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Il porto come paesaggio sonoro

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RAISE
15 Dicembre 2025
Il porto come paesaggio sonoro

Il 13 dicembre 2025 Palazzo Ducale a Genova ha ospitato In the Port / Listening Session, un appuntamento che ha unito ricerca scientifica, sperimentazione artistica e divulgazione.

L’iniziativa, a ingresso gratuito, si è svolta nella Sala del Minor Consiglio e si è inserita nel percorso di RAISEmotion, all’interno di RAISE – Spoke 4 “Porti intelligenti e sostenibili”, rafforzando il dialogo tra innovazione tecnologica e cultura contemporanea.

Dalle ore 15 il pubblico ha iniziato ad affluire per gli ascolti autonomi della listening session. La sala ha accolto visitatrici e visitatori in uno spazio di fruizione libera, dove il porto di Genova ha preso forma come paesaggio sonoro e luogo di riflessione. Curatrici e curatori hanno accompagnato chi lo desiderava in un confronto diretto sul processo creativo, sui dati ambientali e portuali utilizzati e sul valore di una ricerca che intreccia arte, scienza e territorio.

Alle ore 18 la giornata ha proseguito con una mini conferenza e un momento di ascolto condiviso. Davide Giglio (UniGe), Leader dello Spoke 4, ha aperto l’incontro introducendo le tematiche di RAISE e il ruolo strategico dei porti intelligenti e sostenibili nell’ecosistema dell’innovazione. Il suo intervento ha offerto una cornice chiara sul contributo di RAISE alla ricerca applicata e alla sperimentazione interdisciplinare.

A seguire Marco Faimali, responsabile della Comunicazione RAISE e Leader dello Spoke 3, ha illustrato il progetto RAISEmotion, raccontandone obiettivi e sviluppo. Durante il suo intervento il pubblico ha seguito la proiezione di un video breve che ha ripercorso il primo evento RAISEmotion, realizzato il 29 ottobre 2025 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, all’interno del programma del Festival della Scienza. Il racconto ha evidenziato la capacità del progetto di costruire ponti tra comunità scientifica, creativi e cittadinanza.

La parte scientifica ha trovato spazio negli interventi di Francesca Garaventa, CNR-IAS, e Melissa Ferrini, CNR-ILC, entrambe coinvolte nello Spoke 4. Le ricercatrici hanno presentato i progetti dai quali provengono i dati utilizzati da Stellare per la realizzazione di In the Port e delle immagini immersive basate su riprese di ROV sottomarini. I contributi hanno chiarito come le informazioni sui traffici portuali, pubblicate dall’Autorità di Sistema Portuale, e i dati sull’impatto dell’inquinamento acustico abbiano alimentato la composizione sonora attraverso il software Ocean.

Durante l’incontro gli artisti di Stellare hanno presentato il loro work in progress video e sonoro, offrendo al pubblico uno sguardo ravvicinato sul processo di costruzione dell’opera. Il materiale condiviso ha mostrato come la composizione prenda forma a partire dai dati sugli accessi di merci e passeggeri al porto di Genova raccolti tra il 2017 e il 2025. Il percorso sonoro segue l’andamento dei traffici portuali, traducendo variazioni, intensità e cicli in una struttura musicale dinamica e leggibile anche nell’ascolto.

L’ascolto guidato ha reso percepibili le differenze tra i diversi periodi storici, con particolare evidenza per la fase a cavallo tra il 2020 e il 2021. In quel passaggio il paesaggio acustico cambia ritmo, densità e respiro, restituendo in forma sonora l’impatto della pandemia sui flussi, sulle attività e sulla vita del porto. Il pathway sonoro diventa così uno strumento narrativo e analitico, capace di trasformare serie di dati complessi in un’esperienza sensibile che invita all’ascolto attento e alla riflessione.

In the Port / Listening Session, progetto di Stellare – FiloQ, Ale Bavo e Raffaele Rebaudengo, curato da Maria Pina Usai per U-BOOT Lab con la supervisione scientifica di Francesca Garaventa, nasce nel cuore del porto di Genova e dialoga con la mostra “Moby Dick – La balena” di Palazzo Ducale.

La performance si presenta come una partitura viva: movimenti, transiti e attriti diventano materia acustica e rendono percepibile il ritmo profondo di uno dei luoghi più complessi della città. L’esperienza invita a osservare il rapporto tra lavoro e ambiente, produzione e qualità della vita, dimensione locale e orizzonte globale, attraverso un ascolto critico e poetico.

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