Il porto diventa smart: tecnologie digitali per sicurezza e logistica

È online la settima puntata di “Incontri con il Futuro – Storie di innovazione dall’ecosistema RAISE”, il videopodcast realizzato in collaborazione con Rinnovabili.it che racconta esperienze e protagonisti della ricerca in robotica e intelligenza artificiale.

L’episodio ha approfondito il tema della digitalizzazione della logistica portuale, offrendo uno sguardo concreto su come le tecnologie possano trasformare la gestione dei flussi e migliorare la sicurezza nelle aree portuali. La puntata si è inserita nelle attività dello Spoke 4 dell’ecosistema RAISE, dedicato allo sviluppo di soluzioni per ambienti urbani e infrastrutture complesse.

Ospiti dell’episodio sono stati Martina Picco, Strategy Marketing di Circle Group, e Massimo Massa, responsabile della richiesta finanziata di Aitek. Durante la conversazione, hanno raccontato le soluzioni sviluppate per automatizzare i varchi portuali e rendere più efficiente il controllo degli accessi e dei flussi logistici.

Al centro del progetto si è collocata l’integrazione tra sistemi digitali, sensori e piattaforme di gestione dei dati. Le tecnologie implementate hanno consentito di monitorare in tempo reale i movimenti all’interno dell’area portuale, migliorando la tracciabilità dei mezzi e delle merci. L’automazione dei varchi ha reso più rapidi e fluidi i processi di ingresso e uscita, contribuendo a ottimizzare i tempi operativi.

La puntata ha evidenziato il valore dei dati come leva strategica per la gestione della logistica. L’elaborazione delle informazioni ha permesso di analizzare i flussi, individuare eventuali criticità e supportare decisioni più efficaci. Questo approccio ha favorito una gestione più coordinata delle attività portuali, con benefici sia in termini di efficienza sia di sicurezza.

Nel corso dell’episodio, è emersa con chiarezza la capacità delle tecnologie digitali di adattarsi a contesti complessi come quello portuale. Le soluzioni sviluppate hanno dimostrato come innovazione e infrastrutture possano dialogare per costruire sistemi più resilienti e performanti, in grado di rispondere alle esigenze di un settore in continua evoluzione.

Il dialogo ha sottolineato anche il valore della collaborazione tra imprese e ricerca. L’esperienza di Circle Group e Aitek ha mostrato come competenze diverse possano convergere nello sviluppo di soluzioni concrete, capaci di generare un impatto diretto sul territorio e sul sistema logistico.

La nuova puntata del videopodcast ha quindi offerto una visione chiara e accessibile di come la digitalizzazione possa trasformare il porto in un ecosistema smart, in cui tecnologia, sicurezza e logistica operano in modo integrato. Un racconto che ha messo in luce il ruolo dell’innovazione nel rendere più efficienti e sostenibili le infrastrutture strategiche.

Oltre la città: il digital twin per una mobilità più intelligente

È online la sesta puntata di “Incontri con il Futuro – Storie di innovazione dall’ecosistema RAISE”, il videopodcast realizzato in collaborazione con Rinnovabili.it che racconta esperienze e protagonisti della ricerca in robotica e intelligenza artificiale.

L’episodio ha esplorato il tema dei digital twin applicati alla mobilità urbana, offrendo uno sguardo concreto su come i modelli digitali possano supportare la pianificazione delle città. La puntata ha approfondito il progetto Be-Twin, sviluppato nell’ambito dello Spoke 4 dell’ecosistema RAISE, che utilizza dati di traffico e simulazioni avanzate per analizzare e prevedere scenari urbani.

Ospiti dell’episodio sono stati Francesco Rebora, CEO di Exis Engineering Solutions, e Ginevra Roggero, ingegnere della mobilità della stessa azienda. Durante la conversazione, hanno raccontato come il progetto abbia integrato competenze ingegneristiche e strumenti digitali per affrontare le sfide legate alla gestione dei flussi di traffico e alla progettazione delle infrastrutture.

Il digital twin ha rappresentato il cuore tecnologico del progetto. Attraverso la creazione di una replica digitale della città, il sistema ha consentito di simulare il comportamento della mobilità urbana in diverse condizioni. L’analisi dei dati ha permesso di osservare l’impatto di variabili come il traffico, le modifiche alla viabilità e l’introduzione di nuovi servizi, offrendo un supporto concreto ai processi decisionali.

La puntata ha evidenziato il valore dei dati come elemento chiave per comprendere la complessità degli ambienti urbani. Il progetto Be-Twin ha raccolto e integrato informazioni provenienti da diverse fonti, costruendo modelli capaci di restituire una visione dinamica della città. Questo approccio ha consentito di anticipare criticità, valutare scenari alternativi e individuare soluzioni più efficaci per migliorare la mobilità.

Nel corso dell’episodio, è emersa con chiarezza la capacità dei digital twin di supportare una pianificazione più consapevole e sostenibile. Le simulazioni hanno offerto uno strumento utile per testare interventi prima della loro realizzazione, riducendo i margini di incertezza e favorendo scelte più informate. Questo ha contribuito a delineare una visione di città in cui tecnologia e dati accompagnano lo sviluppo urbano.

Il dialogo ha sottolineato anche il valore della collaborazione tra ricerca e impresa. L’esperienza di Exis Engineering Solutions ha mostrato come l’integrazione tra innovazione tecnologica e applicazioni concrete possa generare soluzioni capaci di incidere sulla qualità della vita delle persone.

La nuova puntata del videopodcast ha quindi offerto una prospettiva chiara e accessibile su come i digital twin possano trasformare la mobilità urbana. Un racconto che ha messo in luce il ruolo dei modelli digitali nel progettare città più efficienti, sostenibili e orientate ai bisogni delle comunità.

Progetto ROSSINI: robot aerei e quadrupedi per l’identificazione e misurazione di sorgenti radioattive

Il progetto ROSSINI (Remotely-operated On-board inSpections for SpecIal Nuclear material), sviluppato all’interno dello Spoke 4 del progetto RAISE, ha come obiettivo, rendere più efficiente e più efficace il controllo di sorgenti radiogeniche non dichiarate nel trasporto marittimo (in particolare nei container), riducendo l’esposizione degli operatori e minimizzando l’impatto sulle operazioni portuali.

L’approccio proposto per l’ispezione è “a livelli” crescenti di allerta: si parte da una verifica rapida e non intrusiva dei container sulla nave, per passare alla misura ravvicinata dall’esterno del container con robot tele-operati e concludersi con l’introduzione di un rivelatore all’interno del container. Nella prima, un drone effettua una scansione esterna mantenendo una distanza di sicurezza. L’obiettivo è evidenziare eventuali anomalie rispetto al fondo ambientale e discriminare l’area o il container potenzialmente sospetto. In questa fase, la georeferenziazione tramite GPS è sufficiente per associare l’anomalia a uno specifico target all’interno del carico della porta-container.

Se l’esito fornisce un segnale di interesse, si passa alla seconda fase: un’ispezione ravvicinata eseguita con uno o più dispositivi robotici, selezionati in base allo scenario e ai vincoli operativi. Lo scopo è restringere la zona di origine del segnale e raccogliere misure più informative a distanze minori. Per aumentare la precisione sulla localizzazione della sorgente radiogenica, si utilizzano sistemi locali ad alta precisione, ad esempio riferimenti fissi predisposti nell’area e/o sensori come LiDAR.

La terza fase è quella di intervento all’interno del container, per la quale si utilizza il rivelatore montato su un robot zoomorfo (per esempio il cane robot Spot Boston Dynamics). Il robot entra all’interno del container e individua con precisione la posizione della sorgente, ne valuta l’attivita radiogenica e raccoglie le informazioni utili per una successiva rimozione in sicurezza, mantenendo il personale umano a distanza. I dati raccolti dal rivelatore di radiazione nelle tre fasi vengono elaborati col supporto di algoritmi di A.I. per fornire indicazioni tempestive e dettagliate sulla possibile presenza e pericolosità della sorgente radiogenica e guidare l’ispezione. Strumenti di analisi avanzata possono contribuire a rendere più rapida e robusta l’interpretazione delle misure anche in presenza di schermaggi o geometrie complesse allo scopo di trasformare il controllo radiometrico in un processo più rapido, ripetibile e integrabile nei flussi operativi portuali.

Il sistema di misura sviluppato nel progetto ROSSINI dall’INFN di Genova si basa su un rivelatore compatto e leggero costituito da un cristallo scintillatore di ioduro di cesio (CsI(Tl)) accoppiato a un Silicon Photomultiplier (SiPM) e contornato da uno scintillatore plastico per la reiezione del fondo di radiazione cosmogenico. Il rivelatore RONDÓ (ROssini Nuclear raDiation mOnitor) e’ stato progettato per essere avio-trasportato o montato su robot terrestri (per esempio AlterEgo-IIT, braccio robotico-IIT, cane-robot). Il rivelatore e’ stato testato e validato in condizioni simili a quelle attese nell’ispezione dei container in porto.

Nei test presso i laboratori dell’INFN di Genova una sorgente radioattiva sigillata è stata collocata in un ambiente assimilabile a un container (furgone e baracca in metallo) mentre il rivelatore veniva trasportato da droni volanti e robot terrestri.

I droni aerei e il robot quadrupede sono messi a disposizione dal laboratorio RICE dell’Università di Genova, AlterEgo è messo a disposizione da IIT.

Gli ottimi risultati ottenuti nei test hanno validato la procedura di ispezione proposta. In conclusione, il progetto ROSSINI dimostra come l’integrazione di robotica, droni e intelligenza artificiale possa offrire soluzioni concrete a problemi complessi di sicurezza in contesti reali come i porti.

RAISE per innovare logistica energia e mobilità

Il 3 dicembre 2025 lo Spoke 4 di RAISE ha partecipato al convegno “Logistica, energia e mobilità elettrica per lo sviluppo sostenibile: tecnologie intelligenti, sistemi autonomi e infrastrutture di ricerca”, ospitato dal Campus Universitario di Savona.

La giornata ha riunito docenti, ricercatori, imprese e stakeholder interessati a soluzioni che stanno trasformando logistica, energia e mobilità attraverso approcci interdisciplinari. L’appuntamento ha offerto un’occasione per mostrare come l’ecosistema RAISE stia contribuendo alla crescita di tecnologie avanzate e all’integrazione di competenze distribuite in diversi ambiti dell’ingegneria e dell’intelligenza artificiale.

Durante il convegno, i Dipartimenti DIBRIS, DIEC, DIME e DITEN dell’Università di Genova hanno illustrato le attività di ricerca sviluppate all’interno della rete di laboratori impegnata nella transizione verso modelli sostenibili. Le presentazioni hanno mostrato come i gruppi coinvolti, supportati dai finanziamenti PNRR abbiano elaborato soluzioni dedicate a logistica avanzata, gestione intelligente dell’energia e mobilità elettrica. Gli interventi hanno offerto una panoramica sulle tecnologie di robotica cooperativa, sui sistemi di ottimizzazione energetica e sui modelli di supporto decisionale che stanno migliorando processi complessi in contesti urbani e industriali.

RAISE ha avuto un ruolo centrale nel rafforzare i collegamenti tra ricerca accademica, imprese e istituzioni locali, favorendo l’adozione di strumenti digitali ad alto impatto. La presenza dell’ecosistema ha valorizzato l’importanza dell’integrazione tra intelligenza artificiale, robotica di servizio, piattaforme per la mobilità intelligente e infrastrutture energetiche capaci di rispondere in modo dinamico ai bisogni del territorio. Gli interventi dei ricercatori hanno evidenziato come l’approccio adottato da RAISE stia promuovendo una cultura della sperimentazione continua e dell’innovazione responsabile.

La sessione conclusiva si è svolta all’interno dello Smart Energy Building del Campus, con la visita al nuovo ELEMS LAB (Energy, Logistics & Electric Mobility Systems Lab), laboratorio congiunto dei Dipartimenti DITEN e DIBRIS. Gli spazi del nuovo centro ospitano un impianto fotovoltaico, sistemi di accumulo a batteria e supercondensatori e tecnologie dedicate alla ricarica intelligente di robot mobili per la logistica.

Il laboratorio rappresenta un tassello strategico per le attività dell’ecosistema RAISE, che beneficia di un’infrastruttura ideale per sperimentazioni su automazione, modelli di gestione energetica e mobilità elettrica integrata.

Il team responsabile di ELEMS LAB, composto da Stefano Bracco, Massimo Brignone, Renato Procopio e Mansueto Rossi per il Dipartimento DITEN, e da Michela Robba e Silvia Siri per il Dipartimento DIBRIS, ha illustrato le potenzialità del nuovo laboratorio e gli sviluppi previsti per i prossimi mesi. La struttura offrirà opportunità di collaborazione per studenti, dottorandi, ricercatori e realtà del territorio attive nella logistica avanzata e nei sistemi energetici innovativi.

La giornata ha confermato il valore di RAISE come piattaforma che unisce tecnologie, persone e visioni strategiche orientate allo sviluppo sostenibile. L’ecosistema sta contribuendo alla crescita di soluzioni che rafforzano la competitività delle filiere, migliorano la qualità dei servizi e promuovono un approccio integrato alla mobilità del futuro, sostenendo la cooperazione tra ricerca e comunità produttiva del territorio ligure.

Lo Spoke 4 al 2025 IEEE International Workshop on Metrology for the Sea

Genova è stata per tre giorni il fulcro di MetroSea, la conferenza che ha riunito ricercatori, tecnici ed esperti arrivati da tutto il mondo che lavorano allo sviluppo di strumentazione e metodi di misurazione per il mare. Il forum, patrocinato tra gli altri dall’Università di Genova e dall’ecosistema RAISE, ha presentato i recenti progressi nel campo della misurazione e della strumentazione sulla protezione e la conservazione del mare.

“È un progetto fondamentale per fare il punto sugli importanti risultati scientifici a livello internazionale del nostro ateneo – ha spiegato Nicoletta Dacrema, prorettrice dell’Università di Genova – e proprio i risultati scientifici confermano l’importanza e il ruolo guida dell’ateneo genovese per le tematiche inerenti al mare”

Un focus sulle nuove tecnologie per il monitoraggio dell’ambiente marino, dalla metrologia nell’industria marittima alla misurazione dei componenti delle navi, ai sensori e al condizionamento del segnale associato per il mare e ai metodi di calibrazione per test e misurazioni elettroniche per applicazioni marine. Tra i protagonisti del workshop anche RAISE, l’ecosistema finanziato con i fondi del PNRR, che, con la cooperazione tra università, CNR e IIT, ha sviluppato progetti che hanno messo al centro la protezione delle coste, il monitoraggio di fiumi e mari ma anche sistemi innovativi per riconoscere zooplancton e particelle di origine antropica e plastiche per poi poter fare piani previsionali.

“Il mare è la nostra Blue Economy, il sangue della nostra città, – ha ribadito Emilio Robotti, assessore all’ambiente del comune di Genova – Un tesoro per la nostra Università che permette di sviluppare competenze indispensabili per il futuro”.

I protagonisti
Tra gli ospiti che hanno partecipato al forum Marco Saccone, ispettore di bordo dell’Amerigo Vespucci e Marco Giovine, presidente del Centro del Mare dell’Università di Genova, che hanno dato il via a un progetto multidisciplinare durante il Giro del Mondo 2023-2025 della nave scuola. La presenza a bordo di docenti e ricercatori, affiancati dall’equipaggio, ha favorito in modo rilevante l’azione di diplomazia scientifica, da sempre efficace strumento di dialogo tra le nazioni.
E anche René Garello, professore emerito presso IMT Atlantique, Life Fellow IEEE ha sottolineato come, per un futuro sostenibile degli oceani l’attenzione sarà rivolta all’inquinamento per contrastare la perdita di biodiversità, l’impatto sulla salute, le microplastiche e l’esaurimento delle risorse e come affidarsi a soluzioni tecnologicamente pulite.

La partecipazione dello Spoke 4 al 2025 IEEE International Workshop on Metrology for the Sea ha rappresentato un momento di confronto e crescita per la comunità scientifica impegnata nella tutela e nello studio dell’ambiente marino.

SIZE-R: il monitoraggio ambientale di Spoke 4 al porto di La Spezia

Il 26 agosto si è conclusa a La Spezia la sperimentazione del progetto SIZE-R, iniziativa sviluppata nell’ambito dello Spoke 4 di RAISE – Robotics and AI for Socio-economic Empowerment, con l’obiettivo di monitorare in tempo reale le emissioni e l’impatto ambientale dei mezzi pesanti in transito nell’area portuale.

L’attività ha coinvolto i partner Tilebytes, con sede a Taranto, e La Spezia Port Service, impegnati nella progettazione e implementazione di un sistema innovativo di monitoraggio mobile, capace di raccogliere dati ambientali ad alta risoluzione e di supportare la gestione sostenibile delle infrastrutture portuali.

La sperimentazione ha previsto l’installazione di centraline mobili direttamente sui veicoli in movimento. Questi dispositivi hanno permesso di misurare parametri chiave per la qualità dell’aria, tra cui il particolato atmosferico (PM), e di registrare dati meteorologici, essenziali per correlare le emissioni alle condizioni climatiche locali. La raccolta è stata gestita e visualizzata attraverso una piattaforma digitale dedicata, che ha garantito un flusso costante e aggiornato di informazioni durante l’intero periodo di test. Questo approccio ha consentito di acquisire una quantità significativa di dati ad alta precisione, ponendo le basi per analisi di dettaglio su scala urbana e portuale.

Il cuore del progetto risiede nella fase successiva: l’elaborazione dei dati tramite algoritmi di intelligenza artificiale. L’uso di modelli predittivi avanzati permetterà di trasformare i dati raccolti in strumenti operativi a supporto delle decisioni, capaci di ottimizzare le strategie di gestione ambientale e di contribuire alla riduzione degli impatti legati al traffico dei mezzi pesanti. In questa prospettiva, il progetto SIZE-R rappresenta un esempio concreto di come le tecnologie IoT e l’intelligenza artificiale possano diventare risorse strategiche per l’innovazione sostenibile.

RAISE SIZE R il monitoraggio ambientale di Spoke 4 al porto di La Spezia
Credits: Francesco Argento

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle azioni promosse da RAISE all’interno dello Spoke 4, dedicato alla sperimentazione di soluzioni per la sostenibilità e la resilienza dei sistemi socio-economici. SIZE-R si propone come modello replicabile in altri contesti portuali e logistici, in Italia e in Europa. L’esperienza condotta a La Spezia conferma la centralità del porto come laboratorio di innovazione, in grado di integrare ricerca scientifica, tecnologie avanzate e applicazioni concrete a beneficio della collettività.

Il progetto ha inoltre valorizzato le competenze multidisciplinari dei partner coinvolti. Tilebytes ha sviluppato il sistema TileStation, piattaforma per il monitoraggio ambientale mobile, mentre La Spezia Port Service ha messo a disposizione il contesto operativo e l’esperienza gestionale del porto. La collaborazione ha consentito di testare in un ambiente reale soluzioni tecnologiche destinate a rafforzare la competitività del settore logistico e, al tempo stesso, a garantire una maggiore tutela ambientale.

L’esperienza di La Spezia dimostra come l’adozione di tecnologie innovative possa favorire una crescita equilibrata del comparto portuale, conciliando esigenze produttive e sostenibilità. Grazie a progetti come SIZE-R, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale diventano strumenti chiave per affrontare le sfide ambientali contemporanee e per tracciare nuove direzioni di sviluppo responsabile.

Presentato il progetto BeTwin a IAS 2025

In occasione della 19ª edizione della conferenza internazionale Intelligent Autonomous Systems (IAS), attualmente in corso a Genova fino al 4 luglio 2025, è stato illustrato il progetto di ricerca BeTwin – Real-Time AI-Powered Urban Port Digital Twin, sviluppato nell’ambito di Spoke 4 del programma RAISE, dedicato all’intelligenza artificiale per la gestione intelligente di infrastrutture e territori.

La presentazione è stata curata da Francesco Rebora e Ginevra Roggero di Exis Engineering Solutions S.r.l., capofila del consorzio che coordina l’iniziativa.

Il progetto BeTwin, finanziato nell’ambito del programma nazionale RAISE – Robotics and AI for Socio-economic Empowerment, è stato concepito per realizzare un sistema integrato, dinamico e scalabile di monitoraggio della zona portuale e dell’area urbana circostante.

Il consorzio, oltre a Exis Engineering Solutions, include anche T&G Technology & Groupware S.r.l. (Gruppo FOS), SWHARD S.r.l., OnAir S.r.l. e Spindox S.p.A..

Nel corso della presentazione, è stato illustrato come BeTwin miri a migliorare l’efficienza, la sicurezza e la sostenibilità delle operazioni portuali, supportando anche la pianificazione urbana e il monitoraggio ambientale, grazie all’impiego sinergico di tecnologie avanzate, tra cui sensori IoT, droni, telecamere, intelligenza artificiale e modelli digital twin.

Il sistema è stato progettato per acquisire e analizzare dati in tempo reale provenienti da fonti eterogenee, con applicazione specifica presso Varco Passo Nuovo, uno dei principali accessi al porto di Genova.

I dati monitorati riguardano:
– Mobilità e traffico veicolare: sono stati raccolti indicatori come ritardi, lunghezze delle code e tempi di percorrenza, mediante tracciamento GPS e telecamere;
– Rilevamento anomalie e classificazione dei veicoli: l’analisi è avvenuta in due fasi, utilizzando telecamere per il tracciamento degli oggetti e l’identificazione automatica delle categorie di veicoli in condizioni controllate;
– Geometria tridimensionale dell’area: sono stati impiegati laser scanner per ottenere modelli 3D utili alla pianificazione di interventi specifici;
– Dati ambientali e impatti esterni: sono stati monitorati tre parametri chiave: Qualità dell’aria, con particolare attenzione alle polveri sottili, per prevenire rischi sanitari e danni alle infrastrutture; Vibrazioni del suolo, rilevate attraverso una rete distribuita di sensori, al fine di individuare anomalie strutturali; Inquinamento acustico, mappato tramite una rete di microfoni per supportare eventuali misure di mitigazione.

Tutti questi dati sono stati integrati in una piattaforma dimostrativa in grado di elaborare flussi informativi multivariati, sfruttando modelli predittivi e correlazioni tra variabili ambientali e infrastrutturali.

“Partecipare a una conferenza come IAS rappresenta per la nostra società, una piccola realtà genovese, un’ottima opportunità. Innanzitutto, è un modo per osservare da vicino in che direzione si sta muovendo la ricerca, e allo stesso tempo per condividere i nostri applicativi industriali con il mondo accademico e della ricerca. Si tratta spesso di enti con cui collaboriamo già su diversi progetti. È quindi un contesto prezioso sia per fare networking, sia per avviare un dialogo su come industrializzare quello che per noi è il risultato della nostra attività interna di ricerca e sviluppo.” Ha commentato Francesco Rebora alla fine della presentazione.

Il progetto BeTwin ha rappresentato un esempio concreto di cooperazione interdisciplinare, con il contributo di aziende attive in settori complementari.

La sua presentazione a IAS 2025, conferenza di riferimento per la robotica e i sistemi intelligenti, si è inserita pienamente nel quadro tematico dell’edizione in corso, intitolata “Ethical, Responsible, and Inclusive Robotics”, che promuove l’adozione di tecnologie autonome orientate al bene comune e allo sviluppo sostenibile dei territori.

Spoke 4: Alter Ego all’Acquario ha incantato i visitatori

Il 10 giugno 2025, l’Acquario di Genova ha ospitato un evento innovativo che ha unito scienza, tecnologia e divulgazione ambientale. Per tutta la giornata, dalle 9:30 alle 18:00, il robot umanoide Alter-Ego, sviluppato dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), ha interagito con il pubblico offrendo informazioni sui cetacei in una sperimentazione nell’ambito dello Spoke 4.

Alter-Ego, alto circa 140 cm, si è spostato su ruote all’interno del Padiglione Cetacei, nella zona dedicata ai progetti di ricerca e conservazione. Dotato di mani poli-articolate e di un’intelligenza artificiale evoluta, il robot ha fornito spiegazioni scientifiche, suggerito comportamenti rispettosi verso gli animali e stimolato domande da parte del pubblico.

L’interazione si è svolta in modalità autonoma, grazie al lavoro congiunto dell’unità di ricerca “Soft Robotics for Human Cooperation and Rehabilitation” e del team “Cognitive Architecture for Collaborative Technologies” di IIT.

Il robot ha riconosciuto gruppi di visitatori, adattato i contenuti in base al comportamento del pubblico e, alla fine del dialogo, invitato a compilare un questionario per misurare l’efficacia dell’interazione.

Francesco Rea, responsabile di progetto per IIT, ha dichiarato: “Andremo a fare in modo che il robot interagisca con gruppi di persone. È fondamentale anche dal punto di vista della ricerca, perché è una grande sfida riuscire a interpretare correttamente il gruppo di fronte al robot. L’intelligenza artificiale che abbiamo implementato è in grado di capire come il gruppo evolve e suggerire attività, come osservare i tursiopi da vicino mantenendo un comportamento rispettoso. Questo tipo di suggerimento, nell’ambito della human-robot interaction, è fondamentale.”

Parallelamente, l’Istituto di Ricerca sulla Crescita Economica Sostenibile (IRCRES) del CNR ha monitorato l’impatto sociale ed economico dell’esperimento. L’obiettivo finale è stato quello di capire come la robotica e l’IA possano essere integrate nei contesti turistici e culturali, come porti e acquari, luoghi chiave per lo Spoke 4.

La sperimentazione ha rafforzato la collaborazione tra IIT e l’Acquario di Genova, che già da anni lavorano insieme su progetti legati alla divulgazione scientifica e alla robotica bioispirata. La scelta di testare Alter-Ego in un luogo dominato dalla natura ha offerto uno scenario stimolante per misurare il potenziale della tecnologia nel coinvolgimento del pubblico.

Roberta Parodi, responsabile dei Servizi Educativi dell’Acquario, ha commentato: “Abbiamo accettato la proposta di IIT perché siamo molto curiosi di vedere come un robot umanoide dotato di intelligenza artificiale possa arricchire l’esperienza del nostro pubblico. In un’area dove la natura è protagonista, uno strumento così tecnologico può stimolare i visitatori a fare domande e ad avvicinarsi alla nostra missione: educazione, conservazione e ricerca. Siamo sicuri che il nostro pubblico abbia apprezzato Alter-Ego.”

L’esperimento ha rappresentato un passo importante verso l’integrazione della robotica nei luoghi della cultura e della scienza, e ha offerto nuovi spunti per l’uso dell’intelligenza artificiale in contesti sociali complessi. I risultati ottenuti contribuiranno a definire futuri scenari di applicazione nell’ambito del turismo intelligente, uno dei focus principali di RAISE Spoke 4.

Pepper incontra i visitatori: Spoke 4 all’Acquario

Il 13 giugno 2025 si è svolta presso l’Acquario di Genova una sperimentazione innovativa nel campo della robotica e dell’intelligenza artificiale, nell’ambito dello Spoke 4 del progetto RAISE.

L’iniziativa ha visto la partecipazione del laboratorio RICE dell’Università di Genova (Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi – DIBRIS), in collaborazione con l’Acquario di Genova, con l’obiettivo di valutare l’efficacia dell’interazione tra robot umanoidi e visitatori in contesti turistici e culturali.

La sperimentazione si è svolta all’interno della struttura espositiva, precisamente nella zona dedicata alla laguna tropicale, dove Pepper, robot umanoide dotato dell’intelligenza artificiale sviluppata dall’Università di Genova, ha accolto e coinvolto il pubblico.

Pepper ha interagito autonomamente con i visitatori, proponendo informazioni sulle barriere coralline, sulle specie ospitate nell’ambiente tropicale e sull’importanza della conservazione degli ecosistemi marini. Grazie a un sistema di comunicazione vocale e alla capacità di riconoscere la presenza di persone nelle vicinanze, il robot ha fornito contenuti scientifici in maniera accessibile e coinvolgente.

Durante la giornata, Pepper ha invitato i visitatori a scansionare dei QR code presenti nell’area espositiva, per approfondire in autonomia tematiche relative agli habitat tropicali. Questi interventi hanno stimolato l’interesse del pubblico e favorito la partecipazione attiva, offrendo un’esperienza immersiva e tecnologicamente avanzata.

Il progetto si è inserito all’interno delle attività previste dallo Spoke 4 di RAISE, che ha trai suoi obiettivi l’applicazione della robotica e dell’intelligenza artificiale in contesti socio-economici, come i porti e loro poli turistici.

In parallelo alla sperimentazione presso l’Acquario, all’interno di Spoke 4 il Lab RICE di UniGe ha svolto attività simili anche nelle Stazioni Marittime di Genova, con focus sui crocieristi e sull’orientamento in ambienti complessi.

Roberta Parodi, Responsabile dei Servizi Educativi e della Qualità dell’Esperienza di Visita dell’Acquario di Genova, ha dichiarato: “Siamo qui con Pepper, il robot umanoide che il laboratorio RICE dell’Università di Genova ha programmato nell’ambito dell’ecosistema RAISE per valutare l’interazione dei robot con i visitatori dell’Acquario. Ci troviamo davanti alla vasca della laguna tropicale, uno degli ambienti più ricchi di biodiversità del pianeta, ma anche tra i più a rischio. Pepper è qui per fornire informazioni sulle caratteristiche delle scogliere coralline e sull’importanza della loro conservazione”.

Lucrezia Grassi, ricercatrice post-doc del laboratorio RICE ( Robots and Intelligent Systems for Citizens and the Environment), ha sottolineato: “Oggi siamo qui all’Acquario con Pepper. Si tratta di un robot umanoide pensato per l’interazione autonoma con le persone che utilizza un’intelligenza artificiale sviluppata dal nostro team. Qui il suo obiettivo è intrattenere i visitatori, invitarli a scansionare QR code che rimandano a contenuti sulle barriere coralline e sulle specie presenti nell’area. L’intelligenza artificiale permette a Pepper di parlare di molti argomenti, ma è stato programmato per fornire in particolare informazioni su coralli, polipi e ambienti tropicali”.

Durante l’interazione, il robot ha anche pronunciato semplici frasi divulgative, come: “I coralli si difendono producendo sostanze chimiche che li aiutano a crescere e a rigenerarsi”,  “Hai mai pensato che tanti animali si nutrono dei coralli, ma spesso mangiano solo piccoli frammenti senza distruggere tutta la colonia?”

L’esperimento ha permesso di raccogliere preziosi dati sull’engagement del pubblico, utili per sviluppare future applicazioni della robotica nel settore turistico e culturale. L’iniziativa ha confermato il potenziale dei robot umanoidi come strumenti di divulgazione e mediazione culturale, capaci di rafforzare il legame tra visitatore, scienza e ambiente.

Pepper e Alter Ego alla Stazione Marittima per lo Spoke 4: accogliere i passeggeri delle navi da crociera e invitarli a valutare l’esperienza

Nei mesi di maggio e giugno, presso la Stazione Marittima di Genova, i passeggeri delle navi da crociera in partenza, hanno incontrato i robot umanoidi Pepper e Alter Ego, insieme al team di ricerca dell’ecosistema RAISE e a Stazioni Marittime.

È infatti in corso la fase finale della raccolta dati di una delle attività di ricerca dello Spoke 4, che prevede l’utilizzo dei robot per migliorare l’esperienza dei passeggeri in partenza.

I passeggeri delle navi da crociera hanno la possibilità di compilare un questionario online per valutare la propria esperienza nelle fasi di imbarco all’interno della Stazione Marittima.

I due robot umanoidi hanno invitato i passeggeri a compilare tali questionari. L’ipotesi è che la presenza dei robot possa aver un impatto positivo, stimolando maggiormente gli utenti ad esprimere il proprio punto di vista e a valutare i servizi offerti nella Stazione Marittima, insieme ad altri aspetti collegati alla qualità dell’esperienza complessiva di imbarco.

L’esperimento ha previsto tre scenari: compilazione senza robot, compilazione con invito da parte dei robot e compilazione con invito congiunto da parte di robot e ricercatori.

La presenza dei robot ha facilitato, in generale, la raccolta dei feedback tramite i questionari, contribuendo così a fornire alla Stazione Marittima elementi utili per migliorare la qualità del servizio sulla base dei commenti ricevuti.

Pepper e Alter Ego alla Stazione Marittima per lo Spoke 4 RAISE 2
Pepper con due giovani passeggeri | Autore: Lucrezia Grassi (UniGe, Spoke 4) | Crediti: UniGe, IIT, CNR-IRCrES e RAISE

I robot umanoidi coinvolti sono due: Pepper e Alter Ego. Pepper è un prodotto commerciale, mentre Alter Ego è stato interamente sviluppato dall’Istituto Italiano di Tecnologia. Entrambi, per questa applicazione, fanno uso dell’Intelligenza Artificiale sviluppata dall’Università di Genova.

Oltre a invitare i passeggeri a compilare i questionari, i robot possono interagire con loro per rendere il passaggio nella Stazione Marittima più piacevole, fornendo anche suggerimenti e indicazioni di tipo turistico.

I ricercatori e le ricercatrici coinvolti nell’esperimento sono: il prof. Antonio Sgorbissa e Lucrezia Grassi (RICE Lab, DIBRIS, Università di Genova), il prof. Alessio Tei e Iacopo Nappi (DIEC, Università di Genova), Giampaolo Vitali, Monica Cariola e Anna Novaresio (CNR – IRCrES), Manuel Catalano (IIT), Alberto Minoia, Daniela Visora ed Andrea Ferrea (Stazioni Marittime S.p.A.).

La fase di raccolta dati si sta concludendo con successo: nella prossima fase, i team saranno impegnati nell’analisi dei dati e nella restituzione di feedback utili alla Stazione Marittima.

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Alter Ego e Pepper invitano i passeggeri a compilare il questionario | Autore: Lucrezia Grassi (UniGe, Spoke 4) | Crediti: UniGe, IIT, CNR-IRCrES e RAISE

Quella di maggio e giugno rappresenta l’ultima e più estesa sessione di raccolta dati, successiva a diverse giornate di sperimentazione pilota svolte nel corso del 2024 e del 2025.

Uno dei risultati significativi raggiunti da RAISE è stato, grazie allo Spoke 4, portare la robotica in luoghi di transito come la Stazione Marittima, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza di viaggio e, indirettamente, promuovere la conoscenza delle tecnologie attraverso l’interazione con i robot e con i ricercatori e le ricercatrici che li programmano, in contesti legati al porto e alla città di Genova.

Il progetto proseguirà con un’ulteriore fase in cui i robot umanoidi interagiranno con i passeggeri senza l’intermediazione dei ricercatori ma solo sotto la supervisione del personale di accoglienza di Stazioni Marittime.

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Alter Ego e Pepper alla Stazione Marittima (Genova)
Autore: Lucrezia Grassi (UniGe, Spoke 4)
Crediti: UniGe, IIT, CNR-IRCrES e RAISE

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