Ease VR e AquaSense conquistano SMARTcup Liguria

Genova ha ospitato mercoledì 29 ottobre 2025 la finale di SMARTcup Liguria 2025, la competizione che valorizza idee imprenditoriali e progetti innovativi sostenuti da Regione Liguria e gestita da FILSE S.p.A., in collaborazione con l’Università di Genova e PNICube. La giornata ha trasformato il BIC – Incubatore di imprese – in un laboratorio di talento, creatività e visione per il futuro.

Tra i 51 progetti partecipanti, due team, Ease VR e AquaSense, provenienti dal programma di mentorship RAISE Up dello Spoke 5 di RAISE hanno conquistato un posto tra i primi dieci classificati, distinguendosi per qualità tecnica, innovazione e capacità di comunicare efficacemente il valore dei loro progetti.

Ease VR ha raccolto il consenso del pubblico, vincendo il Premio del Pubblico “Marco Paganuzzi”, grazie a una presentazione coinvolgente che ha catturato l’attenzione dei presenti e dimostrato come la realtà virtuale possa trasformare la scienza in esperienza interattiva.

Easy VR e AquaSense conquistano SMARTcup Liguria

La competizione ha mostrato ancora una volta il dinamismo del territorio ligure, capace di generare nuove imprese e sostenere la crescita di giovani innovatori. Durante la finale, gli otto progetti selezionati si sono confrontati davanti a oltre 200 spettatori con l’elevator pitch, una presentazione sintetica e incisiva pensata per illustrare rapidamente le potenzialità dei progetti a investitori e partner. Tra le idee finaliste figuravano startup già costituite e prototipi in fase di sperimentazione pronti a essere lanciati sul mercato.

Una novità di quest’anno ha arricchito l’iniziativa: la SMARTcup Academy, un percorso formativo itinerante che ha attraversato le quattro province della Liguria. Webinar, workshop e sessioni di mentorship hanno fornito strumenti concreti agli aspiranti imprenditori per sviluppare business plan efficaci e affinare le proprie capacità di presentazione, consolidando il legame tra ricerca, innovazione e mercato.

La manifestazione si è avvalsa della collaborazione di 76 partner, tra imprese, università, incubatori, associazioni di categoria ed enti locali, che hanno supportato FILSE nella promozione e nello sviluppo dell’evento. IREN ha confermato il suo ruolo di Main Partner, mentre Nova Connect, Media Partner, ha contribuito alla diffusione dei contenuti e ha consegnato un premio speciale. Anche Liguria Digitale ha valorizzato i momenti più significativi della giornata, mettendo in luce il lavoro dei partecipanti.

Easy VR e AquaSense conquistano SMARTcup Liguria

La finale di SMARTcup ha trasformato il BIC in un luogo dove le idee prendono forma e la creatività diventa azione. I team Ease VR e AquaSense hanno rappresentato al meglio la forza dei progetti RAISE, dimostrando come mentorship, formazione e networking possano trasformare un’idea in risultato concreto.

RAISE al Festival della Scienza 2025

Il Festival della Scienza 2025 ha accolto per il terzo anno consecutivo l’ecosistema dell’innovazione RAISE – Robotics and AI for Socio-economic Empowerment, che ha trasformato il Genova Blue District nel suo RAISE Village, un luogo di incontro tra scienza, tecnologia e creatività.

Con oltre 3000 partecipanti ai laboratori, 500 visitatori alle otto demo robotiche e tecnologiche, più di 300 persone ai cinque aperitivi scientifici, 90 partecipanti alla conferenza di apertura, 2000 visitatori della sala immersiva e 300 spettatori allo spettacolo RAISEmotion, il percorso di RAISE al Festival ha testimoniato un crescente interesse del pubblico verso la ricerca applicata e le sue ricadute sociali.

Il progetto, concepito e coordinato da Università di Genova, Consiglio Nazionale delle Ricerche e Istituto Italiano di Tecnologia, e finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso l’investimento 1.5 (M4C2) del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha presentato un programma ampio e articolato, costruito attorno a un’idea chiara: mostrare come robotica e intelligenza artificiale possano diventare strumenti per migliorare la vita delle persone, sostenere la sostenibilità ambientale e rafforzare la coesione sociale.

Il percorso di RAISE al Festival si è aperto nella Sala delle Donne di Palazzo Ducale con la conferenza “L’Ecosistema RAISE e le Visioni di Domani – Tecnologie emergenti e conoscenza condivisa per migliorare il presente e immaginare il futuro”, che ha riunito 90 partecipanti tra pubblico e addetti ai lavori.

L’incontro, introdotto da Cristina Battaglia, Programme Manager di RAISE, e da Carlo Ferdeghini, presidente del Consiglio scientifico del Festival della Scienza, ha portato sul palco le voci di Silvia Biasotti (CNR–IMATI, Spoke 1), Giulia Bodo (IIT – Rehab Technologies, Spoke 2), Elisa Costa (CNR–IAS, Spoke 3), Francesca Garaventa (CNR–IAS, Spoke 4) e Simona Tirasso (Università di Genova, Spoke 5), moderate dal giornalista Daniele Chieffi.

Le relatrici hanno raccontato le sfide e i risultati dei cinque Spoke che compongono l’ecosistema RAISE: dalla robotica per la sanità e la riabilitazione alla tutela dell’ambiente marino, dalla digitalizzazione dei porti alla formazione per la pubblica amministrazione. Un mosaico di competenze che ha mostrato come l’innovazione possa generare impatto reale, migliorando la qualità della vita e la sostenibilità dei territori.
La tavola rotonda ha offerto uno sguardo concreto sulle prospettive della ricerca e ha ribadito la centralità della collaborazione tra enti pubblici, università, imprese e cittadini.

Il 29 ottobre, nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, RAISEmotion ha unito arte, scienza e tecnologia davanti a 300 spettatori, in una serata dove emozione e conoscenza si sono fuse in un’unica esperienza.

L’evento, introdotto da Cristina Battaglia e presentato da Marco Faimali (CNR–IAS, referente per la comunicazione per lo Spoke 5), ha proposto due performance complementari.

Another Beat, ideata da Lidia Giannuzzi con la compagnia La Pozzanghera, ha esplorato il tema del gemello digitale e dell’interazione uomo-macchina, trasformando il battito del cuore in simbolo di dialogo tra corpo reale e tecnologia.

The Ocean Without Us, firmata dal collettivo Stellare in collaborazione con l’artista Giuseppe La Spada, ha invece dato voce all’oceano, traducendo i dati sulle microplastiche nel Mar Ligure in frequenze sonore e immagini in movimento.

Sul palco e dietro le quinte, ricercatrici e ricercatori di RAISE – tra cui Michela Chiappalone, Veronica Penza e Francesca Garaventa – hanno intrecciato competenze scientifiche e sensibilità artistica, dimostrando come la conoscenza possa diventare racconto visivo, sonoro e teatrale.

RAISEmotion ha restituito la visione più autentica dell’ecosistema: un progetto dove la tecnologia non sostituisce l’uomo, ma lo accompagna, amplificando le sue capacità di comprendere, creare e condividere.

Nel cuore del Genova Blue District, il RAISE Village ha rappresentato per dieci giorni un vero e proprio laboratorio aperto, animato da un pubblico eterogeneo di studenti, famiglie e curiosi di ogni età.

Oltre 3000 persone hanno partecipato ai sei laboratori interattivi, che hanno mostrato i risultati dei cinque Spoke del progetto.

Nel RAISE Living Lab, il pubblico ha esplorato sistemi wearable per la mobilità inclusiva e visori immersivi per l’apprendimento accessibile. HealthTech Lab ha presentato occhiali intelligenti e sedie sensorizzate per la sanità del futuro. Con Un nuovo alleato per gli ecosistemi marini, i visitatori si sono immersi virtualmente nel Mar Ligure, scoprendo come l’intelligenza artificiale aiuti a studiare il comportamento di piccoli organismi marini. La scienza a portata di mano, a cura di Outdoor Portofino, ha fatto conoscere i sensori Meteo-Tracker, che permettono a chiunque di contribuire alla raccolta di dati ambientali. In Oltre il corpo, dentro il futuro, la Fondazione Italiana Sclerosi Multipla ha mostrato come la realtà virtuale possa migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità. Infine, con Gemelli digitali in azione, il pubblico ha scoperto come robotica e IA supportino la riabilitazione post-ictus attraverso modelli digitali personalizzati.

Dal 31 ottobre al 2 novembre, più di 500 visitatori hanno preso parte a RAISE Action, tre giornate interamente dedicate alle demo robotiche e tecnologiche. Ricercatrici, ricercatori e imprese hanno mostrato dal vivo otto diverse applicazioni, rendendo tangibili i risultati della collaborazione tra ricerca e industria.

Tra queste, il sistema FitFES sviluppato da FDG (Spoke 2) ha illustrato come la stimolazione elettrica possa supportare il recupero motorio, mentre il robot collaborativo R1 di IIT HSP (Spoke 2) ha dimostrato capacità di interazione con persone e oggetti, riconoscendo gesti e movimenti. Il ROSSINI Project (INFN, Spoke 4) ha portato in scena un robot progettato per ispezioni remote in contesti di sicurezza nucleare, e il sistema di 3D Markerless MR/CT and US Image Registration di ESAOTE (Spoke 2) ha mostrato l’integrazione tra imaging medico e intelligenza artificiale per una diagnostica avanzata e più precisa.

Non sono mancati esempi di innovazione per la città e il territorio: il Geolocated Data Visualization Portal, l’app Track Urban Accessibility (TUA) e l’Arte tattile, sviluppati da ETT (Spoke 1), hanno combinato accessibilità urbana e interazione sensoriale. Sempre ETT (Spoke 3) ha presentato il Digital Twin del Mare, una rappresentazione tridimensionale dell’ambiente marino utile per una gestione sostenibile delle risorse, mentre Aitek (Spoke 4) ha illustrato le potenzialità di Port Gate Automation, l’automazione intelligente dei varchi portuali. Infine, il Circle Group (Spoke 4) ha mostrato tecnologie e innovazioni nei servizi portuali volte a ottimizzare i flussi logistici e ridurre l’impatto ambientale.

Con queste dimostrazioni, RAISE Action ha chiuso il percorso del Village con una partecipazione ampia e entusiasta, trasformando il Blue District in uno spazio condiviso dove la ricerca scientifica è diventata esperienza diretta, conoscenza accessibile e dialogo aperto tra tecnologia e società.

Ogni sera, al tramonto, il RAISE Village ha accolto oltre 300 persone complessive nei cinque “aperitivi scientifici”: incontri informali ma profondi, dedicati a temi che uniscono etica, tecnologia e futuro.

Tra i protagonisti, Antonio Sgorbissa con “Tirate fuori i robot veri!”, Annalisa Barla con “Le frontiere etiche dell’intelligenza artificiale”, Maura Casadio e Matteo Moro con “Il linguaggio del movimento umano”, Rosanna Turrisi con “L’intelligenza artificiale alleata della medicina” e Marco Faimali con “Ecorobotica, benvenuta!”. Questi momenti di confronto hanno unito curiosità e riflessione, mostrando il volto più accessibile e umano della scienza.

RAISE Village al Festival della Scienza, ha inoltre ospitato l’ambiente immersivo RAISE More than human che ha accolto circa 2000 visitatori in un’esperienza che ha unito arte, ricerca e tecnologia, guidandoli alla scoperta dell’ecosistema RAISE attraverso robot, droni, sensori, modelli 3D, videogiochi e piattaforme digitali. Immagini, suoni e testimonianze hanno mostrato le connessioni tra intelligenza artificiale, ecosistemi naturali e comunità umane, rivelando come la ricerca scientifica possa diventare motore di innovazione e benessere. Il percorso ha illustrato come le tecnologie sviluppate nei laboratori liguri trovino applicazione concreta nella vita quotidiana, dalla salute alla mobilità intelligente, dalla sostenibilità ambientale alla qualità dei servizi urbani, permettendo ai visitatori di esplorare aree tematiche come eco-robotica, dispositivi per la salute personalizzata, logistica automatizzata, robotica educativa e sistemi di assistenza medica e turistica.

Con oltre 6000 partecipanti complessivi tra mostre, laboratori, demo, spettacoli e incontri, la presenza di RAISE al Festival della Scienza 2025 ha rappresentato un’occasione di crescita condivisa.

L’ecosistema ha mostrato come la collaborazione tra discipline, istituzioni e territori possa generare innovazione concreta e accessibile. Il RAISE Village ha offerto un’esperienza immersiva e inclusiva, dove la scienza ha dialogato con l’arte, la tecnologia e la società.

RAISE ha raccontato il futuro non come un orizzonte lontano, ma come una costruzione collettiva, fatta di ricerca, partecipazione e fiducia nel potenziale umano.

RAISE porta l’innovazione urbana allo Smart City Expo 2025

Dal 4 al 6 novembre 2025, RAISE ha preso parte allo Smart City Expo World Congress di Barcellona, il principale appuntamento internazionale dedicato alle città intelligenti e all’innovazione urbana. La presenza del progetto si è concretizzata in un ampio stand espositivo, animato dagli Spoke 1 e Spoke 4, che hanno presentato soluzioni e tecnologie dedicate alla trasformazione sostenibile degli ecosistemi urbani.

Lo spazio RAISE ha accolto ricercatrici, ricercatori e professionisti provenienti da diversi ambiti della ricerca e dell’industria. I visitatori hanno potuto esplorare sei aree demo interattive, dove i team dei due Spoke hanno illustrato applicazioni concrete di robotica, intelligenza artificiale e tecnologie digitali al servizio delle città e dei cittadini.

Lo Spoke 1 ha mostrato strumenti per la rappresentazione digitale degli ambienti urbani, modelli predittivi per la gestione energetica, soluzioni per la mobilità sostenibile e piattaforme inclusive pensate per favorire la partecipazione civica. Lo Spoke 4 ha portato a Barcellona robot terrestri, marittimi, subacquei e aerei, insieme a sistemi di intelligenza artificiale sviluppati per migliorare la sicurezza delle attività portuali e rendere più efficiente la gestione del traffico merci e passeggeri.

RAISE porta l’innovazione urbana allo Smart City Expo 2025
Talk in collaborazione con WillEasy

Il 5 novembre, RAISE ha organizzato un mini workshop dedicato all’inclusione urbana con coinvolgimento di stakeholder esterni strettamente legati ai temi dello Spoke. All’incontro, intitolato “Technologies for Citizens: Opportunities and Challenges to Improve Well-being in Urban Context” e moderato da Michela Spagnuolo (CNR-IMATI), hanno partecipato come Partner RAISE Davide Esposito (IIT-UVIP), Michela Mortara (CNR-IMATI) e Antonio Novellino (ETT), e come Partner esterni il Prof. Takehiko Nagumo (Smart City Institute, Yokohama, Japan), il Dott. Giampiero Biamino (Comune di Genova) e William De Negro (WillEasy, Udine) con Glauco Miniussi (OVER.AI, Udine). Il dibattito ha esplorato le opportunità offerte dalle tecnologie emergenti per migliorare la qualità della vita nelle città, con un’attenzione particolare all’accessibilità, alla partecipazione e alla definizione di metriche qualitative e quantitative per la valutazione del senso di benessere.

RAISE porta l’innovazione urbana allo Smart City Expo 2025
Prof. Takehiko Nagumo durante il talk

Il 6 novembre, sul palco principale del congresso, si è svolta la Break-out Session ufficiale “Robotics and AI for Socio-Economic Empowerment: Urban Well-being and Smart Ports”, guidata da Michela Spagnuolo (CNR-IMATI) e Davide Giglio (UNIGE). La sessione ha messo in luce il contributo di RAISE alla costruzione di città più inclusive e resilienti, con porti smart e sostenibili, illustrando come l’intelligenza artificiale e la robotica possano rafforzare il benessere urbano e al tempo stesso promuovere nuove opportunità socio-economiche.

Nel corso dell’evento, 51 ricercatrici e ricercatori appartenenti a 16 gruppi di ricerca hanno presentato 14 dimostrazioni tecnologiche, frutto della collaborazione tra enti pubblici, università e imprese. Le presentazioni hanno evidenziato l’impatto concreto delle innovazioni sviluppate da RAISE: dall’analisi dei dati territoriali alla pianificazione sostenibile, fino ai robot collaborativi per la sicurezza e l’efficienza degli spazi urbani.

La partecipazione allo Smart City Expo 2025 ha offerto a RAISE un’importante occasione di dialogo e networking internazionale, consolidando la presenza del progetto nel panorama europeo dell’innovazione. Le giornate di Barcellona hanno mostrato la forza di un ecosistema capace di unire ricerca scientifica, tecnologie emergenti e visione sociale, con l’obiettivo di rendere le città più accessibili, partecipative e orientate al benessere delle persone.

Il futuro di RAISE è già realtà: un viaggio tra innovazione, tecnologia e scienza

Immagina un mondo in cui la ricerca scientifica prende forma davanti ai tuoi occhi, dove la tecnologia non resta confinata nei laboratori, ma diventa uno strumento concreto per esplorare, proteggere e comprendere l’ambiente che ci circonda.

Il video “Il futuro di RAISE è già realtà” accompagna in questo viaggio, mostrando progetti che uniscono innovazione, partecipazione e impatto reale sulla società. Ogni scena racconta storie di robot, sensori, droni e intelligenza artificiale che interagiscono con cittadini, studenti e ricercatori, trasformando la scienza in esperienza viva e tangibile.

Lo Spoke 2 apre la strada. Nei laboratori della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla a Genova, il progetto AI-MOKa osserva i gesti quotidiani, come la preparazione del caffè, grazie a sensori indossabili e algoritmi intelligenti. Qui, la tecnologia diventa alleata delle persone, un ponte tra ricerca e vita reale, dimostrando come l’innovazione possa arricchire attività di tutti i giorni e supportare la comprensione dei comportamenti umani.

Dal laboratorio al mare e alla terra, lo Spoke 3 porta la tecnologia negli spazi naturali e culturali. L’avventura di Be.Ci.S (Outdoor Portofino) conduce lungo la costa di Bogliasco, dove cittadini e appassionati, armati di kayak e stand up paddle, diventano esploratori scientifici, raccogliendo dati ambientali con strumenti facili da usare. Nelle vigne liguri, robot specializzati (IIT e Infosolution) si muovono tra i filari, perfezionando la potatura invernale e mostrando come l’agricoltura di precisione possa rendere più efficiente e sostenibile il lavoro degli agricoltori. I droni e i robot (UniGe e Infosolution) entrano anche nelle chiese storiche, come San Giovanni Battista ad Aggio, per rilevare danni post-sisma, aprendo nuove strade per la tutela del patrimonio artistico. Sotto la superficie marina, NEPTUNE™ esplora l’Area Marina Protetta di Portofino, raccogliendo immagini e dati che si integrano in tempo reale con piattaforme digitali, trasformando ogni immersione in una missione scientifica di precisione.

Lo Spoke 4 porta la robotica tra le persone. Spot (UniGe), il robot quadrupede, esplora i porti con agilità, costruisce mappe tridimensionali e consente agli operatori di guidarlo anche a distanza tramite realtà virtuale. All’Acquario di Genova, Pepper (UniGe) e Alter-Ego (IIT), robot umanoidi, interagiscono con i visitatori. Raccontano la vita delle barriere coralline, i segreti dei cetacei, stimolano curiosità e invitano a scoprire contenuti digitali interattivi, trasformando la visita in un’esperienza immersiva. La Testing facility (UniGe) completa lo Spoke 4, offrendo uno spazio sicuro e versatile per testare droni, robot e sistemi di raccolta dati, anticipando le future applicazioni operative.

Infine, lo Spoke 5 apre le porte alla partecipazione attiva. BotBid (UniGe) coinvolge studenti delle scuole secondarie della Liguria e di Sassari in seminari, esperimenti e attività pratiche, mostrando come la ricerca scientifica possa diventare esperienza condivisa, stimolare curiosità e promuovere la transizione ecologica e digitale.

Il video racconta un ecosistema in movimento, dove ogni progetto interagisce con gli altri e dove la tecnologia diventa esperienza concreta, dal mare alla terra, dai laboratori alle scuole. RAISE non immagina solo il futuro: lo costruisce oggi, trasformando la scienza in azione e offrendo a tutti la possibilità di vedere, capire e vivere l’innovazione in prima persona.

RAISE More than human: un viaggio immersivo nell’ecosistema RAISE

Al Genova Blue District, dal 23 ottobre al 2 novembre, l’ambiente immersivo “RAISE More than human” ha accolto i visitatori del Festival della Scienza 2025, con un viaggio emozionale nel ecosistema RAISE.

Il concetto del design “More than human” è stato scelto per quest’anno come filo conduttore dell’ambiente immersivo, per evidenziare una visione ecosistemica, complessa, olistica di RAISE, che mette in relazione gli esseri viventi, con gli ecosistemi, naturali ed urbani, integrando la tecnologia, non solo a servizio dell’essere umano, ma anche per la cura dell’ambiente, con le sue diverse specie viventi.

Nel flusso di immagini, sono state inserite quindi foto da laboratorio di biologia marina, immagini di diagnostica del cuore umano, modelli tridimensionali di fondali marini, riprese con ROV di foreste di gorgonie e della fauna dell’Area Marina Protetta di Portofino, etc.

Una esperienza multimediale, tra robot, droni, sensori, modelli 3D, app, videogiochi, piattaforme digitali e intelligenza artificiale, ma anche persone ed altri esseri viventi degli ecosistemi naturali di RAISE.

Attraverso proiezioni multimediali su quattro pareti, sono state presentate le tecnologie urbane, i dispositivi per il monitoraggio della salute personalizzata, l’eco-robotica, con rilievi 4D per la tutela dell’ambiente, i robot e modelli per logistica, la didattica, l’assistenza medica e accoglienza turistica.

Le immagini sono state inoltre integrate con i numeri, evidenziando i risultati concreti di RAISE.

L’ambiente immersivo ha offerto ai visitatori una chiave per aprire le porte al mondo di RAISE e scoprire come istituzioni, enti di ricerca, università e aziende italiane collaborino per generare un cambiamento positivo, dando forma a un nuovo modello di sviluppo sostenibile.

La proiezione di RAISE More than human ha poi dialogato visivamente con le demo, ovvero le dimostrazioni da parte di ricercatori e ricercatori in loco, con robot, app, sensori, occhiali AR, visori e altre tecnologie di RAISE.

RAISE More than human è una sintesi multimediale di tutto quello che RAISE ha prodotto come risultati ad oggi, in tutti i suoi Spoke: un’opera corale resa possibile dal contributo di oltre 100 persone di RAISE, che hanno condiviso contenuti, come modelli 3D, foto ed immagini di diagnostica, utilizzati in modo completamente nuovo grazie al lavoro di montaggio di ETT e ad una sceneggiatura originale, di ETT e CNR-IAS, specifica per la sala immersiva del Genova Blu District.

RAISE Action ha portato l’innovazione al Festival della Scienza

Dal 31 ottobre al 2 novembre 2025 il Genova Blue District ha ospitato RAISE Action, tre giornate dedicate alla scoperta delle tecnologie più avanzate sviluppate all’interno dell’ecosistema dell’innovazione RAISE.

L’evento ha chiuso il percorso del RAISE Village al Festival della Scienza 2025, trasformando gli spazi del Blue District in un laboratorio interattivo dove pubblico, ricercatori e imprese hanno condiviso esperienze, idee e prototipi nati dalla collaborazione tra ricerca e tecnologia.

RAISE Action ha offerto al pubblico un’immersione nel mondo della robotica, dell’intelligenza artificiale e della trasformazione digitale. Le ricercatrici e i ricercatori delle università, degli enti di ricerca e delle aziende partner hanno presentato soluzioni pensate per migliorare la qualità della vita, rendere più sostenibili i processi produttivi e rispondere alle grandi sfide ambientali e sociali del presente.

Durante le dimostrazioni, i visitatori hanno potuto osservare robot mobili e collaborativi, interfacce intelligenti, sensori avanzati e sistemi di intelligenza artificiale all’opera. Gli esperti hanno raccontato in prima persona come nascono i robot, quali problemi affrontano durante la fase di sviluppo e quali scenari applicativi aprono le nuove tecnologie. L’esperienza ha unito racconto scientifico e sperimentazione diretta, coinvolgendo persone di tutte le età in un dialogo aperto tra ricerca e società.

Le demo presentate nei tre giorni hanno illustrato la varietà e la ricchezza dei progetti attivi in RAISE:
FitFES – presentata da FDG (Spoke 2) – ha mostrato un innovativo sistema di stimolazione elettrica funzionale per il recupero motorio.
R1 – Interazione con persone e oggetti – sviluppata da IIT HSP (Spoke 2) – ha dimostrato come i robot possano collaborare con l’uomo in ambienti reali, comprendendo gesti e movimenti.
The ROSSINI Project (Remotely-operated On-board Inspections for Special Nuclear Material) – a cura di INFN (Spoke 4) – ha illustrato un sistema robotico per l’ispezione remota in contesti di sicurezza nucleare.
3D Markerless MR/CT and US Image Registration – presentata da ESAOTE (Spoke 2) – ha evidenziato l’integrazione tra imaging medico e intelligenza artificiale per una diagnostica più precisa.
Geolocated Data Visualization Portal, App “Track Urban Accessibility (TUA)” e Arte tattile – presentate da ETT (Spoke 1) – hanno offerto al pubblico tre dimostrazioni complementari, proposte in sequenza, dedicate alla visualizzazione dei dati, all’accessibilità urbana e all’incontro tra tecnologia e creatività artistica.
Digital Twin del Mare – realizzato da ETT (Spoke 3) – ha offerto una visione tridimensionale e dinamica dell’ambiente marino, utile per la gestione sostenibile delle risorse.
Port Gate Automation – a cura di Aitek (Spoke 4) – ha presentato soluzioni per l’automazione intelligente dei varchi portuali.
Tecnologie e innovazioni nei servizi portuali – illustrate da Circle Group (Spoke 4) – hanno mostrato strumenti per ottimizzare i flussi logistici e migliorare l’efficienza delle attività marittime.

Attraverso RAISE Action, la ricerca scientifica ha incontrato la curiosità del pubblico, trasformandosi in esperienza tangibile e accessibile. Il Blue District si è riempito di studenti, famiglie, professionisti e appassionati, tutti accomunati dal desiderio di comprendere da vicino come l’innovazione possa contribuire a un futuro più sostenibile.

Con RAISE Action, il viaggio di RAISE al Festival della Scienza si è concluso in un clima di entusiasmo e partecipazione, confermando il ruolo dell’ecosistema come motore di ricerca, creatività e collaborazione al servizio della società.

L’intelligenza artificiale alleata della medicina

Venerdì 31 ottobre 2025, il Genova Blue District ha ospitato un nuovo appuntamento del ciclo di AperiRAISE, gli aperitivi scientifici organizzati da RAISE nell’ambito del Festival della Scienza 2025.

L’incontro, intitolato “L’intelligenza artificiale alleata della medicina. Come sta cambiando il futuro della salute”, ha offerto al pubblico l’occasione di affrontare un tema di grande attualità in un clima conviviale, dove la scienza è diventata argomento di conversazione, come tra amici al bar.

Protagonista della serata è stata Rosanna Turrisi, ricercatrice dell’Istituto di Matematica Applicata e Tecnologie Informatiche (IMATI) del CNR, che ha condotto i partecipanti in un viaggio affascinante tra dati, algoritmi e scoperte scientifiche. Con linguaggio chiaro e appassionato, Turrisi ha mostrato come l’intelligenza artificiale stia già cambiando il modo in cui la medicina osserva, comprende e affronta le malattie.

L’incontro è iniziato con una domanda semplice ma cruciale: che cosa accade quando l’intelligenza artificiale entra in ospedale? Non si tratta di robot che sostituiscono i medici, ma di strumenti che li affiancano nelle decisioni più delicate. L’IA, ha spiegato Turrisi, può analizzare enormi quantità di dati clinici, riconoscere segnali invisibili all’occhio umano e suggerire diagnosi e prognosi con rapidità straordinaria. Tuttavia, insieme alle opportunità emergono anche nuove responsabilità: la tutela della privacy, la qualità dei dati e la necessità di evitare bias che potrebbero introdurre disuguaglianze.

Durante l’aperitivo, la ricercatrice ha illustrato alcuni esempi concreti di applicazioni dell’intelligenza artificiale in campo medico, con particolare attenzione alle neuroscienze. Gli algoritmi, infatti, possono oggi supportare la diagnosi e la prognosi delle malattie neurodegenerative, individuando pattern complessi in immagini cerebrali o tracciati clinici che sfuggono all’osservazione umana.

Un momento di grande interesse è stato dedicato all’IA generativa, una delle frontiere più promettenti della ricerca. Grazie alla capacità di creare immagini mediche sintetiche, questa tecnologia consente di ampliare i dataset mantenendo la privacy dei pazienti e migliorando al tempo stesso l’accuratezza dei modelli predittivi. Una risorsa che apre prospettive importanti per la medicina personalizzata e per la ricerca clinica.

Il pubblico, numeroso e partecipe, ha seguito con attenzione la conversazione, ponendo domande e condividendo riflessioni sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella società contemporanea. L’atmosfera informale dell’AperiRAISE ha reso il dialogo diretto e stimolante, trasformando un tema complesso in un’esperienza accessibile e curiosa.

Rosanna Turrisi ha commentato al termine del suo intervento: “Sono sempre belli questi momenti di condivisione, soprattutto quando c’è tanta partecipazione e si crea un ambiente stimolante e amichevole. Spero che questo talk abbia contribuito a rafforzare la fiducia verso l’IA in ambito medico e a capire meglio il ruolo del medico e del ricercatore.”

La serata si è conclusa tra applausi e nuove domande, segno di un interesse crescente per un tema che unisce etica, innovazione e futuro della cura. AperiRAISE ha confermato ancora una volta la forza di un format capace di portare la scienza fuori dai laboratori e dentro la vita di ogni giorno, creando ponti tra ricerca, tecnologia e comunità.

Ecorobotica, benvenuta! Intelligenza artificiale e robot al servizio dell’ambiente

Venerdì 1° novembre 2025, il Genova Blue District ha ospitato l’ultimo appuntamento del ciclo di AperiRAISE, gli aperitivi scientifici organizzati da RAISE all’interno del Festival della Scienza 2025.

L’incontro, intitolato “Ecorobotica, benvenuta! IA e robot al servizio dell’ambiente”, ha accompagnato il pubblico in un viaggio tra tecnologia e natura, esplorando il modo in cui l’intelligenza artificiale e la robotica stanno trasformando la ricerca ambientale e la protezione del pianeta.

Protagonista dell’aperitivo è stato Marco Faimali, Direttore dell’Istituto per gli Impatti Antropici e la Sostenibilità in Ambiente Marino del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IAS-CNR) e coordinatore dello Spoke 3 di RAISE. Con passione e chiarezza, Faimali ha raccontato come sia nata l’Ecorobotica, una nuova disciplina che unisce robotica collaborativa e sostenibilità ambientale per studiare, monitorare e tutelare aria, acqua e terra.

Durante l’incontro, il ricercatore ha mostrato come la tecnologia possa diventare un’alleata dell’ambiente, capace di raccogliere dati in tempo reale, esplorare ecosistemi remoti e supportare la ricerca scientifica in scenari complessi. Dalla spedizione in Antartide, dove l’Ecorobotica ha preso forma, fino ai progetti più recenti di RAISE, il pubblico ha scoperto strumenti e metodologie che innovano il modo di osservare e comprendere il nostro pianeta.

“Stiamo vivendo una transizione tecnologica che ridefinisce i rapporti tra persone, ambiente e conoscenza,” ha osservato Marco Faimali. “La sfida dell’Ecorobotica nasce proprio da qui: unire competenze scientifiche avanzate e sensibilità ecologica, per immaginare un futuro in cui l’innovazione diventa anche cura del territorio e valorizzazione del capitale naturale.”

Nel suo intervento, Faimali ha invitato a superare la visione di una tecnologia distante o astratta, per riconoscerla invece come parte integrante di un equilibrio sostenibile tra progresso e natura, tra intelligenza artificiale e intelligenza ecologica.

Questo approccio, ha spiegato, rappresenta la base di una nuova cultura della sostenibilità che non contrappone l’uomo alla macchina, ma costruisce una collaborazione armoniosa al servizio del bene comune.

L’atmosfera rilassata dell’AperiRAISE ha favorito un dialogo autentico tra pubblico e relatore. Bicchiere alla mano, i partecipanti hanno ascoltato, domandato, riflettuto su come l’innovazione possa migliorare la qualità della vita e la relazione con l’ambiente.

“È stato bellissimo avere il tempo per parlare davvero con le persone – ha commentato Marco Faimali a fine incontro -. Oggi tutto scorre veloce, ma qui ho potuto raccontare, ascoltare e costruire un legame con chi mi stava davanti. Fare divulgazione così, sorseggiando un buon aperitivo, è un format perfetto.”

Il ciclo AperiRAISE ha confermato ancora una volta la forza della divulgazione quando incontra la convivialità: cinque serate in cui la scienza si è mescolata al quotidiano, trasformando temi complessi in conversazioni aperte e accessibili.

Con “Ecorobotica, benvenuta!”, RAISE ha chiuso il suo percorso al Festival della Scienza con un messaggio chiaro e ispirante: la tecnologia può essere uno strumento di ascolto, cura e connessione tra le persone e il pianeta che abitiamo.

Il linguaggio del movimento umano: l’AI entra in scena all’AperiRAISE

Giovedì 30 ottobre 2025, il Genova Blue District ha ospitato un nuovo appuntamento del ciclo di AperiRAISE, gli aperitivi scientifici organizzati da RAISE all’interno del Festival della Scienza 2025.

L’incontro, dedicato al tema “Il linguaggio del movimento umano: decodificarlo con l’IA e la tecnologia”, ha trasformato l’atmosfera conviviale di un aperitivo in un’occasione di dialogo tra ricerca, innovazione e curiosità quotidiana.

Il pubblico ha riempito la sala per scoprire come neuroscienze, sport, riabilitazione e intelligenza artificiale si intreccino in un ambito di studio affascinante e in continua evoluzione: quello del movimento umano.

A guidare la conversazione sono stati Maura Casadio, professoressa di Bioingegneria presso l’Università di Genova, e Matteo Moro, ricercatore in Informatica presso lo stesso ateneo e membro del MaLGa Center.

I relatori hanno raccontato come, per decenni, analizzare i gesti abbia richiesto complesse apparecchiature di laboratorio: marcatori applicati sul corpo, telecamere a infrarossi, ambienti controllati. Un approccio preciso, ma lontano dal naturale fluire della vita reale. Oggi, grazie ai progressi della computer vision e dell’intelligenza artificiale, il paradigma è cambiato. Bastano semplici video – persino ripresi da uno smartphone – per ricostruire con accuratezza sorprendente la postura e i movimenti di una persona, senza sensori invasivi né vincoli di laboratorio.

Durante la serata, Casadio e Moro hanno mostrato come queste tecnologie siano già entrate nella pratica clinica e nella ricerca applicata: dall’analisi del cammino alla valutazione dei movimenti dei neonati prematuri, fino al supporto ai medici nella diagnosi differenziale tra crisi epilettiche e parasonnie. Attraverso esempi concreti, hanno illustrato come algoritmi e dati possano aiutare a comprendere meglio il corpo e il cervello, migliorare i percorsi di riabilitazione e fornire strumenti innovativi agli specialisti.

L’incontro ha offerto ai partecipanti un modo nuovo di avvicinarsi alla scienza: con la semplicità e la curiosità di una conversazione tra amici. Tra un calice e una domanda, il pubblico ha potuto toccare con mano come la ricerca di frontiera possa essere raccontata con linguaggio accessibile, restando però rigorosa e profondamente umana.

I relatori hanno commentato al termine della serata: “Abbiamo avuto il piacere di partecipare a un aperitivo scientifico nell’ambito del progetto RAISE, con una presentazione dedicata a “Il linguaggio del movimento umano: decodificarlo con l’IA e la tecnologia”. È stata un’occasione speciale per condividere i risultati della nostra ricerca in un contesto informale e divulgativo, in cui il pubblico si è mostrato partecipe, curioso e interessato. Le domande e le riflessioni emerse ci hanno offerto nuovi punti di vista sull’impatto e le
prospettive future del nostro lavoro. Siamo molto felici di aver potuto dialogare in modo diretto con persone interessate ai temi dell’intelligenza artificiale e del movimento umano”.

La serata si è conclusa con un applauso caloroso e molti spunti di riflessione: su come il gesto, la postura e il movimento racchiudano un linguaggio universale che la scienza oggi sa finalmente decifrare, restituendoci una visione più profonda e concreta del rapporto tra esseri umani e tecnologia.

L’AperiRAISE ha confermato ancora una volta la forza di un approccio che unisce divulgazione, convivialità e innovazione. Portare la scienza fuori dai laboratori e dentro la quotidianità significa non solo condividere risultati, ma costruire consapevolezza e fiducia nel potenziale delle tecnologie nate sul territorio.

RAISEmotion porta arte e scienza in scena al Festival della Scienza

Mercoledì 29 ottobre, nella maestosa Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, RAISEmotion ha trasformato il cuore di Genova in un palcoscenico dove ricerca e creatività si sono fuse in un’esperienza sensoriale e poetica.

L’evento, parte del programma del Festival della Scienza 2025, ha presentato le performance The Ocean Without Us e Another Beat, due narrazioni che hanno intrecciato linguaggi artistici e visioni scientifiche, mostrando come la conoscenza possa prendere forma attraverso la musica, le immagini e il teatro.

La serata, introdotta da Cristina Battaglia, Programme Manager di RAISE, e presentata da Marco Faimali del CNR, leader dello Spoke 3, ha guidato il pubblico in un percorso che unisce emozione, ricerca e consapevolezza.

Michela Chiappalone (IIT, Università di Genova e Ospedale San Martino) e Veronica Penza (IIT, Spoke 2), insieme a Francesca Garaventa (CNR-IAS, Spoke 3), hanno offerto una lettura scientifica delle opere, restituendo la complessità dei temi affrontati e il valore della collaborazione tra discipline.

La prima performance, Another Beat, ideata e diretta da Lidia Giannuzzi con la compagnia La Pozzanghera, ha spostato l’attenzione dal mare al corpo umano, esplorando il tema del gemello digitale. Sul palco, il battito del cuore è diventato metafora di dialogo tra l’uomo e la tecnologia: una partitura di luci, suoni e parole che ha messo in scena la possibilità di un futuro in cui l’innovazione medica accompagna la vita, senza mai sostituirla. Gli attori Domenico Baldini, Roberta De Donatis, Francesco Maria Giacobbe e Martina Pittaluga hanno incarnato la tensione tra il cuore reale e quello virtuale, restituendo al pubblico un racconto intimo e universale sul significato di essere vivi

La seconda performance, The Ocean Without Us, firmata dal collettivo Stellare in collaborazione con l’artista Giuseppe La Spada, ha condotto gli spettatori in un viaggio immersivo attraverso le profondità del mare e i dati che raccontano la sua fragilità. I suoni, generati dal software Ocean sviluppato con Emilio Pozzolini, hanno tradotto le concentrazioni di microplastiche nel Mar Ligure in frequenze e variazioni sonore, dando voce a un oceano in trasformazione. Tra proiezioni fluide e armonie elettroniche, l’opera ha evocato un mare che respira, soffre e si rigenera, restituendo in forma sensoriale la ricerca condotta all’interno dello Spoke 3 di RAISE dedicato alla protezione e cura dell’ambiente.

“Another beat, un altro battito, quello di un cuore gemello, un cuore gemello digitale, su cui provare, sperimentare, testare cure, interventi. Un tentativo di dare una voce teatrale a quello che la ricerca sta già facendo. Una grande speranza per noi tutti che viene dalla scienza” ha commentato Lidia Giannuzzi della Compagnia la Pozzanghera.

Maria Pina Usai, curatrice per la performance The ocean without us ha dichiarato al termine dello spettacolo “The Ocean Without Us prende forma dall’incontro tra due pratiche di ricerca – scientifica e artistica – che pur operando attraverso linguaggi differenti, condividono più di quanto si pensi: rigore metodologico, tensione verso l’ignoto, disponibilità all’imprevisto, trasmissione evolutiva dei propri esiti. In entrambe, l’atto di indagine implica la capacità di interpretare dati e segni del reale attraverso studio e competenza oltre che sensibilità e intuizione. In questa prospettiva, l’arte non si limita a comunicare la scienza, ma ne accompagna il percorso di conoscenza, traducendola in esperienza estetica e percettiva. Come nel romanzo di Alan Weisman da cui trae ispirazione, la performance audiovisiva The Ocean Without Us non mira a fornire risposte, ma a generare domande, invitando il pubblico a un esercizio di consapevolezza e responsabilità nei confronti del mondo di cui siamo parte”.

Entrambe le opere hanno espresso con forza l’essenza di RAISE, l’ecosistema dell’innovazione che promuove il dialogo tra scienza, tecnologia e società. In questa serata, l’arte ha dato corpo alle domande della ricerca e la ricerca ha trovato una nuova voce attraverso la sensibilità artistica.

Il pubblico ha accolto con partecipazione le due performance, riconoscendo nel linguaggio condiviso di RAISEmotion un’occasione di riflessione e stupore. L’incontro tra scienziati e artisti ha mostrato come la conoscenza, quando si apre alla creatività, possa trasformarsi in esperienza collettiva e in visione del futuro.

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