RAISE: la formazione per lo sviluppo del territorio

Il Training Program RAISE, nel suo complesso, ha rafforzato il ruolo della formazione come motore dell’innovazione territoriale. Le attività hanno creato connessioni tra ricerca, istituzioni e società, diffondendo competenze strategiche e alimentando una cultura tecnologica condivisa. Il progetto ha contribuito a rendere la Liguria un laboratorio dinamico in cui conoscenza, sperimentazione e applicazione hanno indicato la strada verso uno sviluppo sostenibile e orientato al futuro.

Il Training Program ha offerto percorsi di alta formazione a studenti, dottorandi, ricercatori, insegnanti, professionisti delle PMI e al personale della Pubblica Amministrazione. Il programma si è articolato in otto progetti, differenziati per contenuti, durata e destinatari, così da rispondere in modo mirato alle diverse esigenze formative.

I dati provenienti dal Training Program realizzato da RAISE nell’ambito dello Spoke 5 mostrano con chiarezza la capacità dell’ecosistema ligure di tradurre la visione e la ricerca in competenze diffuse, una partecipazione ampia e risultati misurabili. I percorsi dedicati all’intelligenza artificiale e alla robotica hanno coinvolto comunità accademiche, pubbliche amministrazioni, scuole e professionisti, rafforzando un tessuto territoriale che riconosce nell’innovazione una leva concreta di sviluppo.

L’iniziativa ha sviluppato 973 ore di attività, tra formazione online ed eventi in presenza, e ha raggiunto 7673 partecipanti. La componente digitale ha attratto 5741 persone, mentre workshop e incontri sul territorio hanno coinvolto altre 1959 presenze, creando occasioni di confronto diretto e di trasferimento di competenze. Il modello didattico, ospitato sulla piattaforma Moodle, ha valorizzato l’interazione, la personalizzazione e l’apprendimento esperienziale attraverso unità didattiche brevi, contenuti multimediali e strumenti di valutazione continua.

Studenti universitari e dipendenti della pubblica amministrazione hanno rappresentato il cuore della partecipazione, con quote rispettivamente pari al 42% e al 43%. Insegnanti, dottorandi, studenti di master e lavoratori delle PMI hanno contribuito a un ampio e interdisciplinare ecosistema formativo. Il profilo dei partecipanti mostra una forte presenza di diplomati e laureati e restituisce l’immagine di una platea motivata a rafforzare le competenze digitali e trasversali.

L’impatto del programma emerge con forza dai risultati: 2308 corsi completati online e 1936 Open Badge rilasciati, legati alle competenze sviluppate. Gli studenti dell’Università di Genova, provenienti da 65 diversi percorsi accademici, hanno inserito 1591 corsi RAISE nei propri piani di studio, a conferma della piena integrazione tra formazione progettuale e didattica formale. La partecipazione femminile ha raggiunto il 52% del totale, superando i parametri previsti e confermando l’attenzione del progetto all’equilibrio di genere nelle discipline tecnologiche.

Tra i singoli percorsi, P4 (Basic AI & Robotics skills at University level) – dedicato allo sviluppo di competenze di base in intelligenza artificiale e robotica per studenti universitari e cittadini interessati – si è distinto per l’ampiezza e la continuità del coinvolgimento. Il programma ha registrato quasi quattromila partecipanti, 1659 corsi completati e 965 Open Badge. L’inserimento dei moduli nei piani di studio ha stimolato una partecipazione costante e ha consolidato il legame tra la formazione RAISE e la carriera accademica.

P5 (AI for Public Administration), orientato a rafforzare la capacità dei dipendenti pubblici di adottare tecnologie innovative nei settori urbani, sanitari, ambientali e portuali, ha avuto un impatto significativo sulla pubblica amministrazione. Oltre mille partecipanti e il coinvolgimento di 313 amministrazioni, tra enti pubblici, comuni, aziende sanitarie e istituzioni culturali, testimoniano la rilevanza del percorso nel sostenere la trasformazione digitale dei servizi.

P1 (RAISE Knowledge Transfer and Entrepreneurship Academy), focalizzato sul trasferimento tecnologico, sulla proprietà intellettuale e sull’imprenditorialità deep tech, ha supportato ricercatori e professionisti nello sviluppo di competenze utili a valorizzare i risultati della ricerca.

P3 (Officinae RAISE), progettato come percorso avanzato di design thinking, business model e storytelling scientifico applicati alla robotica e all’AI, ha coinvolto studenti magistrali e dottorandi in esperienze intensive e collaborative.

P6 (Basic AI&Robotics skills for secondary school), dedicato alla scuola secondaria, ha promosso una comunità di pratica sull’intelligenza artificiale e sulla robotica attraverso la formazione degli insegnanti, i laboratori per gli studenti e lo sviluppo di materiali didattici, contribuendo a diffondere conoscenze tecnologiche fin dalle prime fasi del percorso educativo.

I programmi rivolti alle PMI, P2 (Basic AI & Robotics Applications4SMEs) e P7 (Advanced AI & Robotics Applications4SMEs), hanno perseguito l’obiettivo di favorire l’adozione di soluzioni basate su AI e robotica nei processi produttivi e manageriali delle imprese locali. Il coinvolgimento del target imprenditoriale ha richiesto strategie di ingaggio mirate, ma ha comunque attivato nuclei di partecipanti interessati, soprattutto grazie a incontri in presenza, tavole rotonde e momenti di networking.

P8 (Boosting PhD students’ career), pensato per accompagnare i dottorandi nello sviluppo di competenze scientifiche e trasversali e facilitarne l’ingresso nel mondo del lavoro, ha proposto moduli su open science, comunicazione della ricerca e grant writing, registrando una partecipazione in crescita e una produzione costante di Open Badge.

Battaglia Cristina, Programme Manager RAISE
“Fin dal suo avvio, l’ecosistema RAISE ha scommesso sulla formazione in ambito robotica e intelligenza artificiale, progettando e realizzando un programma ricco di contenuti e diversificato. I numeri dei partecipanti e i riscontri raccolti hanno confermato l’importanza e la strategicità dello sviluppo e del consolidamento delle competenze nei settori di riferimento di RAISE. Attraverso il Training Program, l’ecosistema RAISE ha contribuito a rafforzare le condizioni per lo sviluppo di un’economia ad alta intensità di conoscenza e di competitività in coerenza con gli obiettivi della Missione 4 del PNRR che individuava tra le principali criticità su cui intervenire lo skills mismatch tra istruzione e domanda di lavoro, la ridotta domanda di innovazione e capitale umano altamente qualificato da parte del mondo delle imprese e la limitata integrazione dei risultati della ricerca nel sistema produttivo”.

Nicoletta Buratti, Responsabile Training Program RAISE
“Fin dalla fase di progettazione di RAISE, è stata posta grande attenzione alla formazione, considerata un elemento fondamentale del programma di trasferimento tecnologico. L’obiettivo del Training Plan RAISE è apparso fin da subito ambizioso e sfidante: contribuire, attraverso percorsi mirati, alla diffusione di conoscenze allineate alle sfide poste da un contesto in continuo cambiamento, in cui l’intelligenza artificiale e la robotica svolgono un ruolo chiave nell’intero processo di innovazione: dalla generazione alla diffusione, passando per iniziative concrete di trasferimento tecnologico. Ad ogni target è stato proposto un percorso specifico, basato su una formula mista in cui la fruizione di contenuti digitali è stata affiancata da momenti di incontro, discussione e condivisione, con il duplice scopo di contribuire all’arricchimento delle competenze personali e, al contempo, facilitare, attraverso il networking, la costruzione di una community di appassionati dell’innovazione. C’è ancora molto da fare, ma i risultati conseguiti sono incoraggianti e ci spingono a ritenere che sia possibile, oltre che necessario, continuare a operare in questa direzione”.

Maggiori informazioni sui risultati del Training Program a questo link.

RAISEmotion: arte e scienza in scena a Genova

Venerdì 27 marzo il Teatro della Gioventù di Genova ha accolto la serata conclusiva di RAISEmotion, un progetto che ha intrecciato creatività contemporanea e ricerca scientifica all’interno dell’ecosistema dell’innovazione RAISE – Robotics and AI for Socio-economic Empowerment.

Il pubblico ha partecipato a un’esperienza immersiva capace di tradurre contenuti complessi in linguaggi accessibili e coinvolgenti, attraverso una combinazione di arti visive, suono e teatro.

La serata ha portato sul palco il risultato di un percorso sviluppato sotto la supervisione scientifica di Marco Faimali, con il contributo dello studio artistico Stellare, degli artisti visivi Silvia Badalotti e Giuseppe La Spada, la curatela di Maria Pina Usai e la partecipazione della compagnia teatrale La Pozzanghera, guidata da Lidia Giannuzzi.

Questo dialogo tra discipline ha costruito un racconto corale in cui arte e scienza hanno condiviso strumenti, metodi e visioni. Il pubblico ha assistito a una serie di esperienze artistiche immersive nate dal confronto diretto tra artisti e ricercatori dei diversi Spoke dell’ecosistema RAISE.

I progetti sviluppati da Stellare – con FiloQ, Ale Bavo e Raffaele Rebaudengo – insieme a Giuseppe La Spada e Silvia Badalotti, hanno trasformato dati scientifici in paesaggi sonori e visivi in continua evoluzione. Opere come In the Port / Listening Session, L’Utopie du Corps, Twins e The Ocean Without Us hanno restituito una lettura sensoriale di fenomeni complessi, dai flussi portuali alle microplastiche marine, fino ai modelli urbani e ai digital twin.

Attraverso il software di sonificazione Ocean e l’impiego di sistemi algoritmici e di intelligenza artificiale, dataset scientifici hanno assunto una nuova forma, diventando materia sonora e visiva. Il suono, l’immagine e il dato hanno dialogato sullo stesso piano, costruendo dispositivi estetici capaci di rendere percepibili elementi spesso invisibili. Il pubblico ha attraversato ambienti immersivi in cui la tecnologia ha amplificato la percezione e stimolato una riflessione sulle relazioni tra esseri umani, ambiente e innovazione.

“Con Stellare siamo davvero felici del percorso che abbiamo intrapreso con RAISEmotion, questo è un progetto che nel tempo è cresciuto insieme a noi e che ci ha permesso di entrare in connessione con diverse ricerche scientifiche, aprendoci a collaborazioni e stimoli che non immaginavamo all’inizio. Questo dialogo tra musica e scienza ha arricchito profondamente il nostro modo di lavorare, spingendoci a esplorare nuove forme espressive.” Ha commentato Filippo Quaglia di Stellare.

Accanto alle installazioni audiovisive, la serata ha proposto anche un percorso teatrale articolato in quattro corti: Kintsugi, Another Beat, Specie aliena e La prima cosa. I testi, scritti e diretti da Lidia Giannuzzi, hanno preso forma attraverso il lavoro della compagnia La Pozzanghera, con Domenico Baldini, Roberta De Donatis, Francesco Maria Giacobbe e Martina Pittaluga, accompagnati dalle sonorizzazioni di Lorenzo Marmorato.

Il processo creativo ha seguito una dinamica simile a quella della ricerca scientifica: ascolto, analisi, scrittura, prove e revisione. Gli artisti hanno dialogato con ricercatrici e ricercatori dell’ecosistema RAISE, raccogliendo materiali, suggestioni e contenuti che hanno poi rielaborato in forma drammaturgica. Questo percorso ha dato vita a narrazioni capaci di affrontare temi centrali come la città inclusiva, la salute, il porto e l’ambiente.

In scena, parola, corpo e suono hanno costruito un confronto continuo tra umano e tecnologia. L’intelligenza artificiale ha assunto il ruolo di strumento capace di affiancare e amplificare l’esperienza umana, aprendo nuove possibilità espressive. Il teatro ha offerto uno spazio di traduzione sensibile della ricerca, in cui il pubblico ha potuto riconoscere elementi della propria quotidianità e immaginare scenari futuri.

“L’esperienza a RAISEmotion per noi della Compagnia La Pozzanghera è stata davvero una opportunità speciale dove i dati e la ricerca scientifica hanno stimolato suggestioni teatrali e sono diventati possibilità di incontro e confronto con altri artisti. Un percorso che ci ha portato alla restituzione del 27 marzo 2026 sul palco del Teatro della Gioventù, dove abbiamo condiviso non solo contenuti importanti, ma soprattutto una grande emozione insieme al pubblico in sala.” Le parole di Lidia Giannuzzi de La Pozzanghera al termine dello spettacolo.

RAISEmotion ha mostrato come la contaminazione tra linguaggi possa generare nuove forme di conoscenza. Attraverso le arti visive, la musica e la performance teatrale, il progetto ha reso accessibili contenuti scientifici complessi, stimolando una partecipazione attiva e consapevole.

La serata si è conclusa con una riflessione condivisa sul ruolo delle tecnologie nella società contemporanea. L’intelligenza artificiale è emersa come uno strumento che accompagna le capacità umane e contribuisce a costruire nuovi spazi di immaginazione, creatività e responsabilità. In questo dialogo tra arte e scienza, RAISEmotion ha offerto al pubblico un’esperienza che ha unito conoscenza ed emozione, aprendo nuove prospettive sul rapporto tra innovazione e cultura.

Divulgare attraverso il cinema: la serata RAISE al Corallo di Genova

Tra le tante e diverse modalità con cui il progetto RAISE ha raccontato i suoi obiettivi e i risultati raggiunti, mercoledì 25 marzo è stata la volta del cinema, affidando alla macchina da presa dati, tecnologie e scenari per trasformarli in una narrazione immediata ed efficace.

Presso la Sala 1 del cinema Corallo a Genova si è infatti svolta la serata speciale “RAISE AL CINEMA”, dedicata alla proiezione dei documentari “Il viaggio del paziente” e “Salto nel futuro”: un momento di incontro tra ricerca, trasferimento tecnologico e pubblico, organizzato in collaborazione con Circuito Cinema Genova.

Attraverso il linguaggio diretto e coinvolgente del cinema documentario, gli spettatori e le spettatrici sono stati trasportati in una narrazione coinvolgente all’interno delle trasformazioni che le tecnologie portano nella società e nella quotidianità delle persone.

La serata si è aperta con “Il viaggio del paziente”, documentario realizzato dallo Spoke 2, con la regia di Simone Valentini e la produzione esecutiva di Twister S.r.l., dedicato all’evoluzione del percorso di cura nella sanità del futuro.

La narrazione ha accompagnato lo spettatore attraverso tecnologie che ridefiniscono – e continueranno a farlo – diagnosi, terapie e relazioni tra personale medico e pazienti.

L’intelligenza artificiale rafforza la diagnosi precoce, i digital twin supportano la chirurgia, robot intelligenti affiancano la riabilitazione e sensori ecologici rendono possibile un monitoraggio remoto continuo. Queste trasformazioni sono già in corso e caratterizzeranno sempre più l’ospedale del futuro.

Testimonianze, esempi concreti e un linguaggio accessibile mostrano come l’innovazione tecnologica potrà contribuire a costruire una sanità più sicura, efficiente e personalizzata, capace di mettere la persona al centro.

Il secondo documentario, “Salto nel futuro”, di Emilio Suraci (CNR-SCITEC), realizzato per lo Spoke 5, parte da uno sguardo storico agli automi musicali di Neuchâtel e dall’origine del termine “robot”, evocata da una coreografa. Il racconto attraversa musica, teatro e danza, mostrando applicazioni artistiche inclusive anche attraverso i disegni dei bambini e delle bambine e la prospettiva di persone con disabilità.

Il documentario racconta un viaggio emozionante nel mondo della robotica e dell’intelligenza artificiale dal punto di vista delle persone, mettendo al centro l’incontro tra tecnologie ed essere umano, con i suoi bisogni, aspettative, motivazioni profonde, valori e desideri.

La realtà virtuale consente di superare barriere architettoniche, permettendo di visitare anche una chiesa rupestre nei Sassi di Matera da una casa genovese. Il racconto evidenzia come le tecnologie, insieme all’empatia umana, possano contribuire a rendere la città più inclusiva oltre che intelligente.

L’ambito della cura personalizzata è narrato da ricercatori, ricercatrici e pazienti con sclerosi multipla in FISM. Poi, tra ospedali, laboratori e contesti domestici, vengono presentate innovazioni in protesi, esoscheletri, chirurgia supportata da AI, robotica e modelli 3D. Dalla cura della persona si passa a quella dell’ambiente, con applicazioni di eco-robotica in ambito marino, agricolo e industriale.

Un robot quadrupede giallo, Spot, si muove negli spazi del porto di Genova, tra coloratissimi container come mattoncini Lego. Insieme agli operatori del porto e ai ricercatori e alle ricercatrici, chiude il racconto in un viaggio tra città inclusiva, sanità personalizzata, cura dell’ambiente e porto smart, tematiche dell’ecosistema ligure dell’innovazione RAISE. Dal documentario emerge come robotica e AI possano essere un supporto per il presente e il futuro, se progettate dall’essere umano con valori solidi, per una prospettiva di vita migliore.

La serata si è chiusa con un momento di dibattito, moderato da Francesca Gorini (CNR), con Marco Faimali, Lorenzo De Michieli, Valentina Squeri ed Emilio Suraci.

Marco Faimali ha evidenziato che i due documentari, entrambi di grande qualità, presentano approcci e stili narrativi diversi, uno più analitico, l’altro più emotivo, ma entrambi contribuiscono a divulgare i risultati di RAISE, auspicandone un’ulteriore diffusione tramite canali culturali e scientifici della televisione.

Al via la seconda edizione di “Officinae RAISE”

Dopo il successo della prima edizione realizzata nell’ambito del progetto RAISE, si rinnova l’appuntamento con Officinae RAISE, il percorso intensivo di alta formazione promosso dall’Università di Genova e rivolto, per questa seconda edizione, agli studenti dell’insegnamento di Management e Marketing dell’Innovazione (corso di laurea magistrale in Management).

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rafforzare le competenze imprenditoriali, progettuali e trasversali degli studenti, con un focus strategico sui settori dell’Intelligenza Artificiale e della Robotica, oggi al centro delle principali trasformazioni tecnologiche ed economiche.

La nuova edizione si inserisce in un’ottica di continuità rispetto al progetto RAISE, recentemente concluso, valorizzandone i risultati e consolidando un modello formativo innovativo capace di connettere ricerca, impresa e territorio.

Un’esperienza immersiva tra formazione e innovazione
Il programma si articola in:
– Quattro Tool Courses della durata di 4 ore ciascuno, strutturati per consentire ai partecipanti di affinare le competenze chiave per l’ideazione e la presentazione di progetti innovativi;
– Una giornata conclusiva della durata di 8 ore,  durante la quale i team partecipanti affineranno le proposte progettuali in vista della presentazione ad un pool di esperti.

Attraverso il contributo di professionisti ed esperti del settore, i partecipanti saranno coinvolti in un percorso dinamico e interdisciplinare, volto a stimolare la creatività, lo spirito imprenditoriale e la capacità di operare in contesti complessi.

Competenze per il futuro del deep-tech
Il corso mira a formare figure in grado di ideare e sviluppare concept innovativi e modelli di business nei settori deep-tech, integrando ricerca scientifica, innovazione tecnologica e imprenditorialità.

Durante il percorso, gli studenti potranno affinare le competenze in:
– Design Thinking applicato a sfide emergenti del territorio;
– Sviluppo di business model per startup deep-tech;
– Storytelling e public speaking per la comunicazione efficace dell’innovazione;
– Utilizzo dell’AI per la business intelligence e l’esplorazione dei trend emergenti;
– Individuazione di opportunità imprenditoriali basate sull’uso di applicazioni in ambito AI e robotica, rispondenti a bisogni emergenti nei settori portanti dell’economia ligure.
 
Un ponte tra accademia, industria e territorio
Officinae RAISE rappresenta un’importante occasione di dialogo tra università, sistema produttivo e contesto territoriale, contribuendo alla formazione di professionisti capaci di interpretare e guidare l’innovazione.
 
Programma degli incontri
Il corso si svolge con il seguente programma/calendario:
– Martedì 14 Aprile ore 14:00 – 18:00 | Design Thinking per l’innovazione;
– Martedì 21 Aprile ore 14:00-18:00 | Business model development;
– Martedì 28 Aprile ore 14:00-18:00 | AI per la business intelligence;
– Martedì 5 Maggio ore 14:00-18:00 | Storytelling e public speaking;
– Venerdi 22 Maggio ore 9:00-13:00 e 14:00-18:00 | Pitch finale.

RAISEMotion: quando scienza e arte si incontrano

È online l’ottava puntata di “Incontri con il Futuro – Storie di innovazione dall’ecosistema RAISE”, il videopodcast realizzato in collaborazione con Rinnovabili.it che racconta esperienze e protagonisti della ricerca in robotica e intelligenza artificiale.

L’episodio ha chiuso il ciclo del podcast con uno sguardo originale sul dialogo tra scienza e arte, esplorando nuove modalità di racconto e interpretazione della ricerca. La puntata si è inserita nelle attività dello Spoke 5 dell’ecosistema RAISE, dedicato al trasferimento tecnologico e alla valorizzazione dei risultati scientifici.

Ospiti dell’episodio sono stati Raffaele Rebaudengo, produttore musicale di Stellare, e Francesco Maria Giacobbe, attore della compagnia teatrale La Pozzanghera. Durante la conversazione, hanno raccontato il progetto RAISEMotion, che ha dato vita a un percorso di contaminazione tra linguaggi artistici e contenuti scientifici.

Il progetto ha preso forma attraverso residenze artistiche all’interno dei centri di ricerca dell’ecosistema RAISE. In questi contesti, artisti e ricercatori hanno condiviso spazi, strumenti e visioni, avviando un dialogo diretto tra discipline diverse. Questo confronto ha favorito la traduzione di dati, modelli e tematiche scientifiche in esperienze artistiche capaci di coinvolgere il pubblico in modo immediato e immersivo.

Nel corso dell’episodio, è emerso come la collaborazione tra arte e scienza abbia aperto nuove possibilità di comunicazione. Raffaele Rebaudengo ha illustrato il ruolo della componente sonora e musicale nel trasformare dati complessi in narrazioni sensibili, mentre Francesco Maria Giacobbe ha raccontato il contributo del linguaggio teatrale nel dare corpo e voce ai contenuti della ricerca.

La puntata ha evidenziato il valore dell’esperienza immersiva come strumento per avvicinare pubblici diversi ai temi scientifici. Le opere nate nell’ambito di RAISEMotion hanno reso accessibili contenuti articolati, favorendo una comprensione più intuitiva e coinvolgente. Questo approccio ha contribuito a rafforzare il legame tra ricerca e società, creando nuove occasioni di dialogo.

Nel corso del racconto, è emersa anche la capacità del progetto di stimolare nuove prospettive all’interno della stessa comunità scientifica. L’incontro con i linguaggi artistici ha offerto ai ricercatori uno sguardo diverso sul proprio lavoro, favorendo una riflessione più ampia sul valore e sull’impatto della ricerca.

La nuova puntata del videopodcast ha quindi proposto una visione in cui innovazione scientifica e creatività artistica si incontrano per costruire forme di comunicazione più aperte e inclusive. Un racconto che ha mostrato come la contaminazione tra discipline possa generare esperienze capaci di rendere la scienza più vicina alle persone.

Trasferire innovazione la prima storia di RAISE

La nuova serie di videopodcast dedicata all’ecosistema RAISE si apre con una puntata dedicata a uno dei passaggi più decisivi per la ricerca: il trasferimento tecnologico.

Protagonista del primo episodio è Miriam Molinari di IIT, che racconta il lavoro svolto negli ultimi tre anni dallo Spoke 5, il nodo dell’ecosistema che accompagna idee e tecnologie lungo il percorso che conduce dal laboratorio al mercato.

Nel corso dell’episodio, Molinari ripercorre la nascita e lo sviluppo di un modello pensato per valorizzare i risultati della ricerca e trasformarli in opportunità concrete per imprese, territori e società. Lo Spoke 5 ha operato proprio in questo spazio di incontro tra ricerca e mercato, favorendo collaborazione, scambio di conoscenze e sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali nell’ambito della robotica, dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali.

Al centro di questa attività si trova l’Acceleration Journey, un percorso strutturato che guida gruppi di ricerca e piccole e medie imprese lungo le diverse fasi del trasferimento tecnologico. Questo modello ha offerto una visione chiara delle tappe necessarie per portare un’idea innovativa verso applicazioni concrete, costruendo un ponte stabile tra scoperta scientifica e sviluppo industriale.

L’Acceleration Journey si articola in tre programmi principali, progettati per sostenere la crescita delle tecnologie sviluppate nell’ecosistema. Il programma di accelerazione tecnologica ha accompagnato i team nella maturazione delle soluzioni scientifiche, mentre il programma di incubazione e accelerazione strategica ha sostenuto la costruzione di modelli di business e strategie di sviluppo. A questo si è affiancato il programma di accelerazione finanziaria, che ha facilitato il dialogo con investitori e opportunità di finanziamento.

Per supportare i ricercatori nella fase più delicata di questo percorso, lo Spoke 5 ha creato anche RAISE up, un programma di mentorship pensato per affiancare i team di ricerca durante la definizione delle strategie di valorizzazione delle tecnologie. Mentor ed esperti di innovazione hanno accompagnato i gruppi di lavoro con competenze imprenditoriali, strumenti di analisi e momenti di confronto dedicati alla crescita dei progetti.

Accanto ai programmi di accelerazione, l’ecosistema ha promosso anche due iniziative trasversali dedicate alla formazione e alla diffusione della conoscenza. Il programma di training ha coinvolto ricercatori, studenti e professionisti con attività formative orientate all’innovazione tecnologica e alla valorizzazione della ricerca. Il programma di comunicazione, disseminazione e public engagement ha invece aperto il dialogo con un pubblico più ampio, creando occasioni di incontro tra comunità scientifica, imprese, istituzioni e cittadini.

Nel corso dei tre anni di attività, RAISE ha organizzato eventi, workshop e conferenze che hanno raccontato i risultati raggiunti e favorito nuove collaborazioni tra mondo accademico e sistema produttivo. Questi momenti di confronto hanno contribuito a costruire una rete di relazioni e competenze capace di rafforzare l’ecosistema dell’innovazione.

La prima puntata del videopodcast offre quindi uno sguardo privilegiato su questo percorso. Attraverso il racconto di Miriam Molinari, il pubblico può scoprire come la ricerca possa trasformarsi in valore condiviso, generando nuove opportunità tecnologiche, economiche e sociali.

La serie prosegue nelle prossime settimane con nuove storie dedicate ai progetti, alle persone e alle idee che hanno animato l’ecosistema RAISE, mostrando da vicino il lavoro di una comunità scientifica che costruisce il futuro dell’innovazione.

Maggiori informazioni sulla serie di videopodcast “Incontri con il futuro – Storie di innovazione dall’ecosistema RAISE”, realizzata in collaborazione con la testata Rinnovabili.

Otto storie di innovazione dall’ecosistema RAISE

Otto episodi per raccontare la ricerca mentre prende forma, incontra il territorio e diventa innovazione concreta.

Nasce così la nuova serie di videopodcast “Incontri con il futuro – Storie di innovazione dall’ecosistema RAISE”, realizzata in collaborazione con la testata Rinnovabili.

La serie, disponibile su Spotify e YouTube, propone un viaggio in otto puntate tematiche della durata di circa dodici minuti. Ogni episodio porta gli ascoltatori dentro un progetto, attraverso il racconto diretto delle ricercatrici, dei ricercatori e dei professionisti che hanno contribuito a svilupparlo. Ne emerge uno sguardo ravvicinato sui processi di ricerca, sulle idee che li guidano e sugli effetti che producono nella vita delle persone e nei territori.

La serie nasce dall’incontro tra l’esperienza editoriale di Rinnovabili e la rete scientifica e tecnologica di RAISE, che ha promosso il progetto con l’obiettivo di condividere risultati, visioni e prospettive di una comunità di ricerca ampia e multidisciplinare. Il formato del videopodcast offre uno spazio di racconto agile e accessibile, capace di restituire la complessità dei progetti attraverso storie, esperienze e applicazioni concrete.

Nel corso delle puntate, i protagonisti dell’ecosistema raccontano il percorso che ha portato dallo sviluppo di nuove conoscenze alla realizzazione di soluzioni tecnologiche pensate per affrontare sfide contemporanee. Robotica, intelligenza artificiale e sistemi digitali emergono come strumenti capaci di dialogare con ambiti diversi: dalla salute alla mobilità, dall’innovazione urbana alla sostenibilità ambientale, fino alle trasformazioni che coinvolgono industria e servizi.

Ogni episodio approfondisce un tema specifico e mette in luce il lavoro svolto all’interno dei diversi programmi di ricerca. Le testimonianze mostrano il valore di una collaborazione che unisce università, centri di ricerca, imprese e istituzioni pubbliche in un unico ecosistema di innovazione. Da questo incontro nascono progetti che trasformano risultati scientifici in applicazioni utili alla società, con ricadute sul benessere delle persone, sulla qualità della vita urbana e sulla competitività del sistema produttivo.

Il racconto segue anche il filo delle sperimentazioni che hanno accompagnato i progetti: laboratori, dimostratori tecnologici, test sul campo e collaborazioni con comunità locali e amministrazioni pubbliche. Attraverso queste esperienze, la ricerca entra in relazione con i contesti reali e costruisce nuove opportunità di sviluppo per il territorio.

La serie propone così un percorso che attraversa idee, tecnologie e visioni del futuro. Le voci dei ricercatori offrono uno sguardo diretto su come nasce un progetto scientifico, su quali domande lo guidano e su quali risultati apre la strada.

Con “Incontri con il futuro – Storie di innovazione dall’ecosistema RAISE”, il pubblico può esplorare in modo semplice e coinvolgente il lavoro di una comunità scientifica che guarda al futuro con spirito collaborativo e responsabilità sociale. Episodio dopo episodio, il videopodcast restituisce il valore di un ecosistema che mette la ricerca al servizio delle persone, dei territori e delle trasformazioni che attraversano il nostro tempo.

Engagement con la ricerca: i laboratori di RAISE grazie al Festival della Scienza

Durante il progetto RAISE, nell’ambito di Spoke 5, grazie alla collaborazione con il Festival della Scienza, sono state ideate nuove esperienze per coinvolgere i cittadini – in particolare famiglie e scuole – nella ricerca sulla robotica e sull’AI e, più in generale, sulle tematiche di RAISE.

I ricercatori e le ricercatrici di RAISE, con il supporto del team dell’Associazione Festival della Scienza e degli animatori e delle animatrici, si sono cimentati nella proposta e nella realizzazione di nuove esperienze coinvolgenti in occasione del RAISE Village 2023, 2024 e 2025.

Se nella prima edizione del 2023 sono stati presentati soprattutto obiettivi e attività ancora in fase iniziale, nel 2025 i laboratori sono diventati sempre più coinvolgenti e un’occasione per presentare i risultati del progetto in modo semplice e interattivo.

Un altro evento per mettere in dialogo ricercatori, ricercatrici e pubblico attraverso attività di laboratorio è stato Robot Valley, nelle edizioni del 2024 e 2025.

Il pubblico ha sempre risposto con grande interesse e partecipazione, in particolare scuole e famiglie: tutti i laboratori legati alle tematiche di RAISE sono risultati completamente prenotati.

Come emerso anche da uno studio pilota del 2024 con i visitatori e visitatrici, condotta dallo Spoke 5 (Patrizia Schettino, Grazia Biorci, Adriana Ferrari, Ilaria Schizzi), anche grazie al supporto degli animatori e animatrici del Festival della Scienza, questi laboratori sono riusciti ad entusiasmare persone da 5 agli oltre 80 anni, con la possibilità ad esempio di poter per la prima volta interagire con un robot sociale o comprendere le applicazioni della robotica e AI in campo medico, nella sicurezza portuale o di cura dell’ambiente con l’ecorobotica.

In occasione dell’ultimo RAISE Village 2025, Andrea Sessarego (Associazione Festival della Scienza, Spoke 5) ha così commentato: “un grandissimo successo delle attività, molto apprezzate dalle scuole, che hanno cominciato a conoscere il progetto RAISE dal Festival del 2023. Nel 2023 è stata l’occasione di presentarsi ai cittadini, finalmente arriviamo alla fine del percorso in cui, durante le attività di laboratorio, gli studenti, ma anche le famiglie e i cittadini, hanno potuto testare in prima persona, in modalità laboratoriale, quanto RAISE ha prodotto e sta continuando a produrre”.

I laboratori didattici di RAISE rappresentano un esempio di come l’ecosistema sia riuscito a coinvolgere ricercatori e ricercatrici insieme al pubblico, offrendo occasioni di engagement per i cittadini grazie alla grande esperienza del team dell’Associaizione Festival della Scienza: dal supporto nell’ideazione delle attività didattiche fino alla conduzione dei laboratori sul campo, durante i giorni del RAISE Village e di Robot Valley, dal 2023 al 2025.

InspAIr 25: premiati i progetti

Il 30 gennaio 2026 si è svolta online la premiazione finale dell’Hackathon InspAIr ’25 “2050: la storia comincia adesso”, momento culminante del percorso laboratoriale “InspAIr – educare al pensiero critico in visione prospettica nell’era dell’IA”, progettato e condotto dall’Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche nell’ambito dell’ecosistema RAISE – Robotics and AI for Socio-economic Empowerment. L’iniziativa ha coinvolto studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado in un’esperienza formativa che ha intrecciato intelligenza artificiale, robotica e sostenibilità.

L’Hackathon ha rappresentato il Laboratorio 3 del percorso InspAIr, fase applicativa e conclusiva di un lavoro avviato nei mesi precedenti. Dopo aver immaginato scenari ambientati nel 2050 e averne esplorato le implicazioni sociali, ambientali e politiche, le classi partecipanti hanno affrontato una sfida ulteriore: riconoscere nel presente gli aspetti critici emersi nelle narrazioni future, con particolare attenzione al ruolo dell’AI e della robotica.

La challenge 2025 ha invitato i gruppi a partire da una criticità individuata negli scenari del 2050 e a mostrarne la presenza già oggi, analizzandola alla luce della non neutralità della tecnologia. Libertà e controllo, identità e intersezionalità, ambiente e giustizia climatica, oppressione ed emancipazione hanno costituito alcune delle cornici tematiche entro cui ragazze e ragazzi hanno sviluppato le proprie proposte. Ogni team ha realizzato un prodotto comunicativo capace di dialogare con il pubblico dei 14–19 anni attraverso podcast, narrazioni originali e contenuti multimediali, dimostrando creatività, profondità di analisi e consapevolezza critica.

All’Hackathon hanno partecipato quattro scuole, per un totale di sessanta studentesse e studenti. Una giuria composta da esperte ed esperti di sostenibilità, speculative design, comunicazione e tecnologie dell’AI e della robotica ha valutato i lavori secondo criteri trasversali: rigore nell’approfondimento del rapporto tra tecnologia e sostenibilità, capacità di problematizzare rischi e dilemmi, qualità ed efficacia comunicativa rispetto al target di riferimento.

Il Premio InspAIr – RAISE 2025 è andato a un podcast realizzato da un gruppo di studentesse del Liceo San Vitale di Parma. Il progetto ha affrontato il tema dell’uso bellico delle tecnologie avanzate nella contemporaneità, con un focus sul racconto di Gaza. Le autrici hanno collegato in modo rigoroso le dinamiche geopolitiche attuali al ruolo dell’intelligenza artificiale e dei sistemi automatizzati, evidenziando l’impatto che tali strumenti esercitano negli scenari di conflitto. Il lavoro ha unito sensibilità, chiarezza narrativa e solidità argomentativa, offrendo una riflessione attuale e consapevole.

La giuria ha inoltre assegnato due menzioni speciali a gruppi della stessa classe del Liceo Copernico Luxemburg di Torino. Una menzione ha valorizzato l’approfondimento sul rapporto tra tecnologia e sostenibilità in un podcast ambientato in un futuro distopico segnato da rigide gerarchie sociali, capace di mettere in luce il legame tra scelte tecnologiche e disuguaglianze. L’altra menzione ha premiato l’originalità del format: un podcast costruito attorno a una misteriosa chiamata dal futuro, espediente narrativo che ha reso accessibile e coinvolgente una riflessione complessa.

L’Hackathon InspAIr ha confermato il valore di un percorso educativo che ha integrato speculative design e problem framing per promuovere una cultura critica dell’innovazione digitale. Lavorare con il futuro per interpretare il presente ha offerto alle nuove generazioni strumenti concreti per comprendere come intelligenza artificiale e robotica incidano sulla vita sociale, economica e ambientale. Studentesse, studenti, docenti e giurati hanno contribuito con impegno e competenza a un’esperienza che ha rafforzato il dialogo tra scuola, ricerca e cittadinanza attiva.

Tecnologie immersive per coinvolgere community e pubblico di RAISE nei risultati della ricerca

Le tecnologie immersive rappresentano oggi uno strumento strategico per coinvolgere il pubblico e gli attori di un progetto nella valorizzazione dei risultati della ricerca. L’immersione è una qualità di alcune esperienze culturali ed espositive e può essere definita come la combinazione di più elementi.

Se l’interattività può essere presente in misura variabile, non possono invece mancare una narrativa coinvolgente – capace di catturare e trasportare il visitatore all’interno di una storia (transportation into a narrative) – e una multimedialità progettata con competenze solide di regia e design, in grado di generare una sensazione di embodiment, ovvero un coinvolgimento multisensoriale.

Nell’ambito dello Spoke 5 di RAISE, CNR-IAS ed ETT (industria digitale creativa parte di Dedagroup e partner di progetto) hanno realizzato diversi ambienti immersivi finalizzati alla divulgazione scientifica.

La sfida principale è stata quella di costruire storie capaci di raccontare i risultati di un ecosistema dell’innovazione attraverso narrazioni coinvolgenti, multimediali, da proiettare su una, tre o quattro pareti.

In questo quadro si collocano tre installazioni: RAISE Cube, EXPOsing RAISE e RAISE More than human.

La chiave comunicativa scelta ha affidato il racconto a uno dei protagonisti dell’ecosistema RAISE, il robot umanoide, e ha valorizzato i modelli 3D e 4D, oggetti di comprensione e raffigurazione scientifica che possiedono anche una propria qualità estetica.

La focalizzazione su robotica e intelligenza artificiale del progetto viene così presentata dal punto di vista di due robot sociali e delle ricercatrici e dei ricercatori che li progettano e li programmano.

Fin dalla prima installazione del RAISE Cube, allestito nei porticati di Palazzo Ducale, i robot Pepper ed R1 hanno presentato a visitatori e visitatrici – in particolare giovani e famiglie – i principali risultati del progetto attraverso foto, video e modelli 3D. Un ruolo centrale è stato svolto anche dalle grafiche e dalle parole chiave, inserite come filo conduttore visivo e concettuale del racconto.

Pepper e R1, simbolicamente rappresentativi rispettivamente di un robot giapponese e di un robot made in Italy, sono poi diventati ambasciatori di RAISE a Expo 2025 Osaka, con EXPOsing RAISE, una narrazione adattata a un unico schermo per rispondere alle esigenze espositive e di percorso di visita del Padiglione Italia.

L’ultimo progetto, RAISE More than human, mette in evidenza un aspetto essenziale dell’ecosistema: un modello che include non solo le persone, ma anche piante, animali ed ecosistemi naturali e urbani, insieme a tecnologie innovative a supporto del benessere, della cura, dell’inclusione, della sostenibilità, della sicurezza, dell’efficenza.

RAISE More than human è un’installazione immersiva site specific, progettata per la Inspiration Room del Blue District, concepita sia come contenuto principale dell’esperienza sia come contesto per le demo robotiche, ovvero presentazioni dal vivo con ricercatrici, ricercatori e tecnologie.

RAISE si distingue, quindi, per un approccio alla divulgazione che unisce coinvolgimento emozionale e rigore informativo: accanto alla dimensione narrativa e sensoriale, le installazioni mantengono una forte attenzione ai numeri e alle parole chiave del progetto, grazie anche all’impiego di apposite infografiche. Tecnologia, scienza e arte si fondono in un’esperienza non didascalica, ma esperienziale e memorabile, costruita attraverso immagini e suoni ad alto impatto.

Le tre installazioni hanno, inoltre, rappresentato un’opportunità – e al tempo stesso una sfida – per utilizzare i robot come veri e propri attori, mettendone in luce le potenzialità comunicative in ambito cinematografico, teatrale e nella valorizzazione del digital heritage.

La sceneggiatura è stata specificamente adattata per essere interpretata da robot; parallelamente, è stato necessario un accurato lavoro di ricerca estetica e di montaggio per far apprezzare correttamente i contenuti e la loro presenza scenica. Ricercatrici e ricercatori hanno sviluppato app dedicate e definito metodologie puntuali per l’impiego efficace dei robot in scena.

I modelli 3D e 4D sono stati valorizzati anche nella loro componente estetica, oltre che scientifica.

I tre progetti costituiscono, così, un racconto corale. In particolare, in RAISE More than human, in meno di quattro minuti si sviluppano armoniosamente su quattro pareti i contenuti relativi a tutti gli Spoke: video, modelli 3D/4D e immagini di laboratorio si compongono in un mosaico dinamico, sostenuto da un ritmo narrativo incalzante ma equilibrato.

Il lavoro collettivo ha coinvolto oltre 100 ricercatrici e ricercatori di RAISE, insieme ai referenti della comunicazione, che hanno contribuito mettendo a disposizione contenuti scientifici e materiali di ricerca, trasformati in un’esperienza immersiva condivisa e ad alto impatto per il pubblico.

RAISE si posiziona in questo modo come ecosistema capace di innovare anche nel modo in cui i risultati vengono condivisi con il pubblico e all’interno della propria community di ricerca, grazie all’utilizzo delle tecnologie immersive.

Immagine di copertina
L’installazione immersiva RAISE More than human
Autore: Adriana Ferrari (ETT, Spoke 5)
Crediti: RAISE

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