L’ecorobotica in contesti industriali complessi: l’integrazione di robot autonomi con naso elettronico e droni per migliorare la sicurezza

Lo Spoke 3 di RAISE ha sperimentato soluzioni avanzate di ecorobotica per il monitoraggio di ambienti industriali complessi, fragili e ad alto rischio.

Una delle applicazioni più significative è stata sviluppata nell’ambito del Prodotto 2 dello Spoke 3 in collaborazione con il progetto MESSAPI, uno dei progetti a cascata vincitori del bando di Spoke 5.

L’obiettivo della sperimentazione è stato quello di rendere più efficiente e accurato il monitoraggio ambientale in ambito industriale, contribuendo alla rilevazione precoce di anomalie e alla prevenzione di potenziali incidenti.

In questo contesto, l’ecorobotica si configura come un approccio integrato che combina robot autonomi terrestri, droni aerei, sensoristica avanzata e modelli di intelligenza artificiale, grazie anche al contributo delle attività di ricerca sviluppate dall’Università degli Studi di Genova – DIBRIS.

All’interno dell’impianto di IPLOM a Busalla (capofila del progetto MESSAPI), accanto alla rete di sensori fissi già presente, sono state introdotte soluzioni di monitoraggio mobile basate su robot autonomi e droni in grado di pattugliare l’infrastruttura e acquisire dati in punti non coperti dalla sensoristica tradizionale.

MOLIRIS, sviluppato da Info Solution S.r.l., integra un sistema di navigazione autonoma per ambienti industriali complessi, che consente di operare anche in assenza di segnale GPS, mantenendo la capacità di localizzarsi rapidamente e muoversi in modo continuo anche in presenza di ostacoli o variazioni dell’ambiente.

Si tratta di robot autonomi sviluppati da Info Solution per applicazioni di monitoraggio industriale e sicurezza delle infrastrutture.

Il robot è equipaggiato con sensori per il monitoraggio ambientale e la sicurezza industriale, tra cui una telecamera termica per l’individuazione di anomalie termiche e un naso elettronico, sviluppato nel progetto MESSAPI (in particolare da Apphia S.r.l.), per il rilevamento di sostanze aerodisperse di interesse. Queste tecnologie permettono di migliorare le attività di controllo e aumentare il livello di sicurezza dell’infrastruttura e del personale.

Accanto al robot terrestre, sono stati impiegati anche droni aerei, in grado di acquisire dati da una prospettiva complementare e contribuire alla ricostruzione del gemello digitale dell’impianto. La combinazione di rilievi aerei, modellazione fotogrammetrica e tecniche avanzate di computer vision consente di ottenere rappresentazioni tridimensionali aggiornate e dinamiche, utili per il monitoraggio e la pianificazione degli interventi.

Questa sperimentazione rappresenta un esempio concreto di applicazione dell’ecorobotica in ambito industriale, dimostrando come la collaborazione tra ricerca e impresa possa portare allo sviluppo di soluzioni robotiche autonome per il monitoraggio industriale, la sicurezza e la gestione di infrastrutture complesse.

Le attività sono state sviluppate nell’ambito del Prodotto 2 dello Spoke 3, che ha coinvolto partner della ricerca e dell’industria tra cui l’Università degli Studi di Genova – DIBRIS, Info Solution, ETT ed ENEA, ed è stato supportato dal progetto MESSAPI, che ha come partner Iplom S.p.a. (Capofila), SIGE Srl, PM_TEN S.r.l., Apphia S.r.l..

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Autore (frame da video): Marzio Cardellini (Bluframe)
Crediti: RAISE

Agricoltura del futuro: biotecnologie, robotica e dati per vigneti intelligenti

È online la quinta puntata di “Incontri con il Futuro – Storie di innovazione dall’ecosistema RAISE”, il videopodcast realizzato in collaborazione con Rinnovabili.it che racconta esperienze e protagonisti della ricerca in robotica e intelligenza artificiale.

L’episodio ha portato l’attenzione su un ambito strategico per lo sviluppo sostenibile: l’agricoltura di precisione. La puntata ha approfondito il progetto Mycotech-Wine, che integra biotecnologie, robotica e sensori IoT per sviluppare sistemi avanzati applicati alla gestione dei vigneti.

Ospiti dell’episodio sono stati Mirca Zotti, professoressa presso il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova, e Sandro Zappatore, professore presso il DITEN – Laboratorio di Comunicazioni Multimediali dello stesso ateneo che collaborano all’interno dello Spoke 3 di RAISE. Durante la conversazione, hanno raccontato come la collaborazione tra discipline diverse abbia dato vita a un approccio innovativo alla coltivazione della vite.

Il progetto Mycotech-Wine ha posto al centro il ruolo dei microrganismi nel suolo e nella salute delle piante. Mirca Zotti ha illustrato come lo studio delle comunità microbiche abbia offerto nuove chiavi di lettura per comprendere l’equilibrio degli ecosistemi agricoli. L’analisi biologica ha permesso di individuare fattori rilevanti per la qualità del suolo e per la resilienza delle colture, contribuendo a orientare pratiche agricole più sostenibili.

Accanto alla componente biologica, la puntata ha evidenziato il contributo delle tecnologie digitali. Sandro Zappatore ha descritto l’impiego di sensori IoT e sistemi robotici per la raccolta e l’elaborazione dei dati in tempo reale. Questi strumenti hanno consentito di monitorare parametri ambientali e condizioni delle colture, offrendo informazioni utili per supportare le decisioni degli operatori agricoli.

L’integrazione tra dati biologici e dati ambientali ha rappresentato un elemento centrale del progetto. L’elaborazione congiunta delle informazioni ha permesso di sviluppare modelli più accurati per la gestione dei vigneti, migliorando l’efficienza degli interventi e favorendo un uso più consapevole delle risorse. Questo approccio ha contribuito a delineare un sistema agricolo più intelligente, capace di adattarsi alle variazioni climatiche e alle esigenze del territorio.

Nel corso dell’episodio, è emerso con chiarezza il valore della sinergia tra ricerca scientifica e innovazione tecnologica. L’ecosistema RAISE ha offerto un contesto in cui competenze provenienti da ambiti diversi hanno dialogato per costruire soluzioni concrete, con un impatto diretto sul settore agricolo.

La nuova puntata del videopodcast ha quindi offerto una visione aggiornata dell’agricoltura del futuro, in cui microrganismi, robotica e dati collaborano per migliorare la qualità delle produzioni e promuovere la sostenibilità. Un racconto che ha mostrato come l’innovazione possa accompagnare la trasformazione del settore agricolo, valorizzando il legame tra tecnologia e territorio.

NEPTUNE BEYOND porta l’Underwater Data Awareness e l’ecorobotica in una nuova dimensione

MYWAI, start-up ligure specializzata in AI industriale con laboratori di ricerca affacciati sulla splendida Baia del Silenzio di Sestri Levante, avvalendosi di tecnici e ricercatori provenienti da oltre 6 nazioni e 3 continenti, ha lavorato insieme ai partner Immersea, NextVision e Istituto Italiano di Saldatura (IIS) per realizzare il primo dimostratore nazionale di Underwater Data Awareness applicato a insediamenti antropici avanzati gestiti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), basato su tecniche di AI avanzata in ambiente sottomarino.

Tale dimostratore è stato realizzato in tre mesi, grazie a NEPTUNE BEYOND, che ha l’obiettivo di sperimentare su insediamenti antropici attivi il sistema sviluppato all’interno di NEPTUNE™, progetto guidato da MYWAI, finanziato con bando a cascata dello Spoke 5 e affiliato allo Spoke 3.

NEPTUNE rappresenta un’evoluzione specialistica della piattaforma AIoT sviluppata da MYWAI su brevetti proprietari per la Underwater Data Awareness: una tecnologia che abilita la gestione centralizzata e in tempo reale dei dati ambientali e operativi provenienti da ROV e droni subacquei, trasformando ambienti marini complessi in intelligenza operativa.

Dai flussi video ai Digital Twin 5D
NEPTUNE costruisce digital twin ad altissima fedeltà combinando:
– ricostruzioni 3D tramite algoritmi AI di Gaussian Splatting, generate da riprese fotografiche e video subacquei;
– overlay 4D delle evoluzioni ambientali e temporali, basate su dati raccolti da sensori di diversa natura;
– agenti semantici 5D per il ragionamento avanzato su dati georeferenziati.

Un approccio basato sull’ecorobotica che in modo interdisciplinare apre nuove prospettive per il monitoraggio, l’analisi e il supporto decisionale in contesti underwater.

Dalla biodiversità marina alle infrastrutture antropiche
La piattaforma è stata inizialmente validata, insieme ai partner di immersioni IMMERSEA e UBICA, nelle aree marine protette di Portofino e Lipari, a supporto di:
– analisi della biodiversità marina;
– ricostruzione di siti archeologici sommersi.

Con NEPTUNE BEYOND, l’evoluzione è stata naturale: estendere le capacità di NEPTUNE™ al monitoraggio di installazioni subacquee antropiche, dall’offshore energetico fino a scenari dual-use civili e di difesa.

Sicurezza e prevenzione: il caso Stromboli
Il dimostratore NEPTUNE BEYOND è stato infine sviluppato per l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), applicando NEPTUNE™ al monitoraggio e alla manutenzione delle complesse e costose installazioni subacquee dedicate alla rilevazione delle condizioni di rischio intorno a Stromboli.

I sistemi INGV, installati e documentati dal partner IMMERSEA, sono stati analizzati attraverso gli algoritmi e le competenze dei partner IIS e NextVision.

Grazie alla piattaforma NEPTUNE™ di MYWAI, il sistema:
– ricostruisce e aggiorna automaticamente i digital twin da video UUV;
– analizza immagini e serie temporali degli insediamenti monitorati;
– individua fenomeni come biofouling, corrosione e degrado strutturale tramite segmentazione 2D e color-mapping delle superfici osservate.

Un’esperienza immersiva 5D
I digital twin possono essere esplorati anche tramite visori come Meta Quest, permettendo a operatori e ricercatori di navigare ambienti virtuali 5D basati sulla piattaforma NEPTUNE di Underwater Data Management: un nuovo paradigma per la situational awareness subacquea e l’applicazione dell’ecorobotica marina.

Per lo Spoke 3 di RAISE, NEPTUNE Beyond rappresenta un passo concreto verso un’interazione con il mondo sommerso sempre più sicura, intelligente e sostenibile ed un esempio concreto di trasferimento tecnologico nell’ambito dell’ecorobotica.

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Autore (frame dal video): Marzio Cardellini (Bluframe)
Crediti: RAISE

Distribuzione automatizzata di biostimolanti in vigneto: ecorobotica e ricerca agronomica nell’ambito di Spoke 3

Nell’estate 2025 è stata condotta una sperimentazione in vigneto nell’ambito del progetto PNRR RAISE, con l’obiettivo di integrare soluzioni di robotica autonoma, sensoristica IoT e ricerca agronomica per la viticoltura di precisione.

Il rover autonomo MOLIRIS, sviluppato da Info Solution e messo a disposizione a titolo gratuito per questa attività di sperimentazione agronomica, si è mosso tra i filari in completa autonomia distribuendo in maniera controllata un biostimolante innovativo.

Quest’ultimo è stato sviluppato dal Laboratorio di micologia dell’Università di Genova a partire da microrganismi isolati direttamente dal suolo della vigna, con lo scopo di favorire la crescita delle piante e aumentarne la resilienza a patogeni e agli effetti del cambiamento climatico. Il prodotto finito risulta essere a impatto biologico zero. L’uso di microrganismi autoctoni fornisce un mezzo naturale e sostenibile per stimolare la crescita delle colture. L’elevata concentrazione microbica, combinata con un processo di produzione su misura, garantisce la massima efficacia per l’area target.

Accanto a questa attività, il Laboratorio di Reti Multimediali del DITEN dell’Università di Genova ha progettato e installato una rete di nodi sensori basata sul paradigma dell’Internet of Things (IoT), in grado di monitorare in tempo reale i parametri ambientali e le proprietà chimico-fisiche del suolo. I dati raccolti costituiscono un supporto fondamentale per valutare l’efficacia dei trattamenti e per correlare le condizioni pedoclimatiche agli effetti dei biostimolanti sulla vite.

Il rover MOLIRIS, grazie al sistema di navigazione autonoma sviluppato da Info Solution, ha dimostrato di poter operare in sicurezza tra i filari, garantendo un’erogazione mirata e ripetibile del trattamento.

Distribuzione automatizzata di biostimolanti in vigneto: ecorobotica e ricerca agronomica nell’ambito di Spoke 3
Autore (frame da video): Marco Penco (Info Solution, Spoke 3) | Crediti: UniGe e RAISE

La combinazione di robotica avanzata, biotecnologie e sensoristica ambientale rappresenta un approccio multidisciplinare in linea con la missione dello Spoke 3, dedicato a soluzioni di ecorobotica e agricoltura sostenibile.

Questa sperimentazione costituisce un passo concreto verso una viticoltura 4.0 grazie all’ecorobotica, capace di integrare tecnologie innovative per migliorare produttività, qualità e sostenibilità.

Un ringraziamento speciale va all’azienda vitivinicola Durin, che ha ospitato il test nei propri vigneti e reso possibile lo svolgimento delle attività.

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Autore (frame da video): Marco Penco (Info Solution, Spoke 3)
Crediti: UniGe e RAISE

I tesori sommersi della Sicilia negli USA: tecnologia e cultura al servizio del patrimonio archeologico subacqueo

Dalle profondità del relitto di Capistello a Lipari, nelle Isole Eolie, ai musei statunitensi: il progetto NEPTUNE™, selezionato e finanziato attraverso un bando dell’ecosistema RAISE, rappresenta un’eccellenza nell’archeologia subacquea, combinando innovazione tecnologica e valorizzazione culturale dei fondali siciliani.

La mostra “Sunken Treasures, Ancient Seas” è approdata negli Stati Uniti in due tappe: dal 4 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026 al Museo Fernbank di Atlanta e, da gennaio a maggio 2026, al Museo di Storia di Mobile, Alabama. L’esposizione offre al pubblico americano un’esperienza immersiva tra antichi relitti, reperti archeologici e testimonianze storiche, integrando tecnologie innovative e storytelling multimediale, per far “viaggiare virtualmente” i visitatori sotto la superficie dei mari siciliani.

Il progetto NEPTUNE™ – coordinato dalla startup ligure Mywai S.r.l. con i partner Ubica S.r.l., Immersea S.r.l., Next Vision S.r.l. e Istituto Italiano Saldatura e il supporto della Regione Siciliana – Soprintendenza del Mare, del Ministero dell’Ambiente – Area Marina Protetta di Portofino e di OceanHis – dimostra come tecnologia, ricerca e valorizzazione culturale possano rendere i tesori sommersi della Sicilia accessibili e fruibili a livello internazionale.

L’ecosistema ligure dell’innovazione RAISE è stato finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) con l’investimento 1.5 (M4C2) del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che ha previsto la creazione e il rafforzamento di ecosistemi dell’innovazione su aree di specializzazione tecnologia coerenti con le vocazioni industriali e di ricerca del territorio di riferimento, promuovendo e rafforzando la collaborazione tra il sistema della ricerca, il sistema produttivo e le istituzioni territoriali. Vi partecipano 27 partner nel mondo accademico e della ricerca, istituzioni e imprese, coordinati da Università degli Studi di Genova (UNIGE), Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e Istituto Italiano di Tecnologia (ITT).

Le attività operative del progetto NEPTUNE™ si sono svolte a Lipari, nelle Isole Eolie, sul celebre relitto di Capistello, nave oneraria del IV secolo a.C, e le immersioni tecnico-scientifiche sono state condotte con l’ausilio di innovativi sistemi di propulsione subacquea, sviluppati per garantire un’elevata precisione nella localizzazione dei dati raccolti anche in assenza di riferimenti GPS. Il tracciamento è stato integrato con una telecamera 8K a tenuta stagna, montata sul veicolo e in grado di acquisire immagini ad altissima risoluzione del sito, e con una sonda multiparametrica OceanHis, incaricata di monitorare in continuo i parametri ambientali fondamentali quali temperatura, salinità, pH e conducibilità.

Grazie al sistema NEPTUNE™, è stato possibile creare modelli digitali 3D dei relitti, integrare dati ottici, ambientali e di navigazione, e identificare automaticamente oggetti e anomalie tramite intelligenza artificiale. Questo approccio ha permesso un monitoraggio predittivo del sito e una gestione dinamica del patrimonio sommerso.

Tra i reperti esposti figurano: Rostri della battaglia delle Egadi, Elmi rinvenuti nei fondali di Levanzo, Lingotti in piombo da Capo Passero, Monete puniche di Pantelleria, Lingotti in oricalco di Gela, Anfore da Cala Minnola, Ceramiche a vernice nera del relitto di Capistello, Reperti dal relitto Panarea III individuato a 114 metri di profondità, Stoviglie e gioielli del relitto di Scauri, a Pantelleria e manufatti provenienti da Marsala, Mazara del Vallo, Trapani, San Vito Lo Capo, Marausa e Petrosino.

I reperti esposti sono stati concessi grazie alla collaborazione tra diversi enti: la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, il Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, il Parco Lilibeo di Marsala, l’Associazione museo del mare e della navigazione siciliana “Florio” e il Museo nazionale delle attività subacquee di Ravenna – The historical diving society.

Una sezione speciale della mostra è dedicata alla nascita della subacquea moderna e allo sviluppo dell’archeologia subacquea in Italia, grazie alla collaborazione con la Historical Diving Society – Museo nazionale delle attività subacquee di Ravenna, che espone strumenti e attrezzature d’epoca dei pionieri della disciplina.

Ferdinando Maurici, Soprintendente del Mare – Regione Siciliana, sottolinea: “Un’occasione straordinaria per far conoscere millenni di storia del Mediterraneo al pubblico americano, valorizzando tecnologie all’avanguardia per la protezione dei nostri beni culturali sommersi.”
Francesco Paolo Scarpinato, Assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana – Regione Siciliana, aggiunge: “La mostra permette di raccontare la storia antica del Mediterraneo e di offrire una nuova lettura dell’archeologia subacquea grazie all’integrazione tra ricerca scientifica e innovazione tecnologica.”

Cristina Battaglia, Programme manager di RAISE, afferma: “Una straordinaria opportunità di valorizzare oltre i confini del nostro paese, i risultati dell’ecosistema RAISE ottenuti grazie alla collaborazione tra imprese, organismi di ricerca e istituzioni locali.”
Marco Faimali, Coordinatore dello Spoke “Protezione e cura dell’ambiente” di RAISE, dichiara: “Un esempio significativo di come l’ecorobotica marina sviluppata dal progetto RAISE possa permettere di esportare oltre confine anche la storia e la cultura sommersa del nostro paese.”

AquaSense di Spoke 3: un nuovo sensore per valutare la qualità delle acque costiere

Nel Golfo del Tigullio, tra Portofino e Santa Margherita Ligure, un team di ricerca dell’Istituto di Biofisica (CNR-IBF) ha effettuato i primi test operativi di un innovativo sensore a fluorescenza progettato per misurare la sostanza organica nell’acqua di mare.

Il sensore è stato sviluppato nell’ambito dello Spoke 3 del progetto RAISE in collaborazione con l’azienda Dielectrik S.r.l., e rappresenta un importante passo avanti nel controllo della qualità delle acque costiere.

Le molecole organiche rilevate dal sensore possono avere origine naturale e antropica e la loro concentrazione è il risultato di tutti i processi biologici che avvengono in mare, possono essere quindi considerate un indicatore sintetico della qualità dell’acqua e della salute dell’ecosistema costiero.

Il test sul campo è stato realizzato in collaborazione con il gruppo di ricerca del Prof. Paolo Povero del DISTAV dell’Università di Genova. Durante la navigazione nel Golfo del Tigullio, il sensore ha raccolto dati in tempo reale, successivamente confrontati con campioni d’acqua prelevati per analisi di laboratorio.

La scelta di Santa Margherita Ligure non è casuale: l’area ospita un sito LTER (Long Term Ecological Research) situato all’interno di un’area marina protetta studiata da anni dall’Università di Genova. È inoltre un ambiente particolarmente dinamico, influenzato da diversi “input” di sostanza organica provenienti dal vicino fiume Entella, dai piccoli porti, dagli impianti di acquacoltura di Lavagna e dagli scarichi urbani.

L’obiettivo di questo primo test operativo è verificare le prestazioni del sensore in condizioni reali e integrare le misure ottenute con altri parametri chimici, fisici, biologici e satellitari. Tutti questi dati verranno poi convogliati su piattaforme che utilizzano l’intelligenza artificiale sviluppate nell’ambito del progetto RAISE, in modo da creare sistemi di allerta precoce per la tutela e la gestione sostenibile dell’ambiente costiero.

Questo test rappresenta un primo passo verso una tecnologia al servizio dell’ambiente costiero nell’ambito dell’ecorobotica marina.

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Autore della foto (frame da video): Bluframe e RAISE
Crediti: RAISE

VERO, il robot di RAISE protagonista a Ecomondo 2025

Dal 4 al 7 novembre 2025, la Fiera di Rimini ha ospitato la ventottesima edizione di Ecomondo – The Green Technology Expo, il principale evento europeo dedicato alla transizione ecologica e all’economia circolare.

In questo contesto, RAISE ha presentato VERO, un robot sviluppato dallo Spoke 3 dell’Ecosistema, che ha attirato l’attenzione di visitatori e addetti ai lavori grazie alle sue capacità innovative e alla visione di un futuro in cui la tecnologia sostiene l’ambiente e le persone.

VERO (Vacuum-cleaner Equipped RObot) è stato sviluppato dal gruppo Dynamic Legged Systems (DLS) dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), coordinato da Claudio Semini. I ricercatori Angelo Bratta e Gabriel Fischer Abati, in rappresentanza dello Spoke 3 di RAISE, hanno presentato al pubblico e agli esperti del settore questo sistema robotico all’avanguardia, frutto di anni di ricerca e sperimentazione nell’ambito della robotica mobile e dell’intelligenza artificiale.

Progettato per collaborare con l’uomo nella raccolta e rimozione dei rifiuti, VERO combina agilità, autonomia e intelligenza percettiva. La sua struttura dinamica e la capacità di adattarsi a diversi contesti operativi lo rendono un alleato prezioso nelle attività di pulizia in ambienti complessi, urbani e naturali. Integrando sensori avanzati e algoritmi di machine learning, il robot è in grado di riconoscere oggetti e ostacoli, pianificare percorsi efficienti e interagire in modo sicuro con gli operatori umani.

Durante le giornate di Ecomondo, VERO ha mostrato al pubblico il potenziale della robotica applicata alla sostenibilità ambientale, dimostrando come la sinergia tra intelligenza artificiale e design bio-ispirato possa favorire una gestione più efficiente dei rifiuti e contribuire alla tutela del territorio. Il progetto si inserisce nelle attività dello Spoke 3 di RAISE, dedicato allo sviluppo di robot per la cura dell’ambiente e il benessere sociale, e riflette la filosofia dell’Ecosistema: unire eccellenza scientifica, trasferimento tecnologico e impatto positivo sulla società.

Angelo Bratta ha sottolineato come l’approccio di RAISE favorisca la creazione di tecnologie collaborative e responsabili, capaci di rispondere alle sfide della transizione ecologica attraverso soluzioni concrete e misurabili. La partecipazione a Ecomondo ha offerto un’occasione per condividere risultati, aprire nuovi dialoghi e rafforzare le reti tra ricerca, industria e istituzioni, in un ambiente che ogni anno si conferma punto di riferimento internazionale per la green economy e l’innovazione sostenibile.

Con oltre ventotto anni di storia, Ecomondo rappresenta un laboratorio di idee e un luogo d’incontro tra discipline, esperienze e visioni. L’edizione 2025 ha consolidato il ruolo dell’Italia come polo strategico dell’innovazione ambientale in Europa, riunendo aziende, start-up, ricercatori e decisori politici per discutere soluzioni che coniughino progresso e responsabilità.

In questo scenario, la presenza di VERO ha offerto un esempio concreto di come la robotica possa agire da catalizzatore per l’economia circolare, trasformando la tecnologia in uno strumento di cura e rigenerazione del pianeta.

TEC-SOS ha portato il mare al centro dell’innovazione

L’8 ottobre 2025, l’Università degli Studi di Palermo ha ospitato l’evento conclusivo del progetto TEC-SOS – Sustainable Technologies for Monitoring in Marine Protected Areas of the Lower Tyrrhenian Sea, un’iniziativa inserita nell’ecosistema dell’innovazione RAISE (Robotics and AI for Socio-Economic Empowerment).

Il progetto ha unito ricerca scientifica, tecnologia e partecipazione civica per sviluppare e sperimentare soluzioni avanzate dedicate al monitoraggio e alla tutela degli ecosistemi marini.

La giornata si è svolta presso il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) dell’Ateneo palermitano e ha coinvolto ricercatori, studenti, operatori del settore, rappresentanti istituzionali e cittadini. Il Rettore Massimo Midiri, il Prorettore alla Ricerca Andrea Pace e il Direttore del DiSTeM Attilio Sulli hanno aperto i lavori con i saluti istituzionali, sottolineando il valore strategico di iniziative che intrecciano innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale.

Nel corso della mattinata, i partecipanti hanno seguito la presentazione dei risultati del progetto e una tavola rotonda dedicata alle linee di intervento di RAISE, che promuove la robotica e l’intelligenza artificiale al servizio della società e dell’ambiente. Elisa Costa (CNR-IAS, Genova) ha illustrato il ruolo dello spoke 3 dell’ecosistema RAISE, dedicato alle tecnologie sostenibili per la tutela del mare. Sono poi intervenuti Gianluca Sarà, Attilio Sulli, Maria Giovanna Parisi – responsabile scientifica del progetto TEC-SOS –, Adriano Fagiolini, Maria Cristina Mangano, Maria Maisano, Davide Bruno e Valeria Pizziol, che hanno condiviso esperienze, risultati e prospettive di ricerca.

«Con TEC-SOS abbiamo voluto costruire un ponte tra scienza e territorio, mettendo la tecnologia al servizio del mare e delle comunità che lo vivono ogni giorno», ha dichiarato la Prof.ssa Maria Giovanna Parisi. «L’innovazione non è fine a sé stessa: serve a comprendere meglio gli ecosistemi, a proteggerli e a rendere tutti noi più consapevoli del valore del patrimonio naturale che ci circonda».

Attraverso un approccio integrato, il progetto TEC-SOS ha testato in ambiente reale sensori di nuova generazione per la rilevazione di parametri fisici, chimici e biologici nelle Aree Marine Protette del basso Tirreno. Le attività hanno coinvolto anche i diver e le comunità locali in iniziative di citizen science, finalizzate alla raccolta di dati georeferenziati su specie non indigene, fenomeni di mortalità, accumulo di rifiuti marini e reti fantasma. La combinazione tra osservazioni sul campo e misurazioni scientifiche ha offerto nuove chiavi di lettura per comprendere le cause e le dinamiche di eventi ecologici complessi, contribuendo a strategie più efficaci di gestione e conservazione.

Durante l’evento, i partecipanti hanno visitato i laboratori che hanno contribuito al progetto, tra cui il MIB Lab di Immunobiologia Marina, l’e-LAB di Ecologia Marina, il Laboratorio di Geomorfologia e Geologia Applicata, quello di Ingegneria Elettronica e Robotica, e il Laboratorio di Ecotossicologia dell’Università di Messina. Il Diving Center Altamarea e l’Area Marina Protetta Isola di Ustica hanno mostrato le applicazioni sul campo delle tecnologie sviluppate.

Attraverso dimostrazioni pratiche e attività interattive, l’incontro ha trasformato la ricerca in esperienza diretta, offrendo al pubblico l’occasione di conoscere strumenti, metodi e applicazioni concrete per la salvaguardia del mare.

Con TEC-SOS, l’innovazione tecnologica ha trovato nel Mediterraneo un laboratorio naturale in cui scienza, educazione e comunità si sono incontrate per costruire un futuro più sostenibile.

Il Cristo degli Abissi e AI: MYWAI celebra i 71 anni della statua sottomarina con un gemello digitale 5D nella piattaforma NEPTUNE™

In occasione del 71° anniversario della posa del Cristo degli Abissi nelle acque della baia di San Fruttuoso, MYWAI Srl, startup ligure specializzata in intelligenza artificiale con sede nella prestigiosa Baia del Silenzio di Sestri Levante, annuncia con orgoglio l’integrazione della celebre statua nel repertorio dei Digital Twin 5D della piattaforma NEPTUNE™, il primo sistema italiano che coniuga Intelligenza Artificiale e IoT per creare gemelli digitali per l’Underwater Data Awareness (UDA), ovvero la raccolta di dati da robot, apparati, macchinari e sensori durante ispezioni sottomarine a siti archeologici, turistici, biomarini e industriali.

Il modello digitale del Cristo degli Abissi, realizzato dal partner IMMERSEA con tecniche avanzate di fotogrammetria e’ stato rielaborato da MYWAI con tecniche di intelligenza artificiale per il rendering automatico di modelli 3D da immagini, come NeRF e Gaussian Splatting, applicate a riprese video subacquee.

Questo ha permesso di creare un gemello digitale tridimensionale, integrandolo nella piattaforma di Underwater AIoT di MYWAI che raccoglie e geolocalizza dati ambientali sottomarini. Il modello consente di monitorare l’evoluzione nel tempo (4D) e di arricchirlo con analisi semantiche (5D) grazie ad agenti AI basati su modelli linguistici di tipo LLM, simili a ChatGPT, ma progettati per funzionare localmente in modo sicuro e con informazioni riservate. Questi agenti permettono di ottenere informazioni sul manufatto e sull’ambiente circostante, garantendo la protezione dei dati tecnico-scientifici sensibili e offrendo la possibilità di controllarne la condivisione.

La statua del Cristo degli Abissi, posta nel 1954 a 17 metri di profondità, è da decenni simbolo di pace e memoria per subacquei e visitatori da tutto il mondo. Oggi, grazie al progetto NEPTUNE™, finanziato con un bando dello Spoke 5 di RAISE – l’ecosistema dell’innovazione su AI e Robotica coordinato da IIT, Università di Genova, CNR e Regione Liguria — questo patrimonio culturale entra nell’era digitale.

Il sistema NEPTUNE™, basato su tecnologia brevettata da MYWAI, consente di gestire in tempo reale dati ambientali provenienti da ROV (veicoli sottomarini) e di ricostruire ambienti subacquei su schermi remoti, dove ricercatori e studenti universitari possono studiare e interagire con i gemelli digitali in modo immersivo e intelligente.

Il video del Cristo degli Abissi e il modello NEPTUNE™ saranno inclusi nei materiali divulgativi in preparazione da RAISE per il prossimo Festival della Scienza, offrendo al pubblico un’esperienza unica di esplorazione sottomarina aumentata.

Ecosistema RAISE - Cristo degli Abissi - NEPTUNE MYWAI Spoke 2
Digital Twin 5D Cristo degli Abissi su NEPTUNE™ | Autore: NEPTUNE™ | Crediti: NEPTUNE™ e RAISE

“Vincere il progetto RAISE e dare vita a NEPTUNE™ in un sito così iconico per la nostra regione Liguria rappresenta una pietra miliare per MYWAI” – ha dichiarato Fabrizio Cardinali, Co-CEO e Co-Fondatore di MYWAI – “Segna la nascita del primo sistema italiano di intelligenza artificiale subacquea per la consapevolezza dei dati, dove il patrimonio incontra l’innovazione”.

“NEPTUNE™ è una soluzione estremamente flessibile ” – ha aggiunto Marco Faimali, direttore del CNR-IAS, Responsabile Spoke 3 di RAISE – “che in collaborazione con MYWAI e altri partner stiamo iniziando ad applicare all’Underwater Data Awareness e all’ecorobotica in molti settori, dalla gestione intelligente del biofouling in scenari industriali e duali all’analisi del DNA ambientale in ambito marino”.

“NEPTUNE™ è un chiaro caso di successo del nostro programma” – ha concluso Cristina Battaglia, Program Manager di RAISE – “dimostrando concretamente il nostro impegno nell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale e della Robotica alla scienza marina, attraverso l’open innovation e la collaborazione con startup del settore”.

Il partenariato di NEPTUNE™ è composto da MYWAI SRL, UBICA SRL, IMMERSEA SRL, NEXT VISION SRL, IIS – ISTITUTO ITALIANO DELLA SALDATURA e UNIVERSITÀ DI CATANIA, con la partecipazione di REGIONE SICILIANA – Soprintendenza del Mare, MINISTERO DELL’AMBIENTE – Area Marina Protetta di Portofino e OCEANHIS.

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Homepage Cristo degli Abissi su NEPTUNE
Autore: NEPTUNE
Crediti: NEPTUNE e RAISE

Be.Ci.S e Spoke 3: sensori per la citizen science

Proseguono a Bogliasco le attività di sperimentazione nell’ambito del progetto Be.Ci.S – Be a Citizen Scientist, parte del programma Spoke 3. Il progetto ha come obiettivo la realizzazione e la validazione di un sistema integrato per il monitoraggio ambientale, basato su un approccio partecipativo e aperto alla cittadinanza attiva.

Nell’ambito delle attività previste, Outdoor Portofino capofila del progetto Be.Ci.S – che partecipa all’ecosistema RAISE grazie al finanziamento ricevuto dai bandi a cascata dello Spoke 5 afferenti alle tematiche di Spoke 3 – ha avviato una nuova fase di test dei sensori sviluppati da IoTopon S.r.l., concentrandosi in particolare sulla rilevazione di parametri ambientali in ambienti marini e costieri.

I test si sono svolti nel tratto di costa di Bogliasco, con l’impiego dei sensori installati su mezzi nautici leggeri durante escursioni in kayak e su stand up paddle. L’esperimento ha dimostrato l’estrema semplicità di utilizzo del dispositivo anche da parte di cittadini non esperti, confermando l’intento del progetto di rendere il monitoraggio scientifico accessibile anche a sportivi amatoriali e appassionati della natura.

Il sensore, al momento, è in grado di rilevare oltre 20 parametri ambientali relativi a meteo, qualità dell’aria e qualità dell’acqua. Ogni rilevazione è georeferenziata e viene automaticamente mappata, con la possibilità di essere consultata sia da app che da postazione remota tramite PC. I dati confluiscono in un unico database centralizzato, a supporto di iniziative di ricerca, divulgazione scientifica e attività didattiche. Particolare attenzione è riservata all’analisi dei cambiamenti climatici e al contributo che una rete di cittadini attivi può offrire nella raccolta di dati su larga scala.

Uno degli elementi distintivi del progetto è la versatilità del sensore, pensato per essere impiegato in contesti outdoor molto diversi: dal ciclismo alle attività acquatiche. La compattezza, la leggerezza e l’adattabilità del dispositivo lo rendono ideale per un uso quotidiano e spontaneo, permettendo a chiunque di raccogliere dati preziosi per la scienza.

A conferma dell’approccio partecipativo del progetto, è stato avviato anche un programma di coinvolgimento diretto di cittadini, attraverso la selezione di alcuni ambassador. Questi volontari partecipano attivamente alla fase di test, raccogliendo dati marini che vengono inviati e validati quotidianamente. Si tratta di una testimonianza concreta del valore della citizen science e del potenziale contributo di ogni individuo alla ricerca ambientale.

Le future implementazioni del sensore prevedono l’integrazione di nuove funzionalità, tra cui la rilevazione della salinità dell’acqua e la misurazione delle concentrazioni di anidride carbonica e solforosa in ambiente marino. Tali evoluzioni richiederanno una base dati ampia e accurata, che solo una rete diffusa di cittadini attivi potrà fornire.

Il progetto Be.Ci.S si conferma così come una piattaforma innovativa per la scienza partecipata, unendo tecnologia, sostenibilità e coinvolgimento attivo della popolazione nella tutela dell’ambiente.

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