Scopri le tecnologie del dimostratore scolastico di Spoke 1 nel nuovo video

Un nuovo video racconta nel dettaglio le tecnologie sviluppate per il dimostratore di Spoke 1, coordinato da Monica Gori, Principal Investigator della Unit for Visually Impaired People di IIT.

Il video guida spettatori e stakeholder alla scoperta delle soluzioni progettate per la scuola, mostrando come ricerca e innovazione possano tradursi in strumenti concreti per l’apprendimento inclusivo.

Il dimostratore integra strumenti sviluppati da un team multidisciplinare di ricercatrici e ricercatori di IIT, CNR, Università di Genova ed ETT, tra cui Monica Gori, Andrea Senacheribbe, Giulia Pusceddu, Francesco Rocchi, Lorenzo Landolfi, Susanna Alloisio, Francesco Rea, Alice De Luca, Brigida Bonino, Chiara Malagoli, Davide Chiarella, Lorenza Saettone, Alice Nardelli e Francesca Corrao. Nel video, ogni tecnologia viene presentata con spiegazioni chiare sulle finalità educative e sul funzionamento pratico.

Tra le tecnologie illustrate, Cambia Colore consente di analizzare i movimenti dei bambini per favorire il riconoscimento delle emozioni e il dialogo corporeo. Human in the Scene restituisce dati sulle dinamiche collaborative dei gruppi, fornendo indicazioni utili per comprendere il coinvolgimento dei partecipanti. Per le scuole primarie, il video mostra come Insegno, piattaforma web con lezioni in LIS, e le Mappe Tattili stampate in 3D, rendano più accessibile l’apprendimento di concetti complessi come geografia e astronomia. SenseObject, oggetto fisico sensorizzato sviluppato da ETT, stimola competenze visuo-spaziali attraverso il gioco, mentre l’app Memory promuove empatia e collaborazione all’interno del gruppo classe.

Le tecnologie per la scuola secondaria di primo grado emergono chiaramente nel video. Rice Meta supporta l’apprendimento delle metafore mediante l’interazione con un robot assistivo, Virtual Museum accompagna gli studenti in esperienze immersive nei contesti culturali, e Rice Persona esplora l’influenza della personalità percepita di un robot sull’esecuzione di compiti collaborativi. A completamento dell’ecosistema, Environmental State, sviluppata dal CNR, monitora in tempo reale le condizioni ambientali, offrendo una lettura integrata dello spazio scolastico.

Il video non si limita a raccontare i dispositivi, ma restituisce anche le logiche progettuali e i principi di inclusione alla base del dimostratore. Gli spettatori possono comprendere come le soluzioni tecnologiche dialoghino con i bisogni reali delle scuole, sostenendo percorsi educativi personalizzati e interattivi dall’infanzia all’adolescenza.

Pur concentrandosi sulle tecnologie, il video richiama brevemente la giornata del 9 dicembre all’Istituto Comprensivo Teglia, durante la quale il dimostratore è stato presentato in presenza di studentesse e studenti. Quel momento ha permesso di osservare direttamente come le soluzioni innovative possano arricchire le pratiche didattiche e stimolare la partecipazione attiva.

Il video del dimostratore di Spoke 1 rappresenta un’occasione unica per scoprire in dettaglio l’ecosistema tecnologico sviluppato dai ricercatori, offrendo a insegnanti, stakeholder e cittadini una visione concreta di come la ricerca scientifica possa trasformarsi in strumenti educativi efficaci, inclusivi e innovativi.

Tecnologie urbane e inclusione online la seconda puntata del videopodcast RAISE

È online la seconda puntata di “Incontri con il Futuro – Storie di innovazione dall’ecosistema RAISE”, il videopodcast realizzato in collaborazione con Rinnovabili.it che racconta progetti, persone e visioni al centro della ricerca su robotica e intelligenza artificiale.

L’episodio ha posto al centro un tema cruciale per lo sviluppo delle città contemporanee: l’inclusione. Attraverso il dialogo con Lorenzo Landolfi, Postdoctoral Researcher dell’Istituto Italiano di Tecnologia, e Katia Lupinetti, Research Scientist del Consiglio Nazionale delle Ricerche, la puntata ha offerto uno sguardo concreto su come le tecnologie urbane possano migliorare la qualità della vita e favorire una partecipazione più ampia ai contesti educativi e urbani.

Il racconto ha approfondito in particolare due ambiti applicativi sviluppati all’interno dello Spoke 1 dell’ecosistema RAISE: il Dimostratore Scuola e il Dimostratore Mobilità. Due esempi complementari che hanno mostrato come la ricerca possa tradursi in soluzioni capaci di rispondere a bisogni reali.

Il Dimostratore Scuola ha presentato un insieme integrato di tecnologie basate su robotica, intelligenza artificiale e approcci multisensoriali.

Durante la puntata, Lorenzo Landolfi ha illustrato come questi strumenti abbiano supportato nuovi modelli di apprendimento, capaci di adattarsi alle diverse esigenze di studentesse e studenti. L’integrazione tra ambienti digitali e fisici ha favorito esperienze didattiche più accessibili, stimolando il coinvolgimento attivo e valorizzando le differenze individuali. Il dimostratore ha così delineato una visione di scuola in cui la tecnologia accompagna il percorso educativo e contribuisce a costruire contesti più inclusivi.

Accanto alla scuola, la puntata ha esplorato il tema della mobilità urbana. Katia Lupinetti ha raccontato il lavoro sul Dimostratore Mobilità, che ha utilizzato dati urbani e modelli digitali per analizzare e migliorare l’accessibilità degli spazi cittadini. L’elaborazione di informazioni provenienti da diverse fonti ha consentito di individuare criticità e opportunità, offrendo strumenti utili per progettare servizi più attenti alle esigenze delle persone. Il dimostratore ha evidenziato come un uso consapevole dei dati possa supportare decisioni più efficaci e orientare la trasformazione delle città in chiave inclusiva.

Nel corso dell’episodio, il confronto tra i due ospiti ha messo in luce il valore della collaborazione tra enti di ricerca e discipline diverse. L’ecosistema RAISE ha creato uno spazio di lavoro condiviso, in cui competenze tecnologiche, scientifiche e sociali hanno dialogato per sviluppare soluzioni innovative. Questo approccio ha rafforzato il legame tra ricerca e applicazioni concrete, rendendo possibile un impatto diretto sui territori.

La seconda puntata del videopodcast ha quindi offerto una narrazione chiara e accessibile di come le tecnologie possano contribuire a costruire città più inclusive, partendo dalla scuola fino ad arrivare agli spazi urbani. Un invito a osservare il presente con uno sguardo orientato al futuro, in cui innovazione e responsabilità sociale procedono insieme.

Tecnologie e innovazione per l’arte e la cultura: dai risultati di RAISE Spoke 1 verso nuove frontiere del benessere

Nella splendida cornice di Palazzo Spinola di Pellicceria a Genova, nel pomeriggio del 13 marzo, lo Spoke 1 di RAISE ha presentato i risultati ottenuti nel campo di una fruizione e di un accesso maggiormente inclusivi rispetto all’offerta artistico-culturale della città.

L’evento ha previsto sia una sessione di presentazioni e confronto, con ricercatori e ricercatrici di RAISE Spoke 1 e invitati esterni al progetto, sia un momento di dimostrazioni pratiche all’interno dell’Aula Didattica di Palazzo Spinola.

Dopo un’introduzione della coordinatrice dello Spoke 1, Michela Spagnuolo (CNR-IMATI), Eleonora Ceccaldi (UniGe, Spoke 1) ha introdotto il dimostratore “cultura” di RAISE Spoke 1, partendo dal concetto di benessere e dal ruolo che l’arte ricopre per la cura, e presentando poi le tecnologie parte del dimostratore: DanzArTe-EWT e RespirArte, realizzati da UniGe-DIBRIS, consentono al visitatore di non essere passivo, ma di partecipare alle opere di arte visiva attraverso i movimenti del proprio corpo finalizzati ad entrare in risonanza estetica con le opere stesse. Oltre all’esperienza più approfondita dell’opera in sé, il beneficio si esprime a livello riabilitativo, sia motorio che cognitivo, e a livello sociale grazie alla possibilità di sperimentare con altri visitatori.

La ricercatrice ha poi presentato un’altra componente del dimostratore cultura, ovvero gli strumenti SENSE-CITY, realizzati dal CNR, che permettono di raccogliere dati sullo stato emozionale dei cittadini durante un percorso a piedi nella città, grazie ai quali è possibile raccogliere e creare mappe emozionali del territorio. Infine, è stato introdotto Arte Tattile, realizzato da ETT, una tecnologia capace di trasformare un’opera di arte visiva in un rilievo tri-dimensionale interattivo, dotato di sensori tattili che attivando una guida sonora, rendono il quadro un oggetto multisensoriale esplorabile con le dita.

Federica Caruso (Università dell’Aquila) ha quindi presentato il progetto ARTECOM, finanziato dal bando a cascata aperto da Spoke 1 per le università e gli enti pubblici, e finalizzato a realizzare un’esperienza di co-creazione musicale integrata nel tessuto urbano della città dell’Aquila, e supportata da tecnologie interattive ed immersive. Gli esperti del Conservatorio Alfredo Casella partner di ARTECOM, hanno creato cinque paesaggi sonori elettroacustici basati sui suoni della città e rielaborati con l’intelligenza artificiale, i quali hanno animato delle installazioni sonore in cui la musica cambia in base ai movimenti e alle scelte dei visitatori e delle visitatrici.

L’evento è proseguito con un panel di esperti, moderato da Mariangela De Vita (CNR-DIITET), che ha messo a dialogo Federica Caruso (Università dell’Aquila) e Antonio Camurri (UniGe-DIBRIS) con Riccardo Dapelo (Conservatorio di Musica Giuseppe Nicolini di Piacenza) e Paolo Naldini (Cittadellarte-Fondazione Pistoletto). Partendo dai concetti di interconnessione, connessione, benessere e inclusione, i vari speaker hanno presentato casi di progetti artistici realizzati in altri contesti, su tematiche collegate al tema della Tavola Rotonda, finalizzato a esplorare le prospettive dischiuse dalle possibili sinergie tra tecnologia e arte.

Federica Caruso ha illustrato alcuni esempi di applicazione della Realtà Virtuale tra cura e arte in contesto ospedaliero, per la gestione dello stress e della percezione del dolore.

Riccardo Dapelo ha parlato di scultura e musica, raccontando il caso del progetto Pietre Sonore del Maestro Sciola, in cui lo spazio di installazione delle sculture è diventato interattivo grazie a sensori che hanno reso possibile al visitatore “suonare” le opere di pietra senza toccarle, attraverso “tasti invisibili” attivati dalla sua presenza.

Paolo Naldini ha raccontato come suggestioni tratte da contesti concreti hanno ispirato processi di creazione artistica, all’interno di progetti come Glacial Threads. Dalle foreste ai tessuti del futuro, in collaborazione con il gruppo Lenzing, che mira a proteggere i ghiacciai alpini utilizzando speciali geotessili biodegradabili e privi di microplastiche, derivati dagli alberi. Questi teli, oltre a coprire i ghiacciai, sono riciclabili e hanno ispirato, in processi di creazione artistica, una collezione di moda che porta in sé le tracce delle storie scritte dall’acqua passata nel tempo attraverso quei materiali.

Infine, Antonio Camurri ha illustrato il ruolo di Casa Paganini e diversi progetti sviluppati in questo contesto fortemente multidisciplinare, soffermandosi in particolare sulla capacità dell’arte di favorire un rallentamento, per concentrarsi sull’esperienza estetica delle opere, con impatto positivo sul benessere individuale, in un mondo sempre più veloce e sovraccarico di stimoli.

L’evento si è concluso con un momento di convivialità e con la possibilità di sperimentare direttamente le tecnologie del dimostratore cultura di Spoke 1.

Dalle preziose sale di un palazzo storico genovese, parte dei Musei Nazionali di Genova, RAISE Spoke 1 ha quindi concluso le proprie attività con un evento finale aperto alla cittadinanza, nel quale sono stati condivisi con il pubblico i risultati raggiunti lungo quel filo che collega bellezza, arte, cura, benessere, inclusione e tecnologia, aprendo a nuove interconnessioni, collaborazioni e progetti futuri.

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Autore: Team Comunicazione, Spoke 5
Crediti: RAISE

Tecnologia al servizio delle persone e dei territori

Il 13 marzo 2026 Palazzo Tursi a Genova ha ospitato una giornata di confronto dedicata al futuro delle città e al ruolo delle tecnologie urbane nello sviluppo di comunità più inclusive.

L’iniziativa, promossa nell’ambito di RAISE Spoke 1, ha riunito amministratori pubblici, ricercatrici e ricercatori, esperti di pianificazione urbana e innovazione per discutere risultati, prospettive e impatto delle attività sviluppate negli ultimi tre anni.

La giornata si è aperta con la sessione “La città etica, la città che cura”, moderata da Domenico Lanzillotta (Blum/City Vision). Nel corso dell’incontro Michela Spagnuolo, Spoke leader di RAISE Spoke 1 e direttrice dell’Istituto di Matematica Applicata e Tecnologie Informatiche (IMATI) del CNR, ha illustrato gli obiettivi e i principali risultati dello spoke, dedicato allo sviluppo di tecnologie urbane per favorire partecipazione, inclusione e qualità della vita nelle città.

Nel suo intervento, Cristina Battaglia, programme manager del progetto, ha presentato una panoramica dei tre anni di lavoro dell’ecosistema RAISE: un’iniziativa che ha coinvolto oltre mille tra ricercatrici, ricercatori e professionisti e che ha portato al reclutamento di 380 persone, con una presenza femminile pari al 42%. Battaglia ha sottolineato il valore della multidisciplinarità e l’impegno nel mettere tecnologia e innovazione al servizio delle persone, con risultati capaci di generare valore economico e sociale.

La sindaca di Genova Silvia Salis ha evidenziato il ruolo strategico della ricerca scientifica e tecnologica nel presente e nel futuro della città. Genova sviluppa una forte identità come centro di innovazione, in cui robotica e intelligenza artificiale dialogano con i temi della giustizia urbana e dell’accesso democratico alla tecnologia. La digitalizzazione dei servizi pubblici richiede anche una crescita delle competenze digitali nella popolazione, con particolare attenzione alle fasce più fragili.

Gli assessori del Comune di Genova Francesca Coppola, Rita Bruzzone ed Emilio Robotti hanno collegato le sperimentazioni di RAISE alle politiche urbane della città, tra cui il modello della “città dei 15 minuti” e l’obiettivo di costruire spazi urbani più accessibili, inclusivi e attenti alla qualità della vita.

La seconda sessione, moderata da Michela Spagnuolo, ha approfondito approccio, risultati e impatto delle attività di ricerca. Sono intervenuti Carlos Beltran e Lorenzo Landolfi dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Katia Lupinetti, Elia Moscoso Thompson ed Elena Maria Ragazzi del Consiglio Nazionale delle Ricerche, insieme a Paola Renata Dameri e Mauro Migliavacca dell’Università di Genova.

Beltran e Lupinetti hanno illustrato il ruolo dei living labs, ambienti di sperimentazione che coinvolgono cittadini e utenti nella co-progettazione delle tecnologie. Questi laboratori assumono diverse forme: esperienze di test con tecnologie già disponibili, attività di co-design per comprendere i bisogni emergenti e processi di implementazione e adozione.

Tra i dimostratori sviluppati all’interno di RAISE, Elia Moscoso Thompson ha presentato il dimostratore dedicato alla mobilità, progettato come infrastruttura sociale capace di connettere cittadini, servizi urbani e comunità. Lorenzo Landolfi ha illustrato invece il dimostratore rivolto al mondo della scuola.

Paola Renata Dameri ha affrontato il tema delle tecnologie per la governance urbana e il loro contributo alla qualità della vita nelle città, mentre Elena Maria Ragazzi ha spiegato il modello di valutazione adottato in RAISE. La valutazione distingue tra output, che misurano il funzionamento dei dimostratori, e outcome, che analizzano l’impatto su benessere e inclusione. Il processo ha coinvolto utenti e stakeholder attraverso focus group e strumenti di analisi come la matrice SWOT, con l’obiettivo di sviluppare tecnologie accessibili e non elitarie.

Mauro Migliavacca ha presentato infine i risultati di una survey condotta su circa duemila cittadini della Liguria, dedicata alle competenze digitali e all’accesso alla rete. Lo studio offre uno strumento conoscitivo utile per comprendere differenze legate a età, reddito e condizione occupazionale e rappresenta un patrimonio informativo per la città e la regione.

Nel pomeriggio Monica Gori dell’Istituto Italiano di Tecnologia ha portato un saluto in collegamento remoto, seguito dall’intervento di Roberta De Donatis del Consiglio Nazionale delle Ricerche sui bandi a cascata, strumenti pensati per ampliare l’impatto dell’ecosistema e coinvolgere nuove realtà nei processi di innovazione.

La giornata si è conclusa con la tavola rotonda “Tecnologie urbane e politiche pubbliche: costruire le città del futuro”, moderata da Domenico Lanzillotta. Il confronto ha coinvolto Nora Alba Bruzzone (Direzione Pianificazione Urbanistica del Comune di Genova), Nicola Valentino Canessa (Genova Smart City), Enrico Buzzo (AMT Genova), Iginio Rossi (Istituto Nazionale di Urbanistica), Ivano Marchiol (Comune di Udine), Bibiana Chierchia (Comune di Campobasso), Silvia Campailla (CTE Genova) e Raffaella Dagnino (Città Metropolitana di Genova).

Gli interventi hanno messo in luce alcune sfide centrali per le città contemporanee: l’integrazione tra dati e processi decisionali, la costruzione di infrastrutture digitali condivise, il ruolo delle reti tra istituzioni, imprese e centri di ricerca.

Il dibattito ha evidenziato anche l’importanza di un approccio multidisciplinare alla trasformazione urbana e la necessità di sviluppare tecnologie capaci di produrre effetti concreti sulla vita quotidiana delle persone, dalla mobilità ai servizi pubblici, dall’accessibilità degli spazi urbani alla partecipazione civica.

La giornata ha così offerto un quadro ricco di esperienze e prospettive, confermando il contributo di RAISE nel promuovere una visione della città in cui innovazione tecnologica, governance pubblica e partecipazione sociale costruiscono insieme nuovi modelli di benessere urbano.

RAISE Spoke 1: tecnologie per la città inclusiva

Il 12 marzo 2026 il BIC Genova ha ospitato il primo degli eventi finali di RAISE Spoke 1 – Urban Technologies for Inclusive Engagement, una giornata dedicata alla condivisione di risultati, sperimentazioni e prospettive emerse in questi tre anni di attività.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con FILSE, ha riunito ricercatori, imprese, istituzioni e stakeholder del territorio per riflettere sul valore sociale ed economico delle tecnologie sviluppate nello Spoke dedicato alle città inclusive.

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali di Gerolamo Taccogna, presidente di FILSE, Cristina Battaglia, programme manager dell’ecosistema RAISE, e Alessio Piana, assessore allo Sviluppo economico, Ricerca e Innovazione della Regione Liguria. Gli interventi hanno sottolineato il ruolo strategico della collaborazione tra ricerca, istituzioni e sistema produttivo per trasformare innovazione scientifica e tecnologica in opportunità concrete di sviluppo per il territorio.

Il percorso di RAISE Spoke 1 è stato ricostruito da Michela Spagnuolo Leader dello Spoke 1 e direttrice dell’istituto IMATI del CNR che ha ripercorso le principali tappe del progetto: dalla nascita dell’idea dell’ecosistema nel 2021 all’avvio operativo nel 2022, fino allo sviluppo delle attività di ricerca e sperimentazione avviate nel 2023.

Tra i momenti più significativi figurano il lancio dei bandi a cascata, il RAISE up Pitch Day nel 2025 e le sperimentazioni sul campo che nello stesso anno hanno portato allo Spoke 1 il Premio Città Intelligenti, riconoscimento dedicato ai progetti capaci di contribuire allo sviluppo di città più innovative e inclusive.

Accessibilità e inclusione hanno rappresentato le parole chiave dell’intero percorso. Lo Spoke 1 ha lavorato per immaginare una città capace di adattarsi alle persone che la abitano, valorizzando tecnologie già disponibili – sensori, piattaforme digitali e sistemi di intelligenza artificiale – per rendere gli spazi urbani più accessibili e sensibili ai bisogni individuali.

La sessione “Dai laboratori al mercato” ha presentato i risultati della ricerca attraverso gli interventi di Elia Moscoso Thompson del CNR, Lorenzo Landolfi dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Eleonora Ceccaldi e Monica Bruzzone dell’Università degli Studi di Genova. Gli interventi hanno illustrato le principali linee di sviluppo tecnologico dello Spoke 1 e il ruolo dei dimostratori, ecosistemi, a loro volta, di tecnologie composti da sensori, dispositivi e software integrati tra loro e con l’infrastruttura digitale di RAISE.

Questi dimostratori affrontano contesti concreti della vita urbana. Il dimostratore dedicato alla Mobilità sviluppa strumenti per facilitare gli spostamenti, con particolare attenzione alla mobilità pedonale e all’accessibilità degli spazi pubblici. Il dimostratore Scuola sperimenta tecnologie capaci di migliorare gli ambienti di apprendimento, promuovendo inclusione e qualità della vita negli spazi educativi. Il dimostratore Cultura esplora invece nuove forme di partecipazione al patrimonio culturale attraverso esperienze immersive e multisensoriali che coinvolgono corpo, emozioni e percezioni.

Un ruolo centrale riguarda anche il rapporto con le pubbliche amministrazioni. Il Work Package From Inclusive Technologies to Inclusive Smart Cities ha sviluppato strumenti informatici e linee guida che permettono di interpretare e integrare dati urbani complessi, offrendo ai decisori pubblici strumenti utili per orientare politiche più consapevoli. In questa prospettiva la città emerge come un sistema composto da micro-territori con diversi livelli di vulnerabilità economica, sociale e ambientale. L’analisi dei dati consente di individuare queste differenze e di destinare risorse e interventi in modo più efficace.

La sessione dedicata all’esperienza di RAISE up ha dato voce ad alcune delle realtà coinvolte nei progetti selezionati per il programma dedicato alle start-up, come raccontato da Miriam Molinari. A seguire, gli interventi di Andrea Senacheribbe, Chiara Malagoli ed Elia Moscoso Thompson hanno presentato, rispettivamente, le iniziative LUCA, Urban3D ed EaseVR, che dimostrano il potenziale delle tecnologie sviluppate nello Spoke 1 nel favorire nuove applicazioni e opportunità di trasferimento tecnologico.

Nel pomeriggio la tavola rotonda dedicata allo sviluppo economico ha riunito rappresentanti di istituzioni e cluster tecnologici per discutere le prospettive di valorizzazione delle tecnologie sviluppate. Moderata da Nives Riggio di FILSE, la discussione ha coinvolto Marco Rolandi di Regione Liguria, Barbara Canesi di Nextage, Alberto Pellissone di TICASS, Paolo Bandiera di PLSV, Roberta De Donatis di Start4.0 e Marta Tosolini di WillEasy. Il confronto ha evidenziato il potenziale delle tecnologie RAISE nel generare nuove opportunità per imprese, servizi urbani e politiche pubbliche.

L’ultima sessione ha esplorato l’eredità tecnologica dello Spoke 1 sul territorio. Moderata da Michela Spagnuolo, ha visto gli interventi di Massimo Massa di Aitek, Fabrizio Malfanti, Riccardo De Benedictis e Giuseppe Patanè del CNR. I relatori hanno presentato le infrastrutture digitali sviluppate dal progetto – tra cui la piattaforma UDP e il City Digital Twin – e le infrastrutture di ricerca dedicate al paradigma One Health, che collega benessere, salute e ambiente urbano.

L’evento conclusivo ha così restituito il significato più profondo di tre anni di lavoro: “Più che evento finale, si potrebbe parlare di evento di avvio di una nuova fase delle progettualità promosse da RAISE Spoke 1”, ha commentato Michela Spagnuolo, “Le tecnologie sviluppate nello Spoke 1 rappresentano oggi un patrimonio di conoscenze, infrastrutture e collaborazioni destinato a continuare a crescere sul territorio ligure, aprendo nuove prospettive per innovazione, sviluppo economico e inclusione sociale” dimostrando come la ricerca scientifica possa produrre strumenti concreti per migliorare la qualità della vita nelle città.

Spoke 1 apre al confronto globale sulla città del benessere

Il CNR-IMATI di Genova ha accolto, dall’1 al 7 febbraio, la visita istituzionale del Professor Takehiko Nagumo, Direttore Rappresentante dello Smart City Institute di Tokyo, per una settimana intensa di incontri, workshop e lezioni dedicate al tema del benessere urbano. L’iniziativa ha rafforzato il dialogo scientifico tra il CNR e l’ecosistema RAISE, con un focus specifico sulle attività di Spoke 1, che sviluppa modelli, indicatori e strumenti per la città del benessere.

Il Professor Nagumo insegna in diverse università giapponesi, partecipa come panel member alla Global Quality of Life Initiative promossa da UN-Habitat e ha fondato lo Smart City Institute di Tokyo, realtà di riferimento nazionale che riunisce oltre 800 partner tra imprese, start-up, istituzioni, università, centri di ricerca e organizzazioni della società civile. In qualità di Direttore Rappresentante dello SCI, Nagumo ha avviato a Genova un confronto approfondito sui temi del benessere urbano, ambito nel quale l’Istituto giapponese sviluppa progettualità di rilievo su scala nazionale.

L’idea della visita ha preso forma durante la partecipazione di RAISE allo Smart City Expo World Congress di Barcellona, svoltosi dal 4 al 6 novembre 2025. In quella occasione la Direttrice dell’IMATI, Michela Spagnuolo, ha approfondito la conoscenza delle attività dello SCI e ha suscitato l’interesse del Professor Nagumo verso i percorsi di ricerca promossi da RAISE. Da quel primo scambio è nato un programma articolato che ha coinvolto ricercatrici e ricercatori del CNR in momenti di confronto individuale lungo l’intera settimana.

Il 4 febbraio il CNR-IMATI ha organizzato un workshop aperto allo Spoke 1 di RAISE. Michela Spagnuolo ha introdotto i lavori, seguita dalla presentazione dei risultati del Task 1.1 sugli indicatori per il benessere urbano, illustrati da Carlos Beltran. Il Professor Nagumo ha quindi presentato l’esperienza dello Smart City Institute con un intervento dedicato al tema “Human-Centred Urban Design: not just Smart but a Well-Being City”, offrendo una riflessione centrata sulla progettazione urbana orientata alla qualità della vita. La discussione finale ha messo in dialogo approcci e metodologie, aprendo prospettive di collaborazione scientifica. Durante la giornata, i documentaristi di BLUM!, incaricati dal CNR-IMATI, hanno intervistato il Professor Nagumo per il documentario dedicato al percorso e ai risultati di RAISE Spoke 1.

Il 5 febbraio l’Istituto ha promosso un workshop interno dedicato al concetto di Well-Being City, mentre il 6 febbraio Nagumo ha tenuto una lecture nell’ambito del Corso di Perfezionamento in “Progettazione della Smart City” presso il Dipartimento di Economia dell’Università di Genova, coinvolgendo studentesse, studenti e personale docente in un dialogo internazionale sui modelli di sviluppo urbano.

La visita ha offerto l’opportunità di approfondire i risultati del progetto giapponese Liveable Wellbeing City Indicators, il primo indice nazionale dedicato al benessere e alla qualità della vita urbana. Questo strumento integra in modo strutturale dati oggettivi, utili a comprendere efficienza e qualità dei servizi urbani, e dati soggettivi, raccolti attraverso indagini mirate per rilevare la percezione di felicità e soddisfazione delle persone. Le analisi hanno evidenziato scarti significativi tra le due dimensioni, mostrando come la tecnologia rappresenti un fattore abilitante che richiede una visione più ampia per generare benessere complessivo.

Su queste basi, Spoke 1 ha consolidato un terreno di dialogo internazionale che potrà sostenere nuove traiettorie di ricerca condivise. La settimana genovese ha così posto le premesse per una cooperazione strutturata tra CNR, RAISE e Smart City Institute, con l’obiettivo di sviluppare modelli innovativi per la città del benessere.

Spoke 1 entra nelle scuole

Il 9 dicembre l’Istituto Comprensivo Teglia ha ospitato la presentazione di un dimostratore di Spoke 1, Spoke coordinato da CNR (Michela Spagnuolo) con la co-coordinazione di IIT (Monica Gori), pensato per il mondo della scuola, offrendo un’occasione concreta per osservare come la ricerca possa tradursi in pratiche educative innovative, inclusive e attente ai diversi contesti di apprendimento.

La giornata, coordinata dalle unità di ricerca di IIT Unit for Visually Impaired People e COgNiTive Architecture for Collaborative Technologies, che hanno curato sviluppo, integrazione e deployment di questo dimostratore, ha coinvolto studentesse e studenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, trasformando l’istituto in uno spazio di sperimentazione condivisa tra educazione e tecnologia.

Nella scuola dell’infanzia, quaranta bambine e bambini di cinque anni hanno partecipato ad attività progettate per valorizzare la dimensione emotiva, corporea e relazionale dell’apprendimento. Suddivisi in piccoli gruppi, hanno interagito con Cambia Colore, una tecnologia sviluppata dall’Università di Genova in collaborazione con Casa Paganini, basata sull’analisi del movimento. L’esperienza ha accompagnato i più piccoli nel riconoscimento e nella condivisione delle emozioni, favorendo il check-in emotivo e il dialogo attraverso il corpo e lo spazio. In parallelo, Human in the Scene, sviluppata dall’Università di Genova insieme a Malga, ha osservato la qualità e l’intensità delle interazioni all’interno dei gruppi, restituendo indicatori utili per comprendere le dinamiche collaborative e il coinvolgimento dei partecipanti. L’ambiente si è così trasformato in un contesto vivo, capace di reagire ai comportamenti e di sostenere percorsi di apprendimento inclusivi.

La scuola primaria ha vissuto una giornata di lezioni alternative, in cui le classi quarte hanno sperimentato un approccio interdisciplinare e laboratoriale. L’astronomia ha preso forma grazie a Insegno, piattaforma web sviluppata dalla Unit for Visually Impaired People di IIT che offre lezioni interattive in LIS, e a Mappe Tattili, sempre della stessa linea di ricerca, che utilizzano la stampa 3D per rendere l’apprendimento della geografia e dello spazio più intuitivo e accessibile. Questi strumenti hanno permesso a studentesse e studenti di esplorare concetti complessi attraverso il tatto, la visualizzazione e l’interazione diretta. L’orientamento spaziale ha trovato invece espressione in SenseObject, oggetto fisico sensorizzato sviluppato da ETT, progettato per stimolare e rafforzare le competenze visuo-spaziali attraverso il gioco e la manipolazione. La giornata si è completata con attività di inclusione e relazione grazie a Memory, applicazione sviluppata dalla Unit for Visually Impaired People di IIT per promuovere empatia, connessione e collaborazione all’interno del gruppo classe.

Anche la scuola secondaria di primo grado ha partecipato attivamente alla presentazione del dimostratore. Le classi prime hanno affrontato lezioni di italiano, arte e robotica attraverso tecnologie che hanno avvicinato i contenuti disciplinari ai linguaggi contemporanei. L’italiano ha trovato nuove forme espressive grazie a Rice Meta, sviluppata dall’Università di Genova per supportare l’apprendimento delle metafore attraverso l’interazione con un robot assistivo. La lezione di arte ha preso vita con Virtual Museum, tecnologia di realtà virtuale del CNR che accompagna studentesse e studenti in un’esplorazione immersiva del contesto museale, rendendo l’esperienza culturale più coinvolgente e accessibile. La robotica ha trovato spazio con Rice Persona, sempre dell’Università di Genova, che esplora l’impatto della personalità percepita di un robot umanoide sullo svolgimento di compiti collaborativi. A supporto dell’intero ambiente di apprendimento, Environmental State, sviluppata dal CNR, ha monitorato lo stato dinamico dello spazio, offrendo una lettura integrata delle condizioni ambientali.

Il dimostratore ha raccontato la forza di un ecosistema di ricerca costruito grazie alla collaborazione tra IIT, CNR, Università di Genova ed ETT. Ricercatrici e ricercatori hanno contribuito con competenze diverse e complementari, dando vita a soluzioni che dialogano con i bisogni reali delle scuole e delle comunità educanti. Le tecnologie presentate hanno mostrato come l’innovazione possa accompagnare l’intero percorso scolastico, dall’infanzia all’adolescenza, con una particolare attenzione all’inclusione, alla personalizzazione e alla partecipazione attiva.

L’esperienza del 9 dicembre ha confermato il ruolo di Spoke 1 come ponte tra ricerca e sistema educativo. Portare un dimostratore all’interno di un istituto comprensivo ha significato aprire le porte della sperimentazione scientifica alle giovani generazioni, offrendo a studentesse e studenti l’opportunità di apprendere attraverso l’esperienza e di confrontarsi con strumenti che parlano il linguaggio del presente.

In questa prospettiva, la collaborazione tra scuola e ricerca continua a rappresentare una leva strategica per costruire un’educazione capace di innovare, includere e guardare con fiducia al futuro.

Inclusione Reale: quando la casa diventa museo e il museo torna a essere casa, nella città smart ed inclusiva

In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, il 3 dicembre, presso Palazzo Reale a Genova è stata presentata una selezione di tecnologie per la fruizione inclusiva di esperienze culturali, nell’evento “Inclusione Reale: quando la casa diventa museo e il museo torna a essere casa” organizzato da Spoke 1.

Le soluzioni tecnologiche sono realizzate all’interno dell’ecosistema RAISE da CNR, dal centro di ricerca Casa Paganini – InfoMus dell’Università di Genova, da ETT e dagli studenti del corso di laurea magistrale in Digital Humanities – Interactive Systems and Digital Media, curriculum Affective Computing, Arts and Cultural Welfare (ACW).

Più nel dettaglio la giornata si è svolta secondo il seguente programma:
9.30 – 16.30: esperienza libera delle tecnologie
16.30 – 17.30: visita guidata a cura degli studenti coinvolti nel progetto
17.30 – 18.30: workshop con presentazione dell’ecosistema RAISE e approfondimento delle tecnologie da parte degli autori.

L’evento ha consentito ai visitatori di esplorare nuove modalità di relazione con i luoghi culturali, sperimentando nuove tecnologie su welfare culturale, dove cultura e arte svolgono un ruolo di cura sia individuale che del territorio.

Le persone che hanno partecipato alla giornata hanno potuto vivere questa dimora storica in un modo nuovo, con la possibilità di fare esperienza di due installazioni interattive: DanzArTe e RespirArTe. In queste installazioni, il visitatore ha un ruolo attivo e, mediante tecnologie interattive, può vivere un’opera d’arte visiva in modo immersivo attraverso il proprio corpo: un autentico apprezzamento estetico in cui sonificazione del proprio movimento e arti visive si uniscono per creare un’esperienza immersiva in cui i partecipanti diventano protagonisti nel progressivo svelamento dell’opera. DanzArTe e RespirArTe sono state realizzate dal centro Casa Paganini-InfoMus (UniGe).

Entrambe le installazioni sono state sperimentate sia in Spoke 1 che in Spoke 2, ovvero sia in musei e luoghi della cultura della città smart ed inclusiva, sia in un contesto ospedaliero.

La terza installazione presente nel percorso di visita è Arte Tattile di ETT, presentata da Susanna Alloisio (Spoke 1, ETT). Questo progetto trasforma un tradizionale dipinto 2D in una rappresentazione tridimensionale, mettendo in rilievo i dettagli degli oggetti dipinti. I visitatori possono esplorare l’opera e ascoltare una descrizione interattiva grazie a sensori invisibili. Questa tecnologia offre un nuovo accesso all’arte per persone non vedenti o ipovedenti, permettendo di fruirne tramite il tatto e l’udito, e arricchisce l’esperienza sensoriale di tutti i visitatori.

Infine, i visitatori sono stati coinvolti nel progetto Mappe Emozionali di CNR-IMATI, coordinato da Michela Spagnuolo (Spoke 1, CNR-IMATI). La ricerca esplora la relazione tra spazio urbano ed esperienza emotiva attraverso un approccio integrato che combina sensori biometrici indossabili, tracciamento GPS, mappe emozionali realizzate manualmente e narrazioni soggettive.

Nel corso della sperimentazione, i partecipanti hanno attraversato un’area urbana registrando parametri fisiologici e, al rientro, hanno raccontato la propria esperienza e disegnato una mappa emozionale del percorso. I racconti raccolti sono stati successivamente analizzati tramite tecniche di sentiment analysis e messi in relazione con i dati spaziali e biometrici, consentendo di costruire una geografia soggettiva del territorio che rende visibile come luoghi e percorsi influenzino percezioni ed emozioni individuali.

Gli studenti del corso di laurea magistrale in Digital Humanities di UniGe hanno avuto un ruolo importante nella progettazione e nella realizzazione dell’evento culturale, sia di guide per le installazioni, sia come autori di altre due proposte di applicazioni digitali interattive realizzate durante le attività didattiche del loro percorso di studi..

Il workshop finale è stato una occasione di riflessione sul lavoro svolto per arrivare ai risultati presentati nel corso della giornata.

Tutte le nuove esperienze presentate durante l’evento sono un esempio concreto di applicazione di tecnologie innovative per il supporto di processi inclusivi, creativi e personalizzati, verso nuove forme di esperienza museale e di welfare culturale sul territorio.

RAISE esplora le emozioni urbane

Nel quadro del progetto RAISE – Mappe Emozionali, sviluppato nello Spoke 1 di RAISE e coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), tra il 18 e il 22 novembre 2025 ha preso avvio la fase di sperimentazione sul campo nel centro storico di Genova. L’iniziativa ha coinvolto 50 volontarie e volontari, chiamati a esplorare i vicoli della città e a raccontare, attraverso strumenti semplici e tecnologie innovative, il proprio vissuto emotivo nello spazio urbano.

La sperimentazione ha proposto un’esperienza immersiva e partecipata, pensata per indagare il modo in cui le persone percepiscono, attraversano e interpretano la città. Ricercatrici e ricercatori del CNR hanno guidato i partecipanti in un percorso strutturato ma flessibile, che ciascuno e ciascuna ha potuto svolgere scegliendo il momento più adatto, tra sessioni mattutine e pomeridiane.

Ogni incontro si è aperto con una breve fase di training, durante la quale il team di progetto ha illustrato obiettivi, modalità operative e strumenti utilizzati. A ciascun partecipante sono stati consegnati un telefono cellulare e un braccialetto sensoriale, utili a tracciare il percorso e a rilevare dati fisiologici, come il battito cardiaco. Queste informazioni hanno accompagnato la passeggiata emozionale, svolta in un’area del centro storico indicata su mappa, lasciando spazio all’osservazione, all’ascolto e alle sensazioni suscitate dai luoghi e dalle persone incontrate.

Al termine del percorso, volontarie e volontari hanno tradotto la propria esperienza in una mappa emozionale, uno strumento espressivo accessibile a tutte e tutti, che ha unito racconto, percezione e memoria. Attraverso disegni, parole e segni, ciascun partecipante ha restituito una lettura personale dello spazio urbano, condividendo emozioni, stati d’animo e impressioni. Il racconto orale dell’esperienza ha completato il quadro, offrendo ai ricercatori materiali preziosi per l’analisi.

La sperimentazione ha contribuito a testare SenseCity, un set di strumenti tecnologici e tradizionali progettato per descrivere la percezione dello spazio urbano con l’obiettivo di migliorare accessibilità e inclusione sociale. Incrociando dati fisiologici, tracciati di movimento e narrazioni soggettive, il progetto ha esplorato nuove modalità di lettura della città, capaci di integrare dimensione quantitativa e qualitativa.

Il percorso si è concluso il 3 dicembre 2025 con un evento pubblico a Palazzo Reale, durante il quale il team di ricerca ha presentato i dati raccolti e i primi risultati emersi dalla sperimentazione. L’incontro ha rappresentato un momento di restituzione e confronto, aperto a tutte le persone che hanno partecipato all’esperimento, invitate a riconoscersi come parte attiva del processo di ricerca.

Con Mappe Emozionali, RAISE ha rafforzato il dialogo tra scienza, città e cittadinanza, valorizzando l’esperienza diretta come strumento di conoscenza e promuovendo una visione della tecnologia al servizio del benessere collettivo e della comprensione profonda degli spazi urbani.

Arte Tattile, un’esperienza multisensoriale inclusiva di ETT nell’ambito dello Spoke 1

ETT ha realizzato il progetto “Arte Tattile” nell’ambito dello Spoke 1 di RAISE, un’iniziativa che innova il modo di vivere l’arte.

Pensato per superare le barriere della vista, il quadro tattile sfrutta la tecnologia Sense® per rendere le opere accessibili a tutti, offrendo un’esperienza multisensoriale e immersiva.

Sensori tattili invisibili integrati nelle superfici permettono ai visitatori di esplorare l’opera con le mani, mentre contenuti audio si attivano automaticamente, raccontando la storia del dipinto e arricchendo l’esperienza sensoriale.

Arte Tattile, un’esperienza multisensoriale inclusiva di ETT nell’ambito dello Spoke 1.
Arte Tattile di ETT a Palazzo Reale, Genova | Autore della foto (frame da video): Marzio Cardellini (Bluframe) | Crediti: RAISE

Il progetto nasce da una ricerca approfondita sulla fruizione inclusiva dell’arte bidimensionale, con l’obiettivo di trasformare ogni visita in un incontro diretto e personale con l’opera. Il processo creativo parte dalla conversione di una fotografia del dipinto in un modello tridimensionale in rilievo, dove linee e dettagli diventano forme percepibili al tatto.

Il prototipo tridimensionale, realizzato in scala 2:1 tramite stampa 3D, garantisce precisione e fedeltà dei dettagli, mentre la tecnologia Sense® integrata consente di attivare descrizioni audio sfiorando le diverse sezioni del quadro, creando un vero dialogo tra opera e visitatore.

L’esperienza diventa così un percorso immersivo, capace di stimolare tatto, udito, emozione e memoria, rendendo l’arte viva e accessibile a tutti.

Arte Tattile dimostra come la tecnologia possa essere un ponte tra cultura e inclusione: superando le barriere tradizionali, amplia le possibilità di fruizione artistica e invita ogni persona a vivere l’arte in modo diretto e personale.

Il progetto è stato presentato come demo all’interno del RAISE Village 2025 e nel recente evento di Spoke 1 Inclusione Reale: quando la casa diventa museo e il museo torna a essere casa, presso Palazzo Reale a Genova, proprio nella Giornata Internazionale delle persone con disabilità.

La project manager Susanna Alloisio (ETT, Spoke 1) ha così commentato il progetto: “In definitiva, il quadro tattile non è solo un oggetto da osservare, ma un invito a toccare, ascoltare e scoprire. Grazie a questa realizzazione, ETT mostra come la tecnologia possa trasformare l’incontro con l’arte in un’esperienza condivisa, aperta a tutti, dove ogni visitatore può percepire l’opera in modo unico, sensoriale e profondamente personale”.

Immagine di copertina
Autore della foto (frame da video): Marzio Cardellini (Bluframe)
Crediti: RAISE

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