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Tecnologie e innovazione per l’arte e la cultura: dai risultati di RAISE Spoke 1 verso nuove frontiere del benessere

Spoke 01
Spoke 01
18 Marzo 2026
Tecnologie e innovazione per l’arte e la cultura: dai risultati di RAISE Spoke 1 verso nuove frontiere del benessere

Nella splendida cornice di Palazzo Spinola di Pellicceria a Genova, nel pomeriggio del 13 marzo, lo Spoke 1 di RAISE ha presentato i risultati ottenuti nel campo di una fruizione e di un accesso maggiormente inclusivi rispetto all’offerta artistico-culturale della città.

L’evento ha previsto sia una sessione di presentazioni e confronto, con ricercatori e ricercatrici di RAISE Spoke 1 e invitati esterni al progetto, sia un momento di dimostrazioni pratiche all’interno dell’Aula Didattica di Palazzo Spinola.

Dopo un’introduzione della coordinatrice dello Spoke 1, Michela Spagnuolo (CNR-IMATI), Eleonora Ceccaldi (UniGe, Spoke 1) ha introdotto il dimostratore “cultura” di RAISE Spoke 1, partendo dal concetto di benessere e dal ruolo che l’arte ricopre per la cura, e presentando poi le tecnologie parte del dimostratore: DanzArTe-EWT e RespirArte, realizzati da UniGe-DIBRIS, consentono al visitatore di non essere passivo, ma di partecipare alle opere di arte visiva attraverso i movimenti del proprio corpo finalizzati ad entrare in risonanza estetica con le opere stesse. Oltre all’esperienza più approfondita dell’opera in sé, il beneficio si esprime a livello riabilitativo, sia motorio che cognitivo, e a livello sociale grazie alla possibilità di sperimentare con altri visitatori.

La ricercatrice ha poi presentato un’altra componente del dimostratore cultura, ovvero gli strumenti SENSE-CITY, realizzati dal CNR, che permettono di raccogliere dati sullo stato emozionale dei cittadini durante un percorso a piedi nella città, grazie ai quali è possibile raccogliere e creare mappe emozionali del territorio. Infine, è stato introdotto Arte Tattile, realizzato da ETT, una tecnologia capace di trasformare un’opera di arte visiva in un rilievo tri-dimensionale interattivo, dotato di sensori tattili che attivando una guida sonora, rendono il quadro un oggetto multisensoriale esplorabile con le dita.

Federica Caruso (Università dell’Aquila) ha quindi presentato il progetto ARTECOM, finanziato dal bando a cascata aperto da Spoke 1 per le università e gli enti pubblici, e finalizzato a realizzare un’esperienza di co-creazione musicale integrata nel tessuto urbano della città dell’Aquila, e supportata da tecnologie interattive ed immersive. Gli esperti del Conservatorio Alfredo Casella partner di ARTECOM, hanno creato cinque paesaggi sonori elettroacustici basati sui suoni della città e rielaborati con l’intelligenza artificiale, i quali hanno animato delle installazioni sonore in cui la musica cambia in base ai movimenti e alle scelte dei visitatori e delle visitatrici.

L’evento è proseguito con un panel di esperti, moderato da Mariangela De Vita (CNR-DIITET), che ha messo a dialogo Federica Caruso (Università dell’Aquila) e Antonio Camurri (UniGe-DIBRIS) con Riccardo Dapelo (Conservatorio di Musica Giuseppe Nicolini di Piacenza) e Paolo Naldini (Cittadellarte-Fondazione Pistoletto). Partendo dai concetti di interconnessione, connessione, benessere e inclusione, i vari speaker hanno presentato casi di progetti artistici realizzati in altri contesti, su tematiche collegate al tema della Tavola Rotonda, finalizzato a esplorare le prospettive dischiuse dalle possibili sinergie tra tecnologia e arte.

Federica Caruso ha illustrato alcuni esempi di applicazione della Realtà Virtuale tra cura e arte in contesto ospedaliero, per la gestione dello stress e della percezione del dolore.

Riccardo Dapelo ha parlato di scultura e musica, raccontando il caso del progetto Pietre Sonore del Maestro Sciola, in cui lo spazio di installazione delle sculture è diventato interattivo grazie a sensori che hanno reso possibile al visitatore “suonare” le opere di pietra senza toccarle, attraverso “tasti invisibili” attivati dalla sua presenza.

Paolo Naldini ha raccontato come suggestioni tratte da contesti concreti hanno ispirato processi di creazione artistica, all’interno di progetti come Glacial Threads. Dalle foreste ai tessuti del futuro, in collaborazione con il gruppo Lenzing, che mira a proteggere i ghiacciai alpini utilizzando speciali geotessili biodegradabili e privi di microplastiche, derivati dagli alberi. Questi teli, oltre a coprire i ghiacciai, sono riciclabili e hanno ispirato, in processi di creazione artistica, una collezione di moda che porta in sé le tracce delle storie scritte dall’acqua passata nel tempo attraverso quei materiali.

Infine, Antonio Camurri ha illustrato il ruolo di Casa Paganini e diversi progetti sviluppati in questo contesto fortemente multidisciplinare, soffermandosi in particolare sulla capacità dell’arte di favorire un rallentamento, per concentrarsi sull’esperienza estetica delle opere, con impatto positivo sul benessere individuale, in un mondo sempre più veloce e sovraccarico di stimoli.

L’evento si è concluso con un momento di convivialità e con la possibilità di sperimentare direttamente le tecnologie del dimostratore cultura di Spoke 1.

Dalle preziose sale di un palazzo storico genovese, parte dei Musei Nazionali di Genova, RAISE Spoke 1 ha quindi concluso le proprie attività con un evento finale aperto alla cittadinanza, nel quale sono stati condivisi con il pubblico i risultati raggiunti lungo quel filo che collega bellezza, arte, cura, benessere, inclusione e tecnologia, aprendo a nuove interconnessioni, collaborazioni e progetti futuri.

Immagini
Autore: Team Comunicazione, Spoke 5
Crediti: RAISE

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