RAISE More than human: il futuro è immersivo

Fino al 30 ottobre 2025, il Genova Blue District ospita il RAISE Village al Festival della Scienza, dove l’ambiente immersivo RAISE More than human accoglie i visitatori in un’esperienza che unisce arte, ricerca e tecnologia.

Il percorso invita a scoprire l’ecosistema RAISE attraverso un viaggio tra robot, droni, sensori, modelli 3D, videogiochi e piattaforme digitali. Immagini, suoni e testimonianze accompagnano il pubblico alla scoperta delle connessioni tra intelligenza artificiale, ecosistemi naturali e comunità umane, mostrando come la ricerca scientifica diventi motore di innovazione e benessere.

RAISE More than human rappresenta la chiave per entrare nel mondo di RAISE e comprendere come le tecnologie nate nei laboratori liguri trovino applicazione nella vita quotidiana. L’esperienza immersiva racconta il percorso che conduce dalle idee dei ricercatori alle soluzioni per la salute, la sostenibilità ambientale, la mobilità intelligente e la qualità dei servizi urbani.

All’interno del RAISE Village, i visitatori possono esplorare le molteplici aree tematiche del progetto: l’eco-robotica per il monitoraggio degli ecosistemi marini, i dispositivi intelligenti per la salute personalizzata, la logistica automatizzata, la robotica educativa e i sistemi di assistenza medica e turistica. Ogni tappa dimostra come robotica e intelligenza artificiale producano benefici misurabili e favoriscano un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo.

Il RAISE Village diventa così uno spazio di incontro tra cittadini, ricercatori, istituzioni e imprese, dove l’innovazione si racconta in modo accessibile e coinvolgente. L’ambiente immersivo traduce la complessità della ricerca in un linguaggio visivo e narrativo capace di stimolare curiosità e consapevolezza.

Attraverso RAISE More than human, il progetto valorizza la visione dell’ecosistema ligure dell’innovazione, che unisce scienza, creatività e collaborazione per costruire il futuro della città, della sanità, dell’ambiente e del porto. In questo racconto, la tecnologia non sostituisce l’uomo ma lo accompagna, rafforzando la relazione tra intelligenza artificiale e sensibilità umana.

Visitabile fino al 30 ottobre, l’esperienza immersiva offre a cittadini, studenti e professionisti l’occasione di esplorare le potenzialità della ricerca e di immaginare un futuro in cui l’innovazione diventa strumento di benessere collettivo e crescita sostenibile.

Maggiori informazioni su RAISE More than human a questo link.

AI ed etica: un confronto aperto al Genova Blue District

Il 26 ottobre alle 18.00, la Sala Cuspide A del Genova Blue District ha accolto il secondo appuntamento della serie AperiRAISE – Aperitivi scientifici al Festival della Scienza, dedicato al tema “Le frontiere etiche dell’intelligenza artificiale. L’altra faccia dell’AI”.

L’incontro, andato completamente esaurito, ha confermato il forte interesse del pubblico verso i temi della ricerca e dell’innovazione tecnologica.

Protagonista della serata è stata Annalisa Barla, professoressa associata di Informatica all’Università di Genova, che ha guidato il pubblico in un viaggio tra le implicazioni etiche dell’intelligenza artificiale. Con linguaggio chiaro e rigoroso, la ricercatrice ha mostrato come i sistemi di AI, oggi sempre più presenti nelle nostre vite quotidiane – dalla concessione di un prestito alla diagnosi medica, fino alla selezione delle notizie che leggiamo – sollevino questioni cruciali sul piano sociale, culturale e morale.

L’intervento ha superato le consuete riflessioni sui bias algoritmici, per affrontare le dimensioni più sottili e profonde del problema. Barla ha illustrato come le distorsioni non risiedano soltanto nei dati, ma anche nei processi di annotazione e rappresentazione che li generano. Questo approccio ha permesso di comprendere meglio i limiti dei metodi oggi più diffusi e di riflettere sull’importanza di una regolamentazione che promuova trasparenza, responsabilità e riproducibilità.

L’incontro ha alternato momenti di analisi teorica e casi concreti, stimolando un dialogo vivace tra relatrice e pubblico. Dopo la conferenza, la discussione si è prolungata a lungo, tra domande, commenti e riflessioni condivise, a testimonianza della curiosità e della sensibilità con cui la cittadinanza ha accolto il tema.

Il pubblico ha mostrato grande attenzione anche verso le prospettive future delineate dalla docente, che ha sottolineato il valore della formazione come strumento essenziale per affrontare le trasformazioni in corso. In un clima informale ma denso di contenuti, la serata ha offerto un’occasione concreta per avvicinare la ricerca scientifica al tessuto urbano e sociale, nel segno della divulgazione di qualità che caratterizza il progetto RAISE.

A conclusione dell’incontro, Annalisa Barla ha condiviso con i partecipanti una riflessione che ha raccolto il senso profondo dell’iniziativa: “È sempre una grande soddisfazione quando il pubblico partecipa con curiosità e voglia di capire, soprattutto su temi come l’intelligenza artificiale, di cui tutti parlano ma che molti desiderano approfondire davvero. Serate come questa mi confermano due cose: la prima è l’importanza della formazione, non solo accademica, ma anche della divulgazione. Gli scienziati devono uscire dalle torri d’avorio e raccontare la loro ricerca in modo accessibile: è un dovere verso la società. La seconda riguarda il modo in cui comunichiamo l’AI. Non basta parlare di prestazioni, serve spiegare come i modelli vengono costruiti, da quali dati nascono, in linea con i principi di trasparenza e open science. Mi interessa molto anche esplorare come l’AI stessa possa aiutarci a rendere la divulgazione più efficace e accessibile a chi fa ricerca in ogni ambito.”

Il secondo AperiRAISE ha così rafforzato il dialogo tra scienza e pubblico, offrendo un’autentica occasione di riflessione e confronto su uno dei temi più attuali e affascinanti del nostro tempo.

AperiRAISE: primo appuntamento con la scienza, tra robotica e curiosità

Il ciclo degli AperiRAISE, gli aperitivi scientifici promossi da RAISE, all’interno del programma del Festival della Scienza 2025, ha preso il via il 25 ottobre presso la Sala Cuspide A del Genova Blue District, con la conferenza dal titolo “Tirate fuori I robot veri!” registrando il tutto esaurito.

L’iniziativa, pensata per avvicinare il pubblico al mondo della ricerca in un’atmosfera informale e partecipata, ha inaugurato una serie di cinque incontri dedicati ai temi dell’innovazione, della tecnologia e del rapporto tra scienza e società.

Il primo appuntamento ha avuto come protagonista Antonio Sgorbissa, esperto di robotica e Professore Ordinario all’Università degli Studi di Genova, dove insegna nel corso di laurea in Ingegneria Informatica e nel Master Europeo EMARO+ in Advanced Robotics, dove coordina DRIM, il dottorato nazionale in Robotica e Macchine Intelligenti, e dirige il laboratorio RICE (Robots and Intelligent systems for Citizens and the Environment).

Nel corso dell’incontro, Sgorbissa ha guidato il pubblico in un viaggio tra le sfide e le prospettive della robotica contemporanea. Da decenni, ricercatori e ricercatrici di tutto il mondo hanno dedicato energie e risorse – pubbliche e private – allo sviluppo di robot autonomi e intelligenti, capaci di assistere le persone fragili, esplorare ambienti complessi e fornire informazioni in situazioni critiche. Una parte importante della comunità scientifica ha concentrato i propri sforzi su modelli teorici e prototipi sofisticati, spesso destinati a trovare applicazione in tempi lunghi.

Sgorbissa ha anche raccontato la propria esperienza nello sviluppo di robot sociali “semplici ma robusti”, progettati per offrire fin da subito un supporto concreto e affidabile alle persone, in modo da incidere realmente sulla vita quotidiana. Ha illustrato come la robotica possa evolvere non solo attraverso soluzioni altamente complesse, ma anche grazie a macchine capaci di operare in autonomia negli ambienti reali, fornendo aiuto, compagnia e sicurezza.

L’incontro si è trasformato presto in una conversazione vivace e partecipata: domande, curiosità e riflessioni hanno animato la sala fino a tarda sera, in un dialogo diretto tra il relatore e il pubblico. L’atmosfera informale dell’aperitivo ha favorito un confronto autentico, in cui la divulgazione scientifica ha assunto il tono di un dialogo teatrale.

Nel suo intervento conclusivo, Antonio Sgorbissa ha condiviso un pensiero che ha riassunto lo spirito dell’iniziativa: “Questo ciclo di incontri assomiglia molto più a uno spettacolo teatrale, e lo trovo meraviglioso. Quando si guarda il pubblico negli occhi, si crea un’energia reciproca: non è facile spiegarlo in termini scientifici, ma si percepisce chiaramente. Parlare di scienza così, in presenza e con partecipazione, restituisce un senso profondo al nostro lavoro.”

L’Ecosistema RAISE immagina le visioni di domani

Il 24 ottobre 2025, nella Sala delle Donne di Palazzo Ducale, il Festival della Scienza ha ospitato la tavola rotonda “L’Ecosistema RAISE e le Visioni di Domani – Tecnologie emergenti e conoscenza condivisa per migliorare il presente e immaginare il futuro”, un incontro dedicato al valore della collaborazione tra ricerca, innovazione e società.

L’evento, introdotto da Cristina Battaglia, Programme Manager di RAISE e dal presidente del consiglio scientifico del Festival della Scienza, Carlo Ferdeghini, ha riunito le voci di cinque protagoniste del progetto – Silvia Biasotti (Spoke 1, CNR–IMATI), Giulia Bodo (Spoke 2, IIT – Rehab Technologies), Elisa Costa (Spoke 3, CNR–IAS), Francesca Garaventa (Spoke 4, CNR–IAS) e Simona Tirasso (Spoke 5, Università di Genova) – moderate da Daniele Chieffi, giornalista, saggista ed esperto di comunicazione strategica.

La conversazione ha offerto al pubblico uno sguardo privilegiato sul lavoro dei cinque Spoke che compongono l’ecosistema RAISE, un grande laboratorio di innovazione dedicato a città inclusive e accessibili, sanità avanzata, tutela ambientale, portualità sostenibile e formazione per la pubblica amministrazione. Un mosaico di competenze che mostra come la tecnologia possa generare benefici concreti per le persone, migliorare la qualità della vita e rafforzare la sostenibilità dei territori.

Silvia Biasotti, dirigente di ricerca del CNR presso l’Istituto di Matematica Applicata e Tecnologie Informatiche “E. Magenes”, ha illustrato le attività dello Spoke 1, che unisce modellazione matematica, intelligenza artificiale e analisi dei dati per la creazione di gemelli digitali. “Il nostro lavoro – ha spiegato – si concentra sullo sviluppo di rappresentazioni tridimensionali della città e dei cittadini, per comprendere in modo più profondo le dinamiche urbane e progettare soluzioni basate su dati concreti. Il futuro di RAISE nasce proprio da questa sinergia tra competenze di università, IIT, CNR, imprese e istituzioni locali: un valore che continuerà a produrre collaborazioni e innovazione condivisa”.

Lo Spoke 2, rappresentato da Giulia Bodo, postdoctoral researcher al Rehab Technologies Lab dell’Istituto Italiano di Tecnologia, ha portato l’attenzione sulla robotica riabilitativa e sull’interazione uomo-macchina. “Lavorare in RAISE mi ha permesso di confrontarmi con molti clinici e di raccogliere idee per sviluppi futuri – ha raccontato –. I trial clinici in collaborazione con gli ospedali partner, come Galliera, Gaslini e FISM, ci hanno aiutato a trasformare i segnali dei sensori in metriche utili ai medici per la valutazione dei pazienti. L’obiettivo è creare tecnologie sempre più centrate sulla persona e sulle sue reali esigenze».

Elisa Costa, ricercatrice del CNR–IAS e referente dello Spoke 3, ha approfondito il tema dell’ecorobotica e del monitoraggio ambientale. “Le tecnologie sviluppate all’interno di RAISE hanno migliorato le strategie di monitoraggio, integrando robotica e intelligenza artificiale per analizzare in modo accurato aria, acqua e suolo. Questi strumenti rafforzano i sistemi di allerta precoce e rappresentano una risorsa preziosa per la tutela ambientale”.

Per lo Spoke 4, Francesca Garaventa, prima ricercatrice del CNR–IAS, ha illustrato le iniziative rivolte alla transizione sostenibile dei porti. “Il porto di Genova svolge un ruolo economico e sociale cruciale. Le nostre ricerche mirano a coniugarne le esigenze normative con tecnologie capaci di rendere le operazioni portuali più sicure ed ecologiche. RAISE ha contribuito a sviluppare un capitale tecnologico e umano di altissimo livello, che continuerà a produrre valore per il Paese e per la regione”.

Simona Tirasso, assegnista di ricerca presso l’Università di Genova e consulente del progetto P5 | AI for Public Administration, ha infine affrontato il tema della formazione come leva di innovazione. “In RAISE ho compreso l’importanza del lavoro di squadra e del costruire reti di collaborazione. I nuovi modelli di formazione devono avvicinare le persone alla conoscenza e stimolare una curiosità continua. La sostenibilità dell’ecosistema passa anche da qui: dalla capacità di formare competenze che evolvono insieme alla tecnologia».

A chiudere l’incontro, il moderatore Daniele Chieffi ha sottolineato il valore dell’impatto sociale della ricerca: “RAISE rappresenta un successo perché ha saputo tradurre la scienza in trasformazione concreta, migliorando la vita quotidiana e creando un orizzonte di progresso per tutti”.

La tavola rotonda ha confermato la visione di RAISE come ecosistema capace di integrare discipline e prospettive diverse in un percorso comune. Una piattaforma che unisce tecnologia, conoscenza e partecipazione per costruire, oggi, le visioni di domani.

Scoprire l’innovazione nei laboratori del RAISE Village

Nella giornata inaugurale del Festival della Scienza 2025, il RAISE Village ha aperto le sue porte al pubblico con un ricco programma di laboratori didattici, veri protagonisti di un’esplorazione concreta e coinvolgente dell’innovazione tecnologica. Nonostante le condizioni meteorologiche complesse, studenti, ricercatori e visitatori hanno animato gli spazi del Genova Blue District, trasformandoli in un luogo di incontro tra ricerca, curiosità e futuro.

Nel laboratorio dello Spoke 2 – IIT HealthTech Lab, gli studenti hanno sperimentato dispositivi per il monitoraggio non invasivo dei pazienti, come occhiali intelligenti e sedie sensorizzate, sviluppati nell’ambito delle attività di ricerca di RAISE. A partire da questi strumenti, i partecipanti hanno ideato nuove applicazioni, definendo casi d’uso e immaginando soluzioni per il miglioramento della pratica clinica e della riabilitazione. In piccoli gruppi, hanno progettato brevi presentazioni e demo pratiche, valutando come sensori e algoritmi di intelligenza artificiale possano supportare una medicina più efficace e personalizzata.

“È stato entusiasmante osservare come gli studenti abbiano accolto la sfida di ideare nuovi casi di studio per il monitoraggio dei pazienti,” racconta Giulia Bodo dell’IIT – HealthTech Lab. “Abbiamo lavorato con un liceo scientifico sportivo, quindi abbiamo orientato le attività verso la riabilitazione degli sportivi dopo un infortunio. I ragazzi hanno proposto patologie e sport diversi, progettando sensori e algoritmi per analizzarli. È emersa una grande creatività unita a curiosità scientifica.”

Un approccio che mostra come le tecnologie di RAISE non rappresentino solo strumenti di ricerca, ma anche occasioni per formare una nuova generazione di cittadini consapevoli, capaci di connettere innovazione, salute e responsabilità sociale.

Il laboratorio “Un nuovo alleato per gli ecosistemi marini” curato dal CNR-IAS, per lo Spoke 3, ha condotto i partecipanti in un viaggio nel mondo della biologia marina ligure. Il Mar Ligure, ricchissimo di biodiversità ma anche fragile, è diventato il protagonista di un percorso didattico che mostra come l’intelligenza artificiale possa diventare un prezioso alleato per la ricerca e la tutela dell’ambiente.
Attraverso sistemi interattivi basati su algoritmi di IA, studenti e visitatori hanno osservato in tempo reale i movimenti di minuscoli abitanti del mare – larve e piccoli invertebrati – comprendendo come queste analisi aiutino a valutare la qualità delle acque e lo stato di salute degli ecosistemi marini.

“Abbiamo voluto stimolare un percorso didattico che intreccia le tecnologie del futuro con temi fondamentali per la società, come la sostenibilità ambientale,” spiega la professoressa Paola Guado del Liceo Galileo Galilei di Voghera che ha accompagnato la 2B (indirizzo Scientifico-Informatico). “Monitoraggio ambientale, cittadinanza scientifica e cura della persona sono aspetti complementari di un’unica visione: la crescita di una società che usa la tecnologia per migliorarsi e per costruire un futuro sostenibile.”

Il RAISE Village è un vero e proprio villaggio dell’innovazione, dove si può toccare con mano l’ecosistema RAISE e scoprire come la ricerca scientifica contribuisca a migliorare la vita delle persone, la qualità del lavoro e la sostenibilità del territorio. Grazie ai finanziamenti del MUR nell’ambito del PNRR, RAISE riunisce università, centri di ricerca e imprese liguri impegnate nello sviluppo di soluzioni basate su robotica e intelligenza artificiale per la sanità del futuro, le città intelligenti e la tutela ambientale.

All’interno del Village, i visitatori possono esplorare diversi scenari applicativi attraverso laboratori interattivi, dimostrazioni robotiche e aperitivi scientifici, in un dialogo continuo con i protagonisti del progetto. Nei locali del Blue District, una sala immersiva consente inoltre di entrare virtualmente nei progetti RAISE, anticipando in modo esperienziale ciò che accade nei laboratori reali.

Tutti gli eventi del RAISE Village sono gratuiti e aperti al pubblico, senza necessità di abbonamento al Festival della Scienza.

Il programma completo dei laboratori e delle attività dei prossimi giorni è disponibile a questo link.

RAISE: online la pagina dedicata ai bandi a cascata dell’Ecosistema

È ora online la nuova sezione del sito dedicata ai bandi a cascata emanati nell’ambito dell’Ecosistema dell’Innovazione RAISE (Robotics and AI for Socio-economic Empowerment).

Sono stati pubblicati cinque bandi, mirati alla realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo sperimentale in linea con le attività condotte all’interno degli spoke dell’ecosistema.

Un primo bando ha coinvolto le PMI con sede operativa in Liguria e nelle regioni del Mezzogiorno, mentre i restanti quattro hanno avuto come destinatari gli organismi di ricerca situati nelle regioni del Sud Italia, con un focus su sfide sperimentali e trasferimento tecnologico.

Grazie a una dotazione complessiva di 24 milioni di euro, sono stati finanziati 50 progetti, che coinvolgono 104 aziende e 26 organismi di ricerca.

I bandi a cascata hanno consentito di ampliare e consolidare il network di RAISE integrando competenze e ambiti sperimentali fortemente connessi e complementari con le linee di attività degli SPOKE.

I progetti finanziati hanno tutti un carattere fortemente innovativo e sono rivolti alla sperimentazione di tecnologie nell’ambito della robotica e dell’AI in svariati contesti applicativi quali porti, ambienti urbani, siti culturali, parchi naturali, strutture cliniche mantenendo al centro dell’attività la qualità della vita ed il benessere delle persone e la sostenibilità ambientale e sociale dei progetti.

Con i bandi a cascata si è inoltre ampliato il territorio di riferimento dell’ecosistema RAISE includendo, oltre la Liguria, altre 11 Regioni prevalentemente localizzate nel Mezzogiorno. Ciò ha consentito di rafforzare le linee di attività di RAISE attraverso nuove prospettive di sviluppo con una richiesta crescente di trasferire i risultati dell’ecosistema ligure in nuovi e stimolanti contesti.

Scopri di più e consulta i dettagli dei bandi nella pagina dedicata.

Musei digitali e generazione Z alla Digital Week 2025: il progetto RAISE e CHANGES a dialogo su design, storytelling, robotica, AI e public engagement

Il 2 ottobre, presso uno degli spazi culturali più iconici ed innovativi di Milano, Fabbrica del Vapore, è stato presentato il libro “Musei Digitali e Generazione Z. Nuove sfide per nuovi pubblici”, curato da Elisa Bonacini (UniBa, CHANGES).

L’evento è stata un’occasione di dialogo tra varie esperte di patrimonio culturale digitale: Patrizia Schettino (CNR-IAS, RAISE, Spoke 5), autrice di un capitolo del libro, Adriana Ferrari (ETT, Spoke 5), che ha moderato l’incontro, Eva Degl’Innocenti (Directrice des Patrimoines de la Direction Générale Adjointe Culture et Patrimoine, Métropole Nice Côte d’Azur) e Maria Fratelli (Dirigente dell’Unità Progetti Speciali e Fabbrica del Vapore del Comune di Milano, direttore del CASVA, di Casa della Memoria, di Fabbrica del Vapore).

Maria Fratelli ha introdotto l’evento, soffermandosi sull’importanza di riflettere sull’uso delle tecnologie nei musei, in occasione della Milano Digital Week 2025, in un luogo come Fabbrica del Vapore, che cerca di coinvolgere tutte le comunità, con particolare attenzione ai giovani.

Elisa Bonacini ha raccontato i risultati di un’ indagine di benchmarking, condotta in modalità partecipativa con studenti e studentesse dell’Università di Bari, su 30 siti web e social di musei: da tale ricerca sono emersi punti di forza e di debolezza nella strategia web di queste istituzioni culturali.

Patrizia Schettino ha sintetizzato il tema del contributo dello user experience design e user experience research nella progettazione di siti web dei musei. Ha poi presentato uno strumento di ux research, la user journey, per descrivere l’esperienza di una studentessa ventenne in un luogo della cultura lombardo, mettendo in evidenza l’importanza per questa giovane di andare al museo per divertirsi e per socializzare, anche grazie ad app, installazioni immersive e video giochi.

Eva Degl’Innocenti ha fatto riferimento alla sua esperienza di progetti in cui ha utilizzato vari strumenti per coinvolgere il pubblico, nei diversi musei che ha diretto, in particolare soffermandosi sul Museo Archeologico Nazionale MarTa di Taranto, uno dei primi in Italia a realizzare un videogioco.

Musei digitali e generazione Z, un'occasione di dialogo tra RAISE e CHANGES alla Digital Week di Milano

Patrizia Schettino e Adriana Ferrari hanno poi insieme presentato il video EXPOsing RAISE, come esempio di artefatto comunicativo, pensato anche per un pubblico giovane e famiglie, prevalentemente giapponese, nel contesto dell’EXPO Internazionale 2025 di Osaka.

In questo video, ma anche nel precedente del RAISE Cube per il Festival della Scienza a Genova, nel porticato di Palazzo Ducale, i due robot R1 e Pepper sono state le guide e le voci narranti (con audio o con sottotitoli) in un viaggio all’interno dell’ecosistema ligure dell’innovazione RAISE. La robotica applicata ad eventi e beni culturali è anche uno dei temi affrontati nel libro Musei digitali e generazione Z, offrendo un’ulteriore possibilità di confronto tra RAISE e CHANGES.

Eva degl’Innocenti ha presentato altre due esperienze presso i Musei Civici di Bologna, come esempi di progetto all’interno di un museo di arte medievale e come sperimentazione di co-creazione con il tessuto associativo locale, in ottica queer, sempre finalizzati all’inclusione, soprattutto dei giovani, e con il supporto delle tecnologie.

Elisa Bonacini ha raccontato un progetto di digital storytelling, su Bari degli anni ’60, evidenziando il coinvolgimenti di più generazione nell’uso di archivi fotografici personali di famiglia.

Maria Fratelli ha chiuso l’evento, ponendo al centro il tema dell’incontro: il museo come luogo dove le persone possono sì usare le tecnologie, ma soprattutto non essere sole e fare nuovi incontri. Le tecnologie quindi, anziché isolare, potrebbero facilitare o essere di supporto alla fisicità che poi avviene in presenza, nel museo.
La direttrice ha evidenziato il tempo che i giovani passano davanti ad uno schermo e la necessità per i musei di essere presenti nelle stanze digitali per incontrare il nuovo pubblico, ma poi invitarlo all’interno di un luogo con oggetti e attività di loro interesse, come uno spazio museale che sa accogliere ed includere i diversi pubblici.

L’evento è stato un intenso e arricchente momento di dialogo, dove si sono intrecciate le tematiche di RAISE e quelle di CHANGES, su una tecnologia che è supporto alla qualità della visita, anche nel contesto museale e in generale di fruizione dei beni culturali.

RAISE: eccellenza italiana in robotica e intelligenza artificiale

Negli ultimi anni, il progetto RAISE ha trasformato il panorama italiano della robotica e dell’intelligenza artificiale, unendo ricerca, formazione e innovazione in un ecosistema dinamico e internazionale. Grazie a progetti innovativi in sanità, ambiente, porti intelligenti e mobilità urbana, RAISE ha dimostrato come competenze multidisciplinari possano generare soluzioni innovative con un impatto reale sul territorio nazionale.

Il progetto ha coinvolto 304 professionisti, con una composizione equilibrata di genere (43% donne) e un’età media di 34 anni; il 18% dei professionisti coinvolti proviene da 22 Paesi esteri, a conferma di un ecosistema inclusivo e aperto alle collaborazioni internazionali.

Il programma di formazione ha raggiunto oltre 3.300 partecipanti, tra studenti, docenti, ricercatori e professionisti, consolidando la diffusione di competenze avanzate e l’adozione di tecnologie emergenti.

RAISE ha sviluppato 172 soluzioni innovative distribuite tra Internet of Things, Intelligenza Artificiale, Robotica e Big Data, con progetti sanitari all’avanguardia che includono 9 studi clinici in corso, 4 in fase di avvio, 4 presentati al comitato etico e 11 in preparazione.

Le attività di comunicazione e divulgazione hanno raggiunto un vasto pubblico, con eventi, conferenze e pubblicazioni che hanno coinvolto complessivamente 15.000 partecipanti.

Il programma di mentorship ha rappresentato un elemento chiave: 24 team di ricerca supportati da 62 mentor ed esperti hanno accompagnato oltre 300 beneficiari, mentre la Community Development Platform ha creato collegamenti strategici tra 169 organizzazioni, tra imprese, università, enti pubblici e start-up.

I bandi a cascata hanno permesso la nascita di 50 progetti, con un investimento complessivo di 24 milioni di euro, coinvolgendo 104 imprese e 26 enti pubblici, contribuendo a rafforzare l’innovazione tecnologica in Italia.

Pur avendo sede in Liguria, l’impatto di RAISE si estende in tutta Italia, con attività attive in Lombardia, Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna, consolidando il progetto come punto di riferimento nazionale per ricerca, formazione e innovazione in robotica e intelligenza artificiale.

“Questi numeri raccontano più di semplici risultati: rappresentano l’impatto reale che RAISE sta generando sul territorio, nella ricerca e nella società – afferma Cristina Battaglia, Programme Manager RAISE – Dalla formazione alla sperimentazione clinica, dal trasferimento tecnologico all’internazionalizzazione, ogni dato riflette la forza di un ecosistema nazionale collaborativo e orientato al futuro”.

Maggiori informazioni a questo link.

La mostra RAISE THE FUTURE di nuovo protagonista a Roma Fotografia Future

RAISE è protagonista anche quest’anno a Roma Fotografia Future, il grande evento culturale diretto da Maria Cristina Valeri e Alex Mezzenga che si snoda in un percorso espositivo diffuso tra alcuni dei principaIi siti e musei della Capitale, da Castel Sant’Angelo al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Palazzo Barberini e Palazzo Merulana.

Proprio tali sedi ospitano, infatti, fino al 30 novembre, led panel con proiezioni di fotografie e video realizzati insieme ai vari partner dell’iniziativa, in un flusso di immagini e contenuti che dialogano con il pubblico su temi come l’innovazione, l’ambiente, la tecnologia, il benessere, lo sport, la robotica e molto altro, in un viaggio tra le sfide e le prospettive del nostro tempo.

Tra i contributi selezionati, anche le immagini di RAISE THE FUTURE, l’innovativa mostra digitale che propone – attraverso una carrellata di immagini co-create con l’AI – una visione di insieme sui settori di interesse del progetto RAISE, focalizzando con grande forza espressiva attività future e “futuribili” che, grazie al progetto, potranno diventare realtà, in un futuro non troppo lontano. Vediamo così scorrere, sugli ampi pannelli luminosi, immagini delicate e potenti allo stesso tempo, che prefigurano scenari in cui robot sofisticati e macchine sempre più efficienti supporteranno l’uomo in attività come l’agricoltura di precisione, la logistica intelligente, la tutela dell’ambiente, il monitoraggio di ambienti a rischio, la salvaguardia del patrimonio artistico, così come l’entertainement, lo svago, la qualità della vita e del lavoro nelle smart cities, il caregiving di persone anziane o fragili, e così via.

RAISE THE FUTURE era stata ospitata alla manifestazione romana anche nell’edizione 2024: oggi, la mostra si estende ad altre locations di Roma Fotografia Future, avendo così l’opportunità di arrivare a un pubblico estremamente ampio e variegato.

Roma Fotografia Future è un evento realizzato in co-progettazione con il Municipio I Roma Centro, in convenzione con il Ministero della Cultura e in collaborazione con ADR Aeroporti di Roma. “Anche quest’anno la manifestazione si snoderà tra alcuni dei luoghi Roma più visitati, ma da scoprire ancora con nuovi occhi, sempre mettendo al centro l’essere umano: è questa la finalità del nostro evento che in questa terza edizione esplora il tema “Relazioni”, ha affermato Maria Cristina Valeri, presidente di Roma Fotografia.

La manifestazione è stata inaugurata sabato 27 settembre presso la Società Geografica Italiana (Villa Celimontana) nell’ambito del Festival della Letteratura di Viaggio, con un incontro curato dai fotoreporter Luciano del Castillo e Alex Mezzenga sul tema “Riflessioni sul fotoreportage”, e prosegue fino al 30 novembre con diversi appuntamenti in presenza, tra cui un convegno organizzato da RAISE il prossimo 28 novembre al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

La mostra RAISE THE FUTURE offre un interessante spunto di riflessione sulle potenzialità delle tecnologie digitali nel trasferire approcci e obiettivi propri della scienza, cogliendo la sfida posta dai nuovi strumenti di AI per proporre un approccio innovativo alla divulgazione. Frutto di un processo di co-design che ha coinvolto tutta la community del progetto, è realizzata da un team multidisciplinare che include ricercatori e ricercatrici, tecnologi e creativi del Cnr-Ias e del Cnr-Itd, in un progetto corale che ha unito diverse competenze, nonché il supporto dei referenti comunicazione dei quattro Spoke scientifici. La selezione delle immagini è curata dal Team Comunicazione di Spoke 5, sotto la direzione di Marco Faimali.

Il catalogo della mostra è disponibile a questo link.

Innovazione sostenibile: RAISE protagonista al MEDFEST25

RAISE ha partecipato al MEDFEST25, che si è svolto a Olbia dal 25 al 28 settembre, presentando uno stand tematico che presentava l’Ecosistema, con un focus sulle demo tecnologiche dello Spoke 3 per la tutela dell’ambiente, e una tavola rotonda sulle sfide e le opportunità dell’innovazione tecnologica per il Mediterraneo.

La presenza al festival ha consentito di mostrare al pubblico e agli operatori economici come l’ecosistema RAISE stia sviluppando soluzioni avanzate di robotica e intelligenza artificiale, capaci di coniugare sostenibilità, crescita economica e miglioramento della qualità della vita.

Lo stand espositivo ha proposto un percorso interattivo attraverso le applicazioni più recenti di RAISE nel campo dell’ecorobotica e delle tecnologie per la protezione delle risorse naturali. I visitatori hanno avuto l’occasione di confrontarsi direttamente con ricercatori e ricercatrici, approfondendo le prospettive di utilizzo di soluzioni innovative per la gestione dell’aria, dell’acqua e del suolo. L’iniziativa ha offerto un’occasione concreta di divulgazione e trasferimento tecnologico, evidenziando il ruolo di RAISE come ponte tra ricerca scientifica, applicazioni industriali e ricadute sociali.

Il 25 settembre alle 15.30 si è svolta la tavola rotonda “Un ecosistema per sostenere il nostro futuro tecnologico”, organizzata da RAISE e moderata da Massimo Labra (Università di Milano-Bicocca e direttore di NBFC). Al dibattito hanno preso parte Silvia Biasotti (CNR-IMATI), Giulia Bodo (IIT), Marco Faimali (CNR-IAS), Francesca Garaventa (CNR-IAS) e Ilaria Zanardi (CNR-IAS). L’incontro ha approfondito il modello ligure per lo sviluppo di soluzioni basate su robotica e intelligenza artificiale, in grado di supportare la gestione delle città e dei porti, migliorare i servizi sanitari e contribuire alla salvaguardia del patrimonio naturale mediterraneo.

La discussione si è articolata attorno alle cinque aree di intervento strategiche di RAISE: tecnologie urbane inclusive e accessibili, assistenza sanitaria avanzata, ecorobotica per la protezione ambientale, porti intelligenti e sostenibili e percorsi di trasferimento della conoscenza. La partecipazione al MEDFEST ha rappresentato un passaggio fondamentale per valorizzare tali risultati e rafforzare il dialogo con istituzioni, imprese e cittadini.

Il festival ha offerto anche la possibilità di visitare la mostra “Aquae”, allestita dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). L’esposizione ha guidato i visitatori in un viaggio immersivo attraverso l’ambiente marino, mettendo in luce il ruolo essenziale degli oceani: regolano il clima, custodiscono biodiversità straordinaria, sostengono milioni di persone e trasportano la maggior parte dei commerci mondiali. Attraverso esperimenti, modelli, video installazioni e immagini ad alta definizione, il CNR ha raccontato le connessioni tra mare e clima e presentato tecnologie innovative sviluppate per monitorare e proteggere gli ecosistemi marini dagli effetti delle attività umane.

Daniela Ropolo, vicepresidente del MEDFEST, ha evidenziato il valore della collaborazione con RAISE e CNR: «Abbiamo confermato una collaborazione scientifica solida, arricchendo la seconda edizione con nuove proposte di grande interesse. La mostra “Aquae” del CNR ha nuovamente riscosso un grande successo, attirando un pubblico numeroso e curioso. Quest’anno, accanto a essa, lo stand di RAISE ha offerto un ulteriore sguardo sulle potenzialità dell’innovazione, mostrando come ricercatori e ricercatrici stiano lavorando per costruire soluzioni capaci di incidere realmente sul futuro del Mediterraneo. L’innovazione rappresenta oggi un asset strategico del festival e uno stimolo fondamentale per il territorio».

Il MEDFEST è un festival internazionale dedicato alla cultura, alla scienza e all’innovazione del Mediterraneo. Nato per promuovere la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale dell’area, l’evento propone ogni anno un ricco programma di incontri, mostre, laboratori e dibattiti che coinvolgono ricercatori, istituzioni, imprese e cittadini. L’obiettivo è stimolare il dialogo tra saperi e comunità diverse, rafforzare la consapevolezza sull’importanza del Mediterraneo e favorire la diffusione di soluzioni innovative per affrontare le sfide ambientali, sociali ed economiche della regione.

Finaziato dall'Unione Europea Ministero dell'Università e della Ricerca Italia Domani Raise