Tra le tante e diverse modalità con cui il progetto RAISE ha raccontato i suoi obiettivi e i risultati raggiunti, mercoledì 25 marzo è stata la volta del cinema, affidando alla macchina da presa dati, tecnologie e scenari per trasformarli in una narrazione immediata ed efficace.
Presso la Sala 1 del cinema Corallo a Genova si è infatti svolta la serata speciale “RAISE AL CINEMA”, dedicata alla proiezione dei documentari “Il viaggio del paziente” e “Salto nel futuro”: un momento di incontro tra ricerca, trasferimento tecnologico e pubblico, organizzato in collaborazione con Circuito Cinema Genova.
Attraverso il linguaggio diretto e coinvolgente del cinema documentario, gli spettatori e le spettatrici sono stati trasportati in una narrazione coinvolgente all’interno delle trasformazioni che le tecnologie portano nella società e nella quotidianità delle persone.
La serata si è aperta con “Il viaggio del paziente”, documentario realizzato dallo Spoke 2, con la regia di Simone Valentini e la produzione esecutiva di Twister S.r.l., dedicato all’evoluzione del percorso di cura nella sanità del futuro.
La narrazione ha accompagnato lo spettatore attraverso tecnologie che ridefiniscono – e continueranno a farlo – diagnosi, terapie e relazioni tra personale medico e pazienti.
L’intelligenza artificiale rafforza la diagnosi precoce, i digital twin supportano la chirurgia, robot intelligenti affiancano la riabilitazione e sensori ecologici rendono possibile un monitoraggio remoto continuo. Queste trasformazioni sono già in corso e caratterizzeranno sempre più l’ospedale del futuro.
Testimonianze, esempi concreti e un linguaggio accessibile mostrano come l’innovazione tecnologica potrà contribuire a costruire una sanità più sicura, efficiente e personalizzata, capace di mettere la persona al centro.
Il secondo documentario, “Salto nel futuro”, di Emilio Suraci (CNR-SCITEC), realizzato per lo Spoke 5, parte da uno sguardo storico agli automi musicali di Neuchâtel e dall’origine del termine “robot”, evocata da una coreografa. Il racconto attraversa musica, teatro e danza, mostrando applicazioni artistiche inclusive anche attraverso i disegni dei bambini e delle bambine e la prospettiva di persone con disabilità.
Il documentario racconta un viaggio emozionante nel mondo della robotica e dell’intelligenza artificiale dal punto di vista delle persone, mettendo al centro l’incontro tra tecnologie ed essere umano, con i suoi bisogni, aspettative, motivazioni profonde, valori e desideri.
La realtà virtuale consente di superare barriere architettoniche, permettendo di visitare anche una chiesa rupestre nei Sassi di Matera da una casa genovese. Il racconto evidenzia come le tecnologie, insieme all’empatia umana, possano contribuire a rendere la città più inclusiva oltre che intelligente.
L’ambito della cura personalizzata è narrato da ricercatori, ricercatrici e pazienti con sclerosi multipla in FISM. Poi, tra ospedali, laboratori e contesti domestici, vengono presentate innovazioni in protesi, esoscheletri, chirurgia supportata da AI, robotica e modelli 3D. Dalla cura della persona si passa a quella dell’ambiente, con applicazioni di eco-robotica in ambito marino, agricolo e industriale.
Un robot quadrupede giallo, Spot, si muove negli spazi del porto di Genova, tra coloratissimi container come mattoncini Lego. Insieme agli operatori del porto e ai ricercatori e alle ricercatrici, chiude il racconto in un viaggio tra città inclusiva, sanità personalizzata, cura dell’ambiente e porto smart, tematiche dell’ecosistema ligure dell’innovazione RAISE. Dal documentario emerge come robotica e AI possano essere un supporto per il presente e il futuro, se progettate dall’essere umano con valori solidi, per una prospettiva di vita migliore.
La serata si è chiusa con un momento di dibattito, moderato da Francesca Gorini (CNR), con Marco Faimali, Lorenzo De Michieli, Valentina Squeri ed Emilio Suraci.
Marco Faimali ha evidenziato che i due documentari, entrambi di grande qualità, presentano approcci e stili narrativi diversi, uno più analitico, l’altro più emotivo, ma entrambi contribuiscono a divulgare i risultati di RAISE, auspicandone un’ulteriore diffusione tramite canali culturali e scientifici della televisione.

