essere adoperate anche in ambito bio marino.

Grazie all’approccio integrato dell’ecorobotica, si può fare un assessment dello scafo e quindi pulirlo, semplificando il compito, agendo in modo efficace ed efficiente, con maggiore sicurezza per gli operatori del porto e con un impatto finale positivo sulla biodiversità.

Ferdinando Cannella (IIT) ha invece presentato alcune delle attività che vedono coinvolti ricercatori e ricercatrici di IIT, in particolare per consentire ai robot di muoversi e riconoscere elementi all’interno del porto grazie ad un “detection box”, con applicazioni in varie attività, come l’ispezione di un’area e il riconoscimento dei mozziconi di sigarette da parte di un robot; oppure l’individuazione di una fonte radioattiva da parte di un robot cingolato o quadrupede o anche per progetti con robot sociali, che possono muoversi all’interno di un museo o della stazione marittima, riconoscere le persone ed interagire con esse.

Inoltre il ricercatore ha mostrato come le telecamere possono essere usate per confrontare immagini che documentino un prima e dopo, mappando un parte del porto o scansionando anche parti delle navi.

Nella parte successiva dell’evento, due rappresentanti di imprese, ovvero Davide Anghinolfi (IROI) e Francesco Rebora (Exis), hanno offerto delle testimonianze dirette sul lavoro svolto in RAISE grazie ai progetti vincitori dei bandi a cascata.

L’evento si è concluso con una tavola rotonda, sulle opportunità e sfide di RAISE per i porti intelligenti e sostenibili, a cui hanno preso parte tutti gli speaker, seguito da un momento di networking, tra i ricercatori, le ricercatrici e il pubblico presente.

Immagine di copertina
Autore: Team Comunicazione, Spoke 5
Crediti: RAISE

RAISE ed Ecosistemi di apprendimento: il contributo dell’Osservatorio e della Formazione

Giovedì 4 dicembre, presso la Sala Nautilus dell’Acquario di Genova, si è svolta una giornata di approfondimento dedicata al ruolo dell’intelligenza artificiale e della robotica negli ecosistemi di innovazione, nella formazione e nello sviluppo territoriale, nell’ambito dello Spoke 5 di RAISE.

L’evento ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra mondo accademico, istituzioni, imprese e centri di ricerca, con l’obiettivo di riflettere sulle opportunità e sulle sfide legate all’adozione di tecnologie avanzate per uno sviluppo innovativo e sostenibile.

Il programma della giornata è stato particolarmente articolato e ricco di contenuti. Ha incluso gli interventi di due keynote speaker internazionali, la presentazione dell’Osservatorio RAISE su AI e Robotica, diverse tavole rotonde dedicate ai temi dell’impresa, della pubblica amministrazione e della formazione, oltre alla presentazione di otto progetti formativi finalizzati al potenziamento delle competenze in ambito di intelligenza artificiale e robotica.

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali di Nicoletta Buratti, dell’Università degli Studi di Genova, e di Cristina Battaglia, Programme Manager di RAISE, che ha introdotto ecosistema RAISE con i suoi obiettivi strategici e risultati.

A seguire, si sono tenuti i due interventi keynote. Margherita Pagani, dello SKEMA Center for Artificial Intelligence, ha proposto una riflessione sull’uso dell’AI evidenziando il suo potenziale per la creatività d’impresa, la tutela dell’ecosistema e il miglioramento dei sistemi educativi.

Fulvio Mastrogiovanni, dell’Università di Genova, ha invece affrontato il tema dell’intelligenza artificiale e della robotica come un processo di apprendimento graduale, sottolineando l’importanza di un approccio consapevole e responsabile allo sviluppo tecnologico.

La parte centrale della mattinata è stata dedicata alla presentazione dell’Osservatorio RAISE su AI e Robotica, coordinato da Nicoletta Buratti.

I ricercatori coinvolti hanno illustrato le principali linee di ricerca e i risultati ottenuti. Valeria Schifilliti ha presentato uno studio sull’impatto della GenAI nelle professioni di marketing, Gioele Zamparo ha analizzato il monitoraggio delle tecnologie deep tech in Italia, mentre Valentina Costa ha mostrato applicazioni dell’AI nel trasporto pubblico locale. Questi contributi hanno evidenziato come l’intelligenza artificiale e la robotica stiano già trasformando settori chiave dell’economia e dei servizi pubblici.

Successivamente si è svolta una tavola rotonda dedicata al ruolo di AI e robotica nello sviluppo delle imprese e della società, moderata da Nicoletta Buratti. Il confronto ha coinvolto rappresentanti del mondo accademico, delle imprese e delle istituzioni, che hanno discusso il presente e il futuro degli ecosistemi dell’innovazione, mettendo in luce la necessità di collaborazione tra ricerca, sistema produttivo e amministrazioni pubbliche.

Nel pomeriggio, l’attenzione si è spostata sui progetti formativi di RAISE dedicati all’AI e alla robotica del futuro. Nicoletta Buratti ha introdotto il programma di Training, seguito da due tavole rotonde, moderate da Miriam Molinari (IIT), che hanno dato voce ai responsabili dei singoli progetti e ad attori del territorio esterni al programma.

La prima tavola rotonda si è concentrata sul cambiamento della formazione e sull’importanza di nuovi percorsi per studenti e ricercatori, capaci di integrare competenze tecnologiche, imprenditorialità e trasferimento di conoscenza.

La seconda ha affrontato il tema del divario di competenze nelle imprese e nella pubblica amministrazione, riflettendo su come passare dal sapere teorico al saper fare concreto nell’uso dell’AI e della robotica.

La giornata si è conclusa con una riflessione complessiva sui risultati dell’Osservatorio e del programma di Training, arricchita dai punti di vista di rappresentanti delle istituzioni e delle imprese.

Andrea Pescino, StratejAI & Fusion AI Labs, ha sottolineato l’importanza di costruire maturità e consapevolezza su temi fondamentali per il futuro della società.

Iacopo Avegno, per la Regione Liguria, ha evidenziato il valore dell’ecosistema RAISE come rete di competenze e visione strategica, auspicando che i risultati della ricerca possano tradursi in benefici concreti per il territorio, le aziende e i cittadini:
“Mi porterò da questa giornata la coscienza che c’è una comunità, un ecosistema di ricercatori ed imprese validissime in RAISE, che hanno fatto un grande lavoro per approfondire delle tematica di eccellenza come la robotica e l’intelligenza artificiale, i sensori dei dati ambientali, la logistica dei trasporti e dei porti, (mi porterò) la coscienza che il lavoro che adesso dobbiamo fare è far ricadere questo lavoro sul territorio, sulle aziende e far sì che diventi un patrimonio messo a rendere, che serve veramente a sviluppare e dare servizi migliori ai cittadini.
Pensiamo a quello che può essere la ricerca sull’intelligenza artificiale nell’industria, nella salute, nei servizi che la sanità può dare, cosa in cui noi come Regione siamo più impegnati, ma anche il turismo, oppure monitorare i dati ambientali e rischi per le persone… sono tanti spunti di grande valore che noi dobbiamo fare in modo che diventino ricadute… La cosa importante che abbiamo messo su una rete di persone in gamba che hanno una grande visione, questo è il grande lascito di RAISE, che non vorrei venisse disperso”.

Un’ampia offerta di formazione alla cittadinanza digitale grazie al Training Program di Spoke 5

I corsi di formazione alla cittadinanza digitale RAISE sono corsi online, gratuiti e interattivi che rilasciano 1 CFU e 1 Open Badge RAISE sulle competenze di robotica e di intelligenza artificiale applicate alle diverse discipline.

I corsi si rivolgono a studenti UniGe e a cittadini interessati, con l’obiettivo di incrementare la consapevolezza e l’autonomia nell’utilizzo di competenze digitali avanzate.

UniGe propone un catalogo formativo ricco e innovativo che si compone di 34 corsi, di cui 23 realizzati nella prima edizione e 11 realizzati nella seconda edizione, sempre disponibili online da seguire in modalità asincrona in completa libertà.

I 34 corsi di formazione si suddividono in livello base, intermedio o avanzato a cui si puoi accedere in base alle competenze pregresse. Sono inoltre disponibili tre corsi “pilota” per avvicinarsi alle prime nozioni di robotica e di intelligenza artificiale.
La didattica è erogata attraverso video interattivi su piattaforma dedicata RAISE Aulaweb.
Ogni corso è articolato in pillole di didattica, esercitazioni in forma di quiz, giochi, esercizi e auto apprendimento.

Al termine di ogni singolo corso sarà rilasciato a tutti un Open Badge e, per studenti UniGe, anche 1 CFU da inserire tra i crediti aggiuntivi.
I corsi sono stati progettati da docenti con il supporto di esperti di didattica innovativa UniGe nell’ambito del progetto P4 | Basic AI & Robotics Skills at University Level del Training Program coordinato dallo Spoke 5, del programma formativo RAISE Liguria.
 
Ecco il link della pagina UniGe.

AI e Robotica prospettive in trasformazione

Giovedì 4 dicembre la Sala Nautilus dell’Acquario di Genova ha ospitato l’incontro RAISE ed Ecosistemi di apprendimento: il contributo dell’Osservatorio e della Formazione, nell’ambito di Spoke 5.

L’iniziativa ha riunito studiose, studiosi e rappresentanti del territorio, che hanno dato vita a un confronto intenso sulle trasformazioni che interessano la ricerca e le tecnologie intelligenti; le due keynote lectures hanno ampliato il dialogo offrendo prospettive originali e complementari sul futuro dell’AI.

La prima relatrice è stata Margherita Pagani, direttrice dello SKEMA Center for Artificial Intelligence della SKEMA Business School e docente di Human-Centered Artificial Intelligence e Digital Marketing, con la keynote AI with Purpose: From Business Creativity to Ecology, Health and Education.

Pagani ha mostrato come l’intelligenza artificiale stia ampliando i margini della creatività nel business e nei percorsi individuali e ha affermato al termine del suo intervento: “L’intelligenza artificiale genera nuove modalità per stimolare la creatività dell’azienda e anche quella individuale. Se applicata in modo appropriato, mette in relazione molte delle tematiche che ho presentato con gli obiettivi di RAISE”. Ha poi aggiunto: “Cerchiamo di indagare come l’AI possa perseguire uno scopo, un obiettivo, una missione e, in particolare, come possa portare beneficio alla società, all’ecologia, alla sanità e all’educazione”.

La keynote lecture di Margherita Pagnani ha offerto una panoramica chiara sul potenziale dell’AI come fattore di evoluzione trasversale, capace di generare valore nei servizi, nelle piattaforme digitali e nei percorsi di engagement esperienziale.

La seconda keynote, Intelligenza Artificiale e Robotica: un lento apprendistato, è stata tenuta da Fulvio Mastrogiovanni, Professore Associato dell’Università di Genova, Prorettore per le Relazioni Internazionali e Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale Internazionale in Robotics Engineering. Con un’ampia esperienza nel campo della robotica e due spin-off fondati all’interno dell’Ateneo, Mastrogiovanni ha delineato un quadro evolutivo che intreccia scienza, progettazione e impatto sul quotidiano.

Nel suo commento Mastrogiovanni ha osservato: “Un aspetto interessante dell’evoluzione dell’intelligenza artificiale e della robotica è la loro natura pervasiva: fanno parte della nostra vita anche in ambiti in cui non ce ne rendiamo conto”. Ha poi invitato a una visione di lungo periodo: “Ritengo che sia necessario iniziare a pensare all’intelligenza artificiale come a qualcosa che esiste e continuerà a esistere nel futuro, e soprattutto capire come sfruttarla al meglio. In un senso molto ampio, esseri umani e tecnologie intelligenti si svilupperanno insieme”.

Il commento di Nicoletta Buratti, Professoressa Associata in Economia e Gestione delle Imprese e organizzatrice dell’evento per lo Spoke 5 di RAISE: “Per me è stato importante invitare questi due keynote speaker, perché hanno permesso di aprire la giornata con due prospettive diverse sull’importanza di investire nella ricerca su questi temi. Abbiamo ascoltato come l’AI, soprattutto dal punto di vista manageriale, possa sostenere processi aziendali che rafforzano la competitività e lo sviluppo di applicazioni orientate al benessere delle persone. Si è parlato proprio di AI for Purpose, quindi di un’intelligenza artificiale che guarda alla soluzione dei problemi reali. La professoressa Margherita Pagani, direttrice del Center for Artificial Intelligence della SKEMA Business School di Parigi, ha portato questo punto di vista in modo molto chiaro. Il professor Fulvio Mastrogiovanni, robotico cognitivo, ci ha invece offerto una riflessione più ampia: ci ha invitato a pensare da dove nasca il desiderio umano di creare macchine “simili a noi”, e ha fatto un excursus storico interessante e anche provocatorio, prima di arrivare all’oggi. Un oggi fatto di grandi opportunità e, allo stesso tempo, di interrogativi. Perché se da un lato l’innovazione nella robotica e nell’AI può davvero offrire soluzioni ai problemi dell’umanità, dall’altro emergono timori legati a scenari che potrebbero portarci verso un futuro distopico. Per questo è fondamentale prestare attenzione e includere sempre una riflessione etica in tutto ciò che facciamo.”

Formazione e innovazione: a Genova un incontro dedicato a AI e robotica per professionisti e PMI

Il 14 novembre Talent Garden Genova Baltimora ha ospitato l’evento formativo “Intelligenza Artificiale e Robotica: Strategie di Implementazione per Professionisti e PMI”, realizzato nell’ambito del progetto P7 – Advanced AI & Robotics Applications4SMEs, uno dei percorsi del Training Program coordinato dallo Spoke 5 dell’ecosistema RAISE.

La giornata ha riunito professionisti, tecnici, ricercatori, consulenti e rappresentanti delle PMI innovative del territorio, con l’obiettivo di offrire strumenti pratici per introdurre soluzioni avanzate di intelligenza artificiale e robotica nei processi aziendali.

L’evento, realizzato con la collaborazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova, ha permesso ai partecipanti iscritti all’Ordina di maturare quattro crediti formativi professionali e di approfondire i temi trattati nelle pillole digitali del percorso formativo online, fruibili anche a seguito delle giornata. I relatori hanno guidato tre sessioni complementari, pensate per offrire una visione integrata dell’adozione dell’IA: dai fondamenti di sviluppo software e hardware alle implicazioni sui processi aziendali, fino alle strategie manageriali necessarie per sostenere la trasformazione digitale nel lungo periodo.

Formazione e innovazione: a Genova un incontro dedicato a IA e robotica per professionisti e PMI

La prima sessione, condotta da Luca Tricerri, software engineer specializzato in sistemi embedded, ha esplorato le basi tecniche dello sviluppo di soluzioni avanzate. Il relatore ha analizzato criticità ricorrenti nei progetti reali e ha illustrato strumenti come LLM, RAG e digital twin, mostrando come integrarli in prodotti e processi progettati per affidabilità, scalabilità e aggiornabilità. L’intervento ha offerto ai partecipanti un quadro chiaro delle buone pratiche che guidano lo sviluppo di sistemi intelligenti in ambito robotico e embedded.

La seconda sessione, guidata da Silvana Frascheri, consulente esperta di analisi e riprogettazione dei processi aziendali, ha affrontato le implicazioni organizzative dell’adozione dell’intelligenza artificiale. La relatrice ha presentato esempi concreti di imprese che hanno ridefinito flussi operativi, modelli di business e metodologie di lavoro attraverso l’introduzione di soluzioni IA. L’intervento ha messo in luce le competenze trasversali richieste durante i percorsi di cambiamento e ha fornito strumenti utili per gestire progetti di trasformazione digitale in contesti eterogenei.

La terza sessione, affidata a Emanuele Castagno, Executive Vice President di RINA, ha portato l’attenzione sulle esperienze maturate nel settore enterprise. Il relatore ha condiviso casi applicativi relativi ad automazione avanzata, controllo qualità, manutenzione predittiva e utilizzo della Generative AI come supporto alle decisioni. Le esperienze illustrate hanno mostrato come un approccio strategico guidi l’introduzione di sistemi intelligenti attraverso fasi progressive di sperimentazione, validazione e scalabilità.

Formazione e innovazione: a Genova un incontro dedicato a IA e robotica per professionisti e PMI

La giornata si è conclusa con una tavola rotonda che ha riunitoi tre relatori, Luca Tricerri, Silvana Frascheri, Emanuele Castagno, e ha approfondito temi legati alle opportunità competitive dell’IA, alle sfide organizzative e ai percorsi di innovazione collaborativa che coinvolgono PMI, centri di ricerca e professionisti.

L’incontro ha offerto ai partecipanti una visione completa del potenziale dell’intelligenza artificiale e della robotica, rafforzando il ruolo dell’ecosistema RAISE nel sostenere la crescita digitale del territorio attraverso formazione, scambio di esperienze e collaborazione strutturata.

Il progetto P7 – Advanced AI & Robotics Applications4SMEs sostiene professionisti e dipendenti delle PMI innovative del territorio, offrendo supporto manageriale, normativo e tecnologico per adottare soluzioni basate su intelligenza artificiale e robotica. Il percorso aiuta imprese e operatori a migliorare processi interni, rafforzare la competitività e sviluppare una cultura consapevole delle tecnologie emergenti. Inoltre, crea occasioni di incontro tra ricercatori e aziende con l’obiettivo di favorire nuove forme di Open Innovation.

RAISE More than human: un viaggio immersivo nell’ecosistema RAISE

Al Genova Blue District, dal 23 ottobre al 2 novembre, l’ambiente immersivo “RAISE More than human” ha accolto i visitatori del Festival della Scienza 2025, con un viaggio emozionale nel ecosistema RAISE.

Il concetto del design “More than human” è stato scelto per quest’anno come filo conduttore dell’ambiente immersivo, per evidenziare una visione ecosistemica, complessa, olistica di RAISE, che mette in relazione gli esseri viventi, con gli ecosistemi, naturali ed urbani, integrando la tecnologia, non solo a servizio dell’essere umano, ma anche per la cura dell’ambiente, con le sue diverse specie viventi.

Nel flusso di immagini, sono state inserite quindi foto da laboratorio di biologia marina, immagini di diagnostica del cuore umano, modelli tridimensionali di fondali marini, riprese con ROV di foreste di gorgonie e della fauna dell’Area Marina Protetta di Portofino, etc.

Una esperienza multimediale, tra robot, droni, sensori, modelli 3D, app, videogiochi, piattaforme digitali e intelligenza artificiale, ma anche persone ed altri esseri viventi degli ecosistemi naturali di RAISE.

Attraverso proiezioni multimediali su quattro pareti, sono state presentate le tecnologie urbane, i dispositivi per il monitoraggio della salute personalizzata, l’eco-robotica, con rilievi 4D per la tutela dell’ambiente, i robot e modelli per logistica, la didattica, l’assistenza medica e accoglienza turistica.

Le immagini sono state inoltre integrate con i numeri, evidenziando i risultati concreti di RAISE.

L’ambiente immersivo ha offerto ai visitatori una chiave per aprire le porte al mondo di RAISE e scoprire come istituzioni, enti di ricerca, università e aziende italiane collaborino per generare un cambiamento positivo, dando forma a un nuovo modello di sviluppo sostenibile.

La proiezione di RAISE More than human ha poi dialogato visivamente con le demo, ovvero le dimostrazioni da parte di ricercatori e ricercatori in loco, con robot, app, sensori, occhiali AR, visori e altre tecnologie di RAISE.

RAISE More than human è una sintesi multimediale di tutto quello che RAISE ha prodotto come risultati ad oggi, in tutti i suoi Spoke: un’opera corale resa possibile dal contributo di oltre 100 persone di RAISE, che hanno condiviso contenuti, come modelli 3D, foto ed immagini di diagnostica, utilizzati in modo completamente nuovo grazie al lavoro di montaggio di ETT e ad una sceneggiatura originale, di ETT e CNR-IAS, specifica per la sala immersiva del Genova Blu District.

Negoziare con consapevolezza: strategie e strumenti per ricercatori

La “Masterclass di Negoziazione Efficace”, inserita nel modulo 3 del P1 – RAISE Knowledge Transfer & Entrepreneurship Academy (seconda edizione) e coordinata dallo Spoke 5 di RAISE, fa parte del Training Program rivolto ai ricercatori e ai dottorandi, dentro e fuori RAISE.

Il workshop propone un percorso intensivo per tradurre la teoria in pratica e affrontare con maggiore sicurezza le sfide della collaborazione scientifica e organizzativa.
Ideata e condotta da Barbara Galli, International Professional Coach e fondatrice di BGTalentUp, con la partecipazione di Giorgio De Sario, Founder & Executive Chairman di Day One, la Masterclass ha guidato i partecipanti in un itinerario esperienziale che ha intrecciato metodologie consolidate e strumenti innovativi di negoziazione, arricchito da momenti di confronto e sperimentazione diretta.

I lavori si sono aperti con un approfondimento sul poligono negoziale e sulla Zona di Possibile Accordo (ZPA), concetti utili per definire obiettivi, margini di manovra e interessi in gioco. Da qui si è sviluppato un percorso che ha condotto i partecipanti a esplorare i diversi stili negoziali, a comprendere come gestire situazioni di conflitto e a sviluppare strategie efficaci per creare un dialogo costruttivo. Le esercitazioni hanno favorito una comprensione più profonda delle dinamiche interpersonali, stimolando la capacità di riconoscere i propri schemi comportamentali e di trasformarli in risorse relazionali.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle emozioni nella negoziazione, considerate elementi fondamentali del processo. Imparare a riconoscerle e valorizzarle consente di costruire fiducia, favorire la cooperazione e raggiungere accordi più solidi e consapevoli. Attraverso casi di studio e momenti di riflessione condivisa, i partecipanti hanno inoltre affrontato il tema delle trappole negoziali, quelle abitudini cognitive e relazionali che spesso compromettono l’equilibrio tra ascolto e assertività.

Tra gli strumenti operativi presentati, la BATNA (Best Alternative to a Negotiated Agreement) ha fornito un metodo concreto per valutare alternative e consolidare la propria posizione negoziale. La Finestra di Johari e il Canvas della creatività al servizio della negoziazione hanno arricchito il percorso con spunti di introspezione e di analisi delle dinamiche di gruppo, favorendo una visione più ampia delle relazioni e della comunicazione interpersonale. Una simulazione su caso di studio ha permesso di mettere a sistema i learning acquisiti, trasformando la teoria in competenza applicata.

“Portare la negoziazione nel mondo della ricerca significa esplorare un contesto diverso da quello aziendale,” hanno spiegato Barbara Galli e Giorgio De Sario. “Per i ricercatori, negoziare non riguarda tanto il profitto, ma la costruzione di alleanze, la condivisione del sapere e la gestione di progetti tra realtà con culture e obiettivi differenti. Entrano in gioco non solo strategie, ma anche etica, fiducia e consapevolezza relazionale. Nel contesto manageriale o commerciale,” hanno aggiunto, “la negoziazione è spesso più diretta e orientata al risultato economico. Tuttavia, in ogni ambito, negoziare non significa vendere: è un modo per creare relazioni sostenibili, basate sull’ascolto e sulla comprensione reciproca. In fondo, indipendentemente dal ruolo o dal contesto, restiamo esseri umani, e la qualità delle nostre relazioni determina la qualità dei risultati che otteniamo.”

La Masterclass ha offerto così un’esperienza intensa e coinvolgente, in cui teoria, pratica e introspezione si sono fuse in un percorso di crescita personale e professionale. Un’occasione preziosa per scoprire come la negoziazione, intesa come forma di dialogo consapevole, possa diventare uno strumento di innovazione culturale, capace di unire mondi diversi – dalla scienza all’impresa – nel segno della collaborazione, dell’intelligenza emotiva e della responsabilità condivisa.

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